Progettazione e Architettura

Roma, dai giovani bioarchitetti quattro idee di rinascita per l’ex fabbrica Snia Viscosa al Pigneto

M.Fr.

I concept degli studenti del Master di Bioarchitettura della Lumsa. L’assessore Montuori: disponibili a lavorare per sviluppo sostenibile dell’area

Trasformare un rudere industriale in parco pubblico e luogo produttivo al 100% sostenibile. Il luogo è quello dell’ex Snia-Viscosa, a Roma, una fabbrica nata negli anni Venti su 12,5 ettari lungo la Via Prenestina, nel quartiere Pigneto. Dopo alterne vicende, l’opificio ha chiuso verso la fine degli anni ’50, ed è stato infine definitivamente abbandonato negli anni ’90 dopo qualche tentativo di riconversione. Durante dei lavori di sbancamento è emersa la falda acquifera sottostante, creando un lago naturale che conferisce una sfumatura malinconica alla bruttezza di un rudere vicino.

Sono ormai decenni che il quartiere sogna una valorizzazione del sito. Una valorizzazione che non dimentichi completamente il genius loci produttivo, ma che aggiunga elementi di qualità urbana e di spazi pubblici di servizio al quartiere. Ad alimentare ulteriormente queste aspettative si è aggiunta da ultimo l’iniziativa “Progetto-Faro per Roma” dedicata alla “Eco Station dell’ex Snia Viscosa: il lago che combatte per vivere meglio”. A promuoverla è stata l’università Lumsa di Roma con Fondazione Bioarchitettura.

Sul tema della futura rinascita dell’ex Snia Viscosa si sono cimentati i giovani corsisti dell’ultima edizione del Master Bioarchitettura/Casaclima, sotto la direzione dell’architetto tedesco Joachim Eble e di Wittfrida Mitterer, docente all’università di Innsbruck e presidente della Fondazione Bioarchitettura. Come risultato sono arrivate quattro diverse proposte di riconversione con un unico elemento comune: il lago al centro del progetto. Su tutto il resto, la fantasia dei giovani corsisti di Bioarchitettura si è sbizzarrita: orti urbani, fontane, centri sociali, mercato pubblico, luoghi per la cultura, spazi per l’aggregazione, residenze, ristoranti, centri per la produzione di materiali naturali destinati alla bioedilizia, trasformazione di rifiuti attraverso lavorazioni naturali.
Questi quattro concept sono stati presentati pubblicamente lo scorso venerdì a Roma, e saranno donati al Forum dei cittadini e al V Municipio.

Dal Comune di Roma sono arrivati segnali di attenzione e disponibilità a pensare al futuro dell’area. «Questi progetti, più che proporre delle soluzioni pongono un problema - commenta l’assessore all’Urbanistica di Roma, Luca Montuori, intervenuto alla presentazione dell’iniziativa -: siamo in grado di immaginare un modello di sviluppo economico diverso? Oggi le industrie che lavorano su queste cose, sono interessate a entrare in un’area come questa, per fare un investimento che renda? Le risposte che vengono da questo tipo di progetti dicono di sì. Noi abbiamo la possibilità di lavorare su questo e siamo disponibili a farlo». «È chiaro - aggiunge Montuori - che non si possono replicare schemi di una volta, ancorati alla rendita fondiaria e alla produzione edilizia. Dobbiamo capire quali sono le vere possibilità, non solo di tutela, ma anche di sviluppo di un’area che offre potenzialità al centro della città. E questo si fa anche con un sistema di imprenditoria diversa da quella che ha lavorato a Roma in modo costante e lineare, almeno fino al 2008».


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