Progettazione e Architettura

Classifiche architettura, Piano aumenta i ricavi del 31% con business al 90% all’estero: la top 50

Aldo Norsa

La tabella con i dati sui bilanci 2017 delle prime 50 società in Italia attive nell’architettura e nel design. One Works in vetta, seguito da Rpbw e Lombardini22

(Nell’immagine: Renzo Piano fotografato da Stefano Goldberg)
Le 50 maggiori società di architettura (e design) italiane sono quelle che più aumentano il giro d'affari nel 2017: del 10,4%, pur rimanendo con 234,6 milioni (un terzo all'estero) sette volte più piccole delle omologhe dell'ingegneria. L'offerta di architettura - come emerge dal quadro riassuntivo con i principali dati tratti dai bilanci 2017 - si conferma la più frammentata (le prime cinque società scendono dal 29,6% al 28,7% del fatturato totale). Peraltro il fenomeno dell'internazionalizzazione con 40 società (su 150) a supporto del “made in Italy” che hanno filiali estero su estero in tutti i continenti (salvo l'Australia) è significativo. Un dato per tutti, il più eclatante: Renzo Piano Building Workshop (Rpbw) fattura 16,3 milioni con la società italiana e 44,9 con la francese (compresa la filiale statunitense). Come per l'ingegneria la redditualità conferma lo stato di salute dell'offerta: l'ebitda cresce del 14,3% e l'utile netto del 29,3% (con una sola società su 50 che chiude il bilancio 2017 in perdita!). In totale i guadagni valgono 16 milioni. Bene anche, a differenza soprattutto delle costruzioni, la prestazione finanziaria e patrimoniale: la posizione finanziaria netta delle top 50 peggiora del 6% ma si mantiene ampiamente attiva (16 milioni) e il capitale netto cresce di un significativo 12,8 per cento.

L'analisi degli indici
Dal punto di vista dimensionale, sommando l'attività di più società, italiane o estere, quando fanno capo a un'unica proprietà, risulta una classifica dei primi dieci gruppi che in parte diversa: di gran lunga primo è Rpbw, seguito con un terzo del fatturato da One Works, con un quinto da Citterio Viel e da Lombardini22, poi da Progetto Cmr, il cui exploit si spiega anche con una nuova attività nel design and build che i concorrenti non affiancano alla progettazione. Dei dieci campioni redigono un bilancio ufficialmente consolidato includendo le filiali estere solo Crew e Hydea. A dominare il (difficile) mercato italiano si conferma Lombardini22 (che controlla Degw Italia e ha una partnership con Cibic Workshop) mentre, dalla sesta alla decima posizione, si trovano ben quattro società che integrano i servizi di architettura e di ingegneria: nell'ordine, Gpa, Crew, Starching, General Planning.

Come è andato l’utile 2017
Anche guardando agli utili, domina Rpbw (la fama di Renzo Piano nel mondo permette ottime remunerazioni) seguita da One Works, Zuccon International Project (nella ricca nicchia dello yacht design), Pininfarina Extra (per l'ultimo anno in classifica prima di tornare in seno alla “casa madre” automobilistica), Archea Associati. Passando a dati reddituali (rapportati ai fatturati) e in particolare all'ebitda margin, il primo posto spetta a Giugiaro Architettura (64,6%) seguita da Zuccon International Project (44,8%), Studio Marco Piva (36,9%), Rpbw (30,6%) e Lissoni Associati (27,6%). Prendendo in esame il net margin (utile su fatturato) si confermano ai vertici Zuccon International Project (39,8%), Studio Marco Piva (25,4%) seguiti da Pininfarina Extra (17,3%), Patricia Urquiola (15%), Archea Associati (14%).

La gestione finanziaria
Dal punto di vista finanziario sono cinque le società che presentano un indice di debt equity superiore all'unità, tale da destare qualche preoccupazione: Archilinea, J+S (nata da una rara fusione: tra Jps Engineering e Sering), Land Italia, Tekne (che diversifica nell'energia con Tekne ESCo) e One Works. Le stesse società (con l'eccezione di One Works) soffrono di un alto rapporto tra indebitamento ed ebitda (superiore a 4). Ricordando però che le tensioni finanziarie citate possono essere motivate da significativi impegni di crescita.

LA TABELLA DEI PRIMI 50 STUDI DI ARCHITETTURA E DESIGN IN ITALIA

Non solo autorialità
La creatività che contraddistingue l'architettura (e il design) non si esprime necessariamente in “autorialità”, cioè in volontà di presentarsi al mercato con un nome di grido. Se questo ha caratterizzato le (poche) “archistar” straniere che si sono avventurate in Italia aprendo una filiale (ma oggi è rimasta solo quella di David Chipperfield, perché le hanno chiuse Norman Foster, Zaha Hadid, Jean Nouvel e Daniel Libeskind (ma passando il “testimone” a Sbga) mentre Gregg Jones, principal di Cesar Pelli, opera appoggiandosi a Mpartner) l'autorialità non è il tratto dominante delle maggiori società italiane. Scorrendo la classifica completa, accanto ai Renzo Piano, Antonio Citterio e Patricia Viel, Patricia Urquiola, Matteo Thun, Mario Cucinella, Michele De Lucchi, Piero Lissoni, Marco Piva, Stefano Boeri, Carlo Ratti, Nicola Cantarelli, Flavio Albanese, André Straja, Massimo Iosa Ghini, Gianmaria Beretta, Dante Benini, Paolo Garretti, Simone Micheli, Amedeo Schiattarella, Cino Zucchi, Massimo Pica Ciamarra, Fabrizio Rossi Prodi, Guido Canali si trovano tante sigle di società (i cui fondatori sono architetti spesso non meno noti): Design Group Italia, Piuarch, Open Project, Park Associati, Archilinea, Land Italia (specializzata nel paesaggio così come Ag&P Greenscape), Abdr, H&A Associati (nata dalla fusione di Hyd Architettura e ArkaAssociati), Ipostudio, Leonardo, Valle 3.0, Gtp (Gruppo Thema Progetti), Studio Transit.

Nella classifica ampliata ad altre 100 realtà imprenditoriali si evidenziano sigle che mancavano l'anno scorso ma sono cresciute nel 2017: Interplan Seconda, Obr (Open Building Research), ma soprattutto ATIproject, una società di progettazione integrata (architettonica e ingegneristica) che occupa 120 giovani e ha il maggior tasso di crescita annuo di tutte le concorrenti, candidandosi tra le prime 15 per fatturato aggregato (includendo filiali in Serbia e Danimarca).

Questo articolo anticipa la classifica delle prime 150 società di architettura (e design) per fatturato 2017 che sarà pubblicata nel “Report 2018 on the Italian Construction, Architecture and Engineering Industry” veicolato con il sistema editoriale digitale de Il Sole 24 Ore (in primis Edilizia e Territorio) presentato il 4 dicembre in un convegno a Milano, al centro congressi Maire Tecnimont.


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