Progettazione e Architettura

Sull’altopiano di Renon apre l’albergo «iconico» firmato studio noa*

Mariagrazia Barletta

L’hotel Gloriette - caratterizzato dalla piscina semicilindrica con una copertura di acciao intrecciato - è stato aperto a luglio

Un tetto a padiglione e i tradizionali “erker”, i caratteristici bow-window tanto diffusi nei paesi altoatesini. Ancora una volta per lo studio noa* (network of architecture), fondato da Stefan Rier e Lukas Rungger, il punto di partenza è la tradizione costruttiva locale. Per lo studio, con sede a Bolzano, e da pochi mesi anche a Berlino, il linguaggio del passato funziona da ispirazione, è uno strumento per radicare l'architettura nel luogo in cui si inserisce, ma va stravolto appena possibile. Questa volta, oggetto di nuove invenzioni è l'hotel Gloriette terminato lo scorso luglio nell'abitato di Soprabolzano, sull'altopiano del Renon. Il giovane studio, nato nel 2010, continua ad essere molto attivo nel campo dell'ospitalità con progetti realizzati soprattutto in Alto Adige. Lavori che macinano riconoscimenti internazionali. Ultimo nella lunga lista di premi, il Radical innovation award ricevuto circa una settimana fa a New York per il concept di un hotel sulle rive del Lago di Garda, dal target inconsueto. L'albergo è pensato infatti per essere a misura di famiglie con genitori separati.

Nel neonato hotel a Soprabolzano gli erker della tradizione diventano “scatole” metalliche, segni decisi sulla facciata, dietro ai quali si nascondono le suite. Il tetto a padiglione, anch'esso ricordo del passato, viene bruscamente attraversato da una sorta di grande cannocchiale metallico proiettato verso il paesaggio. Si tratta di un cilindro, una sorta di guscio color bronzo che inaspettatamente contiene una piscina a sbalzo. Come nella casa da poco realizzata a Siusi allo Sciliar, una frazione di Castelrotto (Bz), gli ambienti interni, in in particolare la piscina e le suite nascoste dietro ai rivisitati erker, tendono a rompere il volume per palesarsi verso l'esterno. La piscina come elemento iconico e sorprendente è un tema già affrontato dallo studio noa* nell'ampliamento di un hotel a Valdaora, in Val Pusteria, dove il pezzo forte è appunto una grande vasca, lunga 25 metri, sospesa a 12 metri di altezza, che fuoriesce dalla facciata dell'edificio, sorretta da quattro puntoni metallici rivestiti di legno.

L'hotel Gloriette totalizza 25 camere, di cui sette suite con giardino. L'area pubblica, con reception, lobby e ristorante dotato di terrazza panoramica, si affaccia sul grande parco verde ricavato al si sopra del garage interrato. Sul lato opposto alla strada, ossia verso il giardino comune, il prospetto è caratterizzato da una sequenza di logge a servizio delle camere. Al di sopra delle quali, quasi come un volume a sé stante, si sviluppa il tetto a padiglione che ospita l'area wellness e l'iconica piscina. Il cilindro che nasconde la piscina è rivestito con gli stessi pannelli metallici color bronzo utilizzati per gli erker. Progredendo verso lo sbalzo il cilindro si smaterializza e perde la sua parte superiore. In quel punto la piscina diventa scoperta ed è protetta da una struttura intrecciata fatta di barre di acciaio. Si tratta di una sorta di scultura metallica che crea un gioco di ombre sull'acqua e che consente di nuotare godendo di una vista, ampia, sull'orizzonte.


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