Progettazione e Architettura

L’architettura va in prigione: ecco i vincitori del concorso “six square meters”

M.Fr.

Il progetto “Taac” vince il primo premio del concorso di idee sugli arredi degli spazi detentivi nella casa circondariale di Lecce

Sono stati presentati ieri a Lecce i progetti vincitori del concorso nazionale “Six Square Meters_Una nuova idea di arredo per gli spazi detentivi”, promosso dall'Ordine degli architetti di Lecce e sostenuto da ministero della Giustizia (Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria - Direzione casa circondariale di Lecce) oltre che da Università del Salento, Fondazione Banca Popolare Pugliese “Giorgio Primiceri”, Ance Lecce (e con il patrocinio del Consiglio nazionale architetti Architetti, della Regione Puglia e del comune di Lecce).

Il primo premio è andato al Progetto “Taac” firmato da Fabio Gigone e Angela Gigliotti, di Udine. Alla commissione il progetto è piaciuto per l’«ottimo sistema costruttivo e buon design interno, concretezza e soprattutto fattibilità del progetto» e anche per il «buon sistema razionale dell'insieme». Al progetto vincitore è associato il premio di 3mila euro. Il secondo Premio (insieme al riconoscimento di 2.200 euro) è andato al progetto “Riabilitazione cellulare”, proposto da Irene Peron e Valentina Covre, di Vicenza. I giudici hanno apprezzato l’«idea originale per conformare lo spazio e ottima intuizione sul bagno, apprezzabile l'attenzione all'individuo». Il terzo premio (con il riconoscimento di 1.200 euro) è andato al progetto “Orizzonte di speranza”, proposto dai professionisti milanesi Enrico Bona e Elisa Nobile. Secondo la giuria, la proposta «chiara e pulita», è apprezzabile per «interessante concept e la sua declinazione» e rappresenta una «ottima soluzione per sfruttare l'angolo finestra».

LA SCHEDA/1. IL PROGETTO PRIMO CLASSIFICATO
LA SCHEDA/2. IL PROGETTO SECONDO CLASSIFICATO
LA SCHEDA/3. IL PROGETTO TERZO CLASSIFICATO

Il prossimo step, ha detto Flavio De Carlo, coordinatore del concorso, è «la realizzazione del prototipo della proposta vincitrice e, dunque, l'avvio di un percorso che potrebbe portare ad una vera e propria linea di realizzazione degli arredi». L’obiettivo finale del concorso è di rinnovare le schede tecniche di riferimento su modalità, materiali, prescrizioni per progettare e realizzare gli arredi carcerari e aprire la strada al concorso. Più in generale, si vuole anche stimolare il mondo dell’architettura e del design a misurarsi con la progettazione degli arredi destinati alle stanze di pernottamento degli istituti penitenziari. Se tutto andrà per il verso giusto, spiega una nota degli architetti, «sarà avviata una vera e propria linea produttiva di arredi per gli Istituti penitenziari da realizzare nella falegnameria della Casa circondariale di Borgo San Nicola contribuendo così al reinserimento sociale e occupazione dei detenuti».

«Questo concorso portava con sé anche una riflessione sul ruolo sociale della nostra professione e sulla centralità che l'architettura deve riconquistare se abbiamo veramente a cuore la natura e l'autorevolezza del nostro ruolo e la qualità degli spazi che siamo chiamati a progettare, di qualsiasi natura siano», ha detto Rocco De Matteis, presidente dell'ordine degli architetti della Provincia di Lecce.


© RIPRODUZIONE RISERVATA