Progettazione e Architettura

Biblioteche/2. Da New York a Doha, dalla Cina a Gerusalemme: i “templi del libro” dei grandi architetti

Mariagrazia Barletta

Le grandi Library di Europa, Asia e America interpretate (tra gli altri) da Koolhaas, Mecanoo, Mvrdv, Adjaye

È una sorta di riflessione corale e globale quella sul futuro delle biblioteche nell'era digitale. Come rinnovare, rendere vivi questi spazi ampliandone le funzioni, è il tema centrale portato avanti da istituzioni e grandi firme dell'architettura. La biblioteca diventa un luogo aperto, il più delle volte informale, una sorta di civic center che deve saper attrarre utenti, grazie anche ai suoi spazi accattivanti. È quello che narrano gli ultimi esempi e i progetti in corso. Tra questi, la Qatar National Library di Doha, firmata Oma. Un complesso di circa 42mila metri quadri, inaugurato ufficialmente lo scorso aprile, che traduce in architettura il concetto di libero accesso all'informazione. Accessibilità e autonomia degli utenti sono concetti centrali anche per la biblioteca Alexis de Tocqueville, firmata Oma con Barcode Architects, che ha aperto a gennaio 2017 a Caen, in Francia. E poi la Tianjin Binhai Library in Cina, inaugurata lo scorso ottobre, progettata dallo studio Mvrdv con Tupdi (local architects).

Lo studio olandese stravolge la tradizionale idea di sala per la lettura: le scaffalature sono concepite come curve di livello sinuose che si estendono dal pavimento al soffitto, generando la “topografia” interna dello spettacolare edificio. Creare una biblioteca che entra a far parte della vita della città come luogo di relazione multiculturale è quanto è riuscito a fare lo studio Schmidt Hammer Lassen Architects con la Dokk1 ad Aarhus, in Svezia. Già autore del più famoso Black diamond di Copenaghen, lo studio danese (da poco fusosi con Perkins+Will) sta realizzando anche la Shanghai library East (nel Pudong District) il cui completamento è previsto per il 2020. Si tratta di una biblioteca immersa in un parco, che sarà dotata di ampi spazi per eventi e mostre e di una sezione dedicata ai bambini.

È destinata a vedere la luce nel 2020, a Gerusalemme, su progetto degli architetti svizzeri Herzog e de Meuron, anche la biblioteca nazionale di Israele che scommette sulla diversità funzionale e su un design accattivante per rivolgersi ad un'ampia audience. Un giardino disseminato di opere d'arte collegherà le funzioni interne con il contesto. Saranno proprio il collegamento con la città, il mescolarsi di studiosi, lettori, residenti e personale della biblioteca a creare un luogo vivo. Traguardo fissato al 2020 anche per la biblioteca che sorgerà a Winter Park, a nord di Orlando, in Florida, firmata David Adjaye. Un progetto da 30 milioni di dollari che si compone di tre padiglioni di diversa scala: una sorta di villaggio vibrante che si innesta in un rigoglioso parco verde. La parola d'ordine è interazione sociale. Alla biblioteca si assoceranno svariate funzioni, tra cui un business center, un centro per la formazione continua di persone di ogni età e un computer lab dove poter aggiornare le competenze informatiche.

Infine ci sono istituzioni che si rinnovano per essere al passo coi tempi, ne è un esempio la New York Public Library's Mid-Manhattan che, per ampliare i suoi servizi, si è affidata ad una firma internazionale. Il progetto è di Mecanoo che lavora in squadra con gli statunitensi di Beyer Blinder Belle. Restyling anche a Parigi, dove nel 2017 è terminata l'ambiziosa operazione di restauro e rinnovamento della Biblioteca nazionale di Francia su progetto di Bruno Gaudin e Virginie Brégal. Un intervento che, tra l'altro, ha portato al suo splendore la sala Labrouste con le sue strutture in ghisa, grazie a un accurato restauro affidato all'architetto Jean François Lagneau. Una seconda fase di intervento porterà a conclusione i lavori, per un costo totale di 71 milioni di euro.

Per concludere, il progetto, appena arrivato, per la nuova biblioteca nazionale a Tainan (Taiwan), che sarà firmato dal team formato da Carlo Ratti Associati e Bio-architecture Formosana (Baf), sviluppa e amplia i concetti più innovativi che si ritrovano nelle ultime e più avveniristiche biblioteche. Il team italo-taiwanese ha immaginato la nuova struttura come una sorta di polo interattivo all'interno di un ambiente pensato come un brano di città, molto vivo, dove l'informalità e la varietà degli spazi aiutano l'interazione, lo scambio e la trasmissione di conoscenza.


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