Progettazione e Architettura

Biblioteche/1. Ecco come sarà la nuova National Library a Taiwan disegnata da Carlo Ratti con Baf

Mariagrazia Barletta

Il progettista italiano vince il concorso internazionale per realizzare il complesso ipermoderno dal costo di 110 milioni di euro

Nell'era digitale, dei dati open source e del co-learning, le biblioteche all'avanguardia coincidono con luoghi high-tech che non possono prescindere dai concetti di massima diffusione e condivisione della conoscenza. Lo scambio culturale, l'uso delle nuove tecnologie, l'ampliamento smisurato di servizi, il moltiplicarsi di luoghi di aggregazione interni ed esterni alle strutture, la piena adesione alla funzione educativa sono tutti aspetti prioritari per le biblioteche che vogliono essere al passo coi tempi. Bandita ogni forma di austerità, mentre l'obiettivo principale è favorire la facile e libera accessibilità ad una mole smisurata di risorse culturali.
Questi presupposti, già all'avanguardia, sembrano evolvere nella concezione della nuova succursale della biblioteca nazionale di Taiwan destinata a sorgere, entro il 2021, nella città di Tainan, nel Sud del Paese. Il progetto è del team formato dallo studio Carlo Ratti Associati e da Bio-architecture Formosana (Baf), che si è appena aggiudicato il concorso internazionale per la costruzione della mega-infrastruttura da 3,9 miliardi di dollari taiwanesi, l'equivalente di circa 110 milioni di euro. Cifra che oltre ai costi di costruzione comprende, tra l'altro, l'acquisto di tecnologie per il magazzino automatico, per i laboratori di restauro e digitalizzazione, gli arredi e la fornitura di un'ingente quantità di nuovi libri. L'idea-guida della proposta vincitrice: concepire la biblioteca come un brano di città, con molteplici funzioni, come un hub interattivo all'interno di un ambiente trasparente e informale. Lo spazio pubblico variegato, tipico della città, si addentra all'interno del nuovo complesso culturale ibridandolo con funzioni che vanno oltre la semplice lettura di libri.

Tempi celeri per un progetto da gestire in Bim
Velocissima la procedura concorsuale: a dicembre il governo (l'Executive Yuan) ha dato il suo placet alla proposta avanzata dalla Biblioteca nazionale centrale per una nuova struttura nel Sud del Paese dotata, tra l'altro, di un grande archivio per circa 13 milioni di libri, di un magazzino automatizzato per l'archiviazione e la distribuzione di circa 2 milioni di titoli, di un centro per la digitalizzazione, di laboratori per il restauro dei libri, di un museo in cui si esamina anche l'impatto dei libri nel processo di civilizzazione umana. Il 20 agosto si è chiuso il termine per la presentazione delle proposte e già si conosce il vincitore, che approfondirà il progetto e ne supervisionerà la realizzazione, gestendo tutte le fasi in Bim. Le date sono già scandite e seguono un ritmo serrato: entro il 31 ottobre 2019 dovranno essere appaltati i lavori e entro il 3 dicembre 2021 il cantiere dovrà essere chiuso. Tra l'altro il nuovo complesso ospiterà sezioni specifiche per bambini e ragazzi, spazi per la ristorazione e lo shopping, un centro di alta formazione e un innovation center per lo sviluppo di progetti pilota volti ad innovare i servizi bibliotecari. È previsto anche un centro dove gli immigrati possano acquisire nuove competenze, anche linguistiche, per inserirsi nel mercato locale del lavoro.

La biblioteca come città
Il team dell'architetto, ingegnere e docente all'Mit di Boston, che dunque ha fatto squadra con architetti con base a Taipei, ha ideato una biblioteca immersa in un parco verde, già esistente, di cui è stato conservato il 90% degli alberi, avendo cura di inserirsi negli spai vuoti. Il parco diventa un luogo di svago e di ritrovo per la comunità. Ad attraversarlo è una strada orientata in direzione nord-sud, che si addentra nel complesso di funzioni che comporrà la biblioteca, mettendole in relazione. Percorrendo la strada si penetra l'edificio passando per una piazza coperta, si scruta il funzionamento del magazzino automatico e si può dare un'occhiata al lavoro che si svolge all'interno dei laboratori di restauro e di digitalizzazione. Il percorso di conoscenza inizia dunque già all'esterno dell'edificio. All'interno lo spazio non ha nulla di monumentale, ma prevalgono spazi informali pensati per la condivisione. La sala di lettura, completamente rivoluzionata, è uno spazio flessibile e interattivo che si avvicina all'idea di piazza e può ospitare eventi. La lettura può, inoltre, anche proseguire all'esterno dove una grande terrazza è protetta da un'enorme tettoia solare che capta energia e protegge dalle intemperie e dal caldo.


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