Progettazione e Architettura

Edifici storici, a Roma Generali restaura (e mette a reddito) Palazzo Bonaparte

Massimo Frontera

L’intervento promosso da Generali Real Estate sull’edificio che si affaccia su piazza Venezia e dove ha abitato la madre di Napoleone

Affittasi 3.000 mq di uffici in edificio storico a Roma, ristrutturato, posizione centrale. Anzi centralissima: con affaccio diretto su Piazza Venezia. Il palazzo non è ovviamente un palazzo qualsiasi: è Palazzo Bonaparte, perché nel corso della sua storia è stato posseduto e abitato anche dalla madre dell’Imperatore, Letizia. Dall’esterno è facilmente individuabile per via dell’originale balconcino coperto che si trova al piano nobile, che guarda Piazza Venezia e gira anche su Via del Corso. Il progetto di ristrutturazione - interno ed esterno - ha incorporato anche un accuratissimo restauro conservativo, eseguito con rispetto filologico, e d’intesa con la Soprintendenza. Ma, soprattutto, il proprietario non è uno qualsiasi: è Generali Real Estate, che ha commissionato l’intero progetto, scegliendo i curatori del restauro (Rita Rivelli dello Studio Forme di Roma), il progettista (Studio Pras di Roma), affidando i lavori all’impresa D’Adiutorio Costruzioni di Teramo) e il project management ad Arcadis.

I lavori - tra il settembre 2016 e l’ottobre 2018 - sono stati preceduti da un massiccio smantellamento di frazionamenti, addizioni e controsoffitti realizzati in passato. Il restauro ha superato e sanato anche gli interventi realizzati nell’ultima significativa riqualificazione del 1980, per accogliere i giornalisti del gruppo Rcs. Durante i lavori non sono mancate le sorprese, come per esempio un affresco perimetrale scoperto in una sala dopo aver rimosso il vecchio controsoffitto. Anche i soffitti a cassettuni sono stati ripuliti e restaurati.

Gli impianti sono stati la sfida più difficile per il progettista, a causa del margine di manovra molto ridotto imposto, da una parte, dalla valorizzazione degli affreschi - sia quelli sul soffitto, sia quelli parietali - e, dall’altra, dalla rigida tutela imposta anche sugli elementi strutturali meno “nobili”. In parte, si è fatto tesoro della soluzione adottata nella ristrutturazione del 1980, e cioè il pavimento flottante in vetro, in parte trasparente e in parte opaco, che consente sia di valorizzare il pavimento in marmorino veneziano, sia di nascondere la maggior parte del cablaggio. In aggiunta, gli architetti di Studio Pras, hanno ideato una boiserie perimetrale in legno dal disegno semplice e dal colore neutro che integra l’impianto per la climatizzazione (in altri casi invece è stato possibile poggiare sul pavimento fancoil a vista). In altre parti dell’edificio, per la climatizzazione è stata scelta una soluzione aerea, con condutture nascoste da lastre di vetro opaco.

Per valorizzare al massimo gli affreschi del piano nobile, sono state scelte delle lampade minimal, la cui fonte illuminate (a led) diventa trasparente una volta spenta. Infine, per venire incontro alle richieste della Soprintendenza, tutti gli elementi divisori degli ambienti di lavoro, oppure dei servizi, sono rimovibili, oltre che limitati al massimo. Il palazzo contiene anche una grande statua di Marte pacificatore, copia dell’originale realizzato dal Canova. L’attività di restauro non ha dimenticato neanche gli infissi originali in legno dell’edificio, ai quali sono stati però applicati nuovi vetri più performanti.

Il panorama che si gode dal belvedere dell’ultimo piano lascia senza parole. Generali fa sapere che già ieri, cioè nella giornata di presentazione ufficiale dell’edificio, si sono fatti avanti diversi potenziali inquilini (per info cercare Cbre o Gva Redilco).


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