Progettazione e Architettura

Centrale di progettazione/1. Cappiello (Ingegneri Roma): bloccherà gli appalti e farà chiudere gli studi privati

Massimo Frontera

L’ordine capitolino propone di rivisitare l’appalto integrato e destinare i 100 milioni a un fondo rotativo per aiutare gli enti ad commissionare i progetti

«Se consideriamo che l’Italferr, che è la principale società di ingegneria, ha migliaia di dipendenti e fa solo progetti per le Ferrovie, come si fa a pensare che la centrale nazionale possa fare i progetti per tutta Italia con 210 progettisti. Vogliamo scherzare?» . La presidente dell’ordine degli ingegneri di Roma parte all’attacco della centrale nazionale per la progettazione prevista dal ddl bilancio (articolo 17) e sottolinea le «enormi criticità» contenute nella previsione normativa. «Anche considerando l’idea di riportare in seno all’amministrazione pubblica l’attività di progettazione - riprende Cappiello - è evidente che le risorse previste, tecniche principalmente, non sono sufficienti. Per vari motivi».

Qual è il difetto principale della norma?
Se l’articolo del Ddl sarà approvato così come è scritto potrebbe causare la chiusura di molti studi di progettazione, ottenendo, dall’altra parte, l’effetto di bloccare l’attività della progettazione.

Bloccare la progettazione?
Certo, perché non posso credere che questa nuova struttura centralizzata possa progettare tutto quello che serve sull’intero territorio nazionale. Nella progettazione, è importante essere presenti sul posto. Inoltre non ci si rende conto che per la progettazione ingegneristica servono una serie di competenze molto specialistiche. Professionalità che non si possono racchiudere in soli 210 dipendenti e non 300, perché la norma dice che almeno il 70% sia di tipo tecnico. E pensiamo che questo possa partire dal primo gennaio 2019? Inoltre la norma dice che posso assumere subito 50 persone senza neanche una selezione. E se non basta ci sono anche criticità di tipo giuridico.

Cioè?
Bisogna chiedersi se una struttura come questa sia in linea con i principi di concorrenza comunitari, perché c’è una evidente abolizione della concorrenza richiesta dal mercato e dal principio di proporzionalità comunitario: si crea un unico soggetto monopolista che sicuramente dominerà il mercato. Le professioni tecniche muoiono. E i giovani non avrebbero più la possibilità di formarsi e crescere per diventare progettisti esperti. Inoltre, la stessa amministrazione pubblica che fa il progetto dovrà anche attuare le procedure di gara e valutare la qualità del progetto: cioè sparisce la distinzione tra controllante e controllato che è prevista dal codice dei contratti.

Cosa proponete?
Chiediamo che questo articolo venga stralciato integralmente. Però abbiamo una proposta.

Quale?
Abbiamo visto che per la centrale vengono stanziati 100 milioni l’anno. Se veramente si vuole aiutare le amministrazioni locali a fare i progetti, allora sarebbe meglio destinare questi 100 milioni a un fondo rotativo per la progettazione al servizio delle amministrazioni, in modo che possano appaltare la progettazione delle opere e che possano accedere ai finanziamenti europei, statali o regionali che richiedono di avere il progetto pronto. E poi si poterebbe rivisitare l’appalto integrato.

In che senso? Siete favorevoli all’appalto integrato? Il codice dei contratti lo ha fortemente ridimensionato, producendo proprio un aumento delle gare di progettazione. Volete tornare indietro?
Per noi ha un senso riprendere l’appalto integrato per rivisitarlo e regolamentarlo. Il codice ha aumentato il numero di avvisi ma ora, con la centrale nazionale, si elimineranno completamente le gare di progettazione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA