Progettazione e Architettura

A Parma apre il villaggio-fabbrica Davines firmato Matteo Thun & Partners

Mariagrazia Barletta

Inaugurato il 12 settembre il nuovo Hd dell’azienda del settore cosmetico. Direzione tecnica di Luca Colombo. Il verde è firmato da Del Buono Gazerwitz. Interni di Molteni & C

Benessere e sostenibilità. Sono questi i due concetti chiave per la nuova sede della Davines, la nota azienda italiana che ha messo radici anche all'estero, produttrice di prodotti professionali per la cura dei capelli e della pelle. Il nuovo headquarters dell'azienda di Parma, guidata dall'imprenditore Davide Bollani che ha fatto della bellezza e della sostenibilità i principali valori della sua etica, è stata inaugurata lo scorso 12 settembre. Il progetto è dello studio Matteo Thun & Partners, con la direzione tecnica dell'architetto Luca Colombo. I nuovi volumi, realizzati dalla Colombo Costruzioni, hanno preso forma nella zona periurbana della città di Parma, in un'area a vocazione produttiva affacciata sull'autostrada A1. Oltre agli uffici, allo stabilimento produttivo, il complesso ospita laboratori di ricerca e sviluppo, spazi per la formazione di parrucchieri ed estetisti, un grande magazzino con facciate in cemento autopulente, che decompone gli agenti inquinanti presenti nell'aria, e una serra, cuore del progetto, contenente aree per il co-working e un ristorante aziendale, infine, un insolito bar, concepito come uno spazio dall'atmosfera informale dove poter testare i prodotti.

L'architettura, come spesso accade, deve rispecchiare i valori aziendali, ecco allora che dei 77mila metri quadri, circa 33mila sono sistemati a verde. A progettarli è stato lo studio italo-americano di architettura del paesaggio, Del Buono Gazerwitz (i titolari sono Tommaso del Buono e Paul Gazerwitz). La sostenibilità ambientale è un principio declinato fino in fondo: non solo il fabbisogno energetico è completamente soddisfatto dall'utilizzo di fonti rinnovabili (pannelli fotovoltaici, solare termico e sistema geotermico), ma si fa ricorso anche a sistemi “smart” di gestione tecnologica ed energetica degli edifici. I rifiuti organici sono infine utilizzati per rendere fertili le aree verdi e il giardino. Generare emozioni positive, insieme ad una sensazione di accoglienza, è un altro dei principali obiettivi. È stato creato un ambiente informale e familiare, realizzando un complesso che assomigli ad un villaggio di case a due piani con tetto a doppio spiovente.

Si riprende la forma archetipa della capanna, rifacendosi alle tradizionali case rurali. Gli elementi opachi sono ridotti al minimo per ottenere superfici dalla massima trasparenza e far sì che ogni postazione di lavoro abbia una vista privilegiata sulle aree verdi. Le “case” del villaggio sono in rovere naturale con i tetti rivestiti in zinco-titanio. Il verde è il comune denominatore del progetto: gli uffici si dispongono intorno ad un lussureggiante giardino. Ci sono anche una barriera verde lungo l'autostrada, un giardino botanico, dove si coltivano, tra le altre cose, piante officinali studiate dai laboratori di ricerca e sviluppo dell'azienda. Infine: due cortili verdi e un grande giardino che circonda gli edifici. Gli interni, che privilegiano materiali naturali, sono stati realizzati dalla divisione contract Molteni & C|Dada su progetto di Monica Signani.


© RIPRODUZIONE RISERVATA