Progettazione e Architettura

Benvenuti a Rhinoceros: anima contemporanea firmata Nouvel per Alda Fendi nel Palazzo Velabro a Roma

Mariagrazia Barletta

L’architetto francese presenta il nuovo albergo che apre il 13 ottobre nella Capitale a due passi dalla Bocca della Verità

Da una parte l'arco detto di Giano; dall'altra la chiesa romanica di San Giorgio al Velabro e poi l'antico Foro Boario. Nel centro di Roma, dal recupero, dalla trasformazione, e fusione, di tre corpi di fabbrica esistenti, nascono nuove residenze firmate dal premio Pritzker Jean Nouvel e volute da Alda Fendi, la più piccola delle sorelle della maison dell'alta moda, che nel 2001, decide di occuparsi di arte, creando la Fondazione Alda Fendi - Esperimenti, da lei sostenuta insieme alle figlie Giovanna e Alessia Caruso Fendi. Artefice della nuova vita degli edifici (in tutto 3.500 metri quadri) è, dunque, la Fondazione che, pur mantenendo la sua sede al Foro Traiano, ha predisposto una galleria espositiva, non convenzionale, nel rinnovato palazzo.

A prevalere sono gli appartamenti, in tutto 24 (più una foresteria a uso della Fondazione), che possono essere abitati da artisti e da chiunque voglia (e soprattutto possa) risiedervi. Il palazzo, che ora prende il nome di Rhinoceros, viene inaugurato oggi e aprirà al pubblico il 13 ottobre. Per l'architetto francese (classe 1945) si tratta della sua opera prima romana, anche se, professionalmente, Roma già l'aveva incrociata. Era sempre il 2001 quando l'amministrazione capitolina riconosceva a Nouvel il suo lavoro, attribuendogli il premio internazionale di architettura Francesco Borromini. Un riconoscimento dato a quei progettisti capaci, in modo supremo, di interpretare le esigenze del mondo contemporaneo (Nouvel fu premiato per la concert hall di Lucerna).

E, il mondo contemporaneo è rappresentato anche in Rhinoceros. Con il suo progetto, Nouvel lascia intatti, per quanto possibile, i tracce lasciate dal tempo e le stratificazioni che si sono succedute. In contrapposizione alle pietre lasciate vive all'interno, alle patine sui muri, alle piastrelle conservate, vi è tutto ciò che è frutto del nuovo intervento sull'esistente. Le cuciture murarie realizzate per consolidare i muri, gli architravi metallici sulle finestre, le nuove aperture nei vani, le nuove scale: tutto ciò che è aggiunto è palesemente leggibile come nuovo intervento. Dunque, non solo le stratificazioni del passato restano ben riconoscibili, ma anche l'intervento nato dal progetto di Nouvel si legge come una nuova stratificazione, ma ben evidenziata come opera del 21esimo secolo. Persino i nuovi impianti, resisi necessari per la nuova vita degli edifici, sono visibili all'interno di teche di vetro.

Gli interni sono indubbiamente contemporanei, progettati nei minimi particolari dall'architetto francese. Ogni appartamento è diverso e ha un suo blocco di acciaio inox, contenente i bagni e le cucine, che entra in contrapposizione con i segni del passato.
«È un incontro di epoche: si è trattato, evidentemente, di giocare ogni volta su qualcosa di molto modesto, perché questa era un'architettura modesta», sottolinea Jean Nouvel durante un breve tour del palazzo, trasformatosi, in una preview per la stampa, in un cicerone d'eccezione. «Bisognava giocare - continua - con la domesticità del luogo, con la vita che scorre tra queste pietre e con questa nuova era che avanza in questo immobile, che è quella di una presenza di una coscienza artistica che va ad installarsi». Dunque i nuovi spazi sono un mix tra passato e nuove invenzioni, invenzioni frutto dell'era contemporanea.

«Ci sono state più difficoltà, e in modo evidente difficoltà legate ai regolamenti, alla normativa, ma questo fa parte del gioco. C'è sempre una relazione tra azione e reazione: più si è bloccati e più bisogna trovare il modo di sbloccarsi», aggiunge il Pritzker francese. L'edificio - continua - è stato comunque «trasformato in profondità e penso che finalmente un edificio come questo sia molto più espressivo di un edificio creato dal nulla, di un edificio nuovo, di oggi, dove le funzioni sono stereotipate, i desiderata completamente fissati, le tecniche sono tutte le stesse e sono praticamente clonati, mentre qui, finalmente, da questi vincoli, il punto di osservazione cambia, bisogna andare in profondità e ciascuna occasione va studiata». Le contrapposizioni non si fermano al rapporto tra nuovo e vecchio, ma si trovano anche nella conformazione dei due cavedi. L'uno, molto scuro, soffusamente illuminato, rappresenta la luna, spiega Nouvel, l'altro, candido, inondato dalla luce naturale, evoca, invece, il sole. Entrambi saranno oggetto di installazioni sonore e visive.

«Ogni installazione nel palazzo è vissuta nel momento esatto in cui nasce», sottolinea Alda Fendi. Gli spazi espositivi sono aperti al pubblico, così come il ristorante dotato di tre terrazze panoramiche, dove si è insediato Caviar Kaspia, famoso brand parigino della ristorazione. Le residenze: “The Rooms of Rome” sono gestite dall'albergatore spagnolo, Kike Sarasola con prezzi che, per quanto riguarda i prossimi mesi, variano dai 499 a 749 euro a notte per appartamento, come si può constatare sul sito ufficiale delle “Rooms”.
Per quanto riguarda gli eventi artistici, «gli ingressi saranno gratuiti», assicura Alda Fendi. Rhinoceros proporrà mostre, creazioni multimediali, action, interferenze artistiche che coinvolgono aree esperienziali diverse, dalle arti visive a quelle performative. «Ci sarà spazio anche per artisti non noti e per l'arte che nasce da intuizioni originate dalla vita di tutti i giorni, dai grandi temi, come la guerra», riferisce ancora Alda Fendi.

Importante sarà il contributo di Raffaele Curi, che ha realizzato due installazioni: Rhinoceros At Saepta, presso l'Arco di Giano, e Virtus and Fortuna proiettata sul Palatino. La Fondazione ha poi regalato una nuova illuminazione all'Arco di Giano, affidandola al premio oscar, Vittorio Storaro e a sua figlia Francesca. Il 14 dicembre, dall'Ermitage di San Pietroburgo, arriverà al Rhinoceros l'Adolescente, opera scultorea di Michelangelo. Infine, con l'inaugurazione (il giorno 11), la Fondazione debutta con una serie di disegni autografi di Michelangelo, raffiguranti monumenti di Firenze e Roma, eccezionalmente commentati da Jean Nouvel.


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