Progettazione e Architettura

A Cassano d’Adda il Centro comunale per la musica porta la firma di Dap studio

Mariagrazia Barletta

Completato il progetto dello studio milanese: all’esterno un’edificio compatto e monolitico, all’interno spazi articolati e con tanto colore

All'esterno un volume compatto e candido. All'interno uno spazio articolatissimo, con cambi di altezza, volumi aggettanti, contrasti di colore e variazioni di materiali. E poi: passerelle in quota e scale sospese nel vuoto pensate per trasformare il percorso interno in una stimolante passeggiata architettonica. È il centro per la musica realizzato a Cassano d'Adda (Mi) su progetto di Dap studio, il noto studio di architettura di Milano nato dalla collaborazione tra Elena Sacco e Paolo Danelli. Diffondere la cultura musicale, soprattutto tra i giovani, è uno degli obiettivi a cui si lega la nuova struttura pubblica (il committente è il Comune), che ospita una scuola di musica, un auditorium per 300 posti, un grande foyer che può essere utilizzato anche come piazza coperta, uno spazio commerciale e piccoli uffici a servizio delle attività ospitate. Dunque, un centro a scala sovracomunale che consente di generare forti sinergie con il territorio. Davanti all'edificio, un piazzale, cuore del sistema, diventa un nuovo luogo di aggregazione per l'anonima zona residenziale.

Il nuovo polo della musica «non sorge lontano dal centro città, ma è comunque un po' defilato, in una zona dove prevalgono residenze e dove non ci sono emergenze pubbliche. Estende un po' il centro della città oltre i suoi limiti, nel senso che ha creato una polarità», racconta Elena Sacco. «Il progetto - continua - ha una storia molto complessa, durata quasi una decina di anni. È nato da una gara, inizialmente doveva comprendere un insieme di volumi, anche di maggiori dimensioni, ospitanti più attività. Era un progetto molto articolato sia dal punto di vista volumetrico che funzionale. Poi ci sono state varie traversie politiche, per cui l'amministrazione ha cambiato idea e quindi, quando il progetto era ormai quasi ultimato, si è deciso di concentrare tutto sul tema della musica creando un centro fortemente specializzato in questo senso, però riducendo anche da un punto di vista dimensionale il programma iniziale». La nuova architettura realizzata, un unico volume su pianta rettangolare, si sviluppa su tre piani fuori terra, più uno interrato. Le ampie superfici bianche dei prospetti sono animate da un gioco di chiaroscuri prodotto dall'utilizzo di intonaci di diversa granulometria. Pochissime le bucature e ampie le superfici opache, tra cui il volume cieco della torre scenica. Ad interrompere il candore delle superfici opache provvedono prevalentemente gli sfondi scuri dei patii dell'ultimo livello, la scala di emergenza dell'auditorium e la grande vetrata del foyer.

«Questa grande vetrata - spiega ancora l'architetto - crea una connessione visiva con la piazza proprio per rafforzare questo legame tra spazi interni ed esterni ed è resa possibile da una struttura portante in acciaio». Varcata la soglia di ingresso, si entra nel grande foyer, uno spazio articolato e ampio che, all'occorrenza, può ospitare eventi e mostre. Si viene accolti al grande banco della reception al di sopra del quale si legge chiaramente, attraverso l'inclinazione del soffitto, la presenza del sovrastante auditorium che sporge a sbalzo al di sopra del foyer. Quest'ultimo si configura come uno spazio, alto fino a 11,30 metri, che attraversa l'edificio per quasi l'intera altezza (dal piano interrato al primo piano), mettendo in relazione fisica e visiva tutte le funzioni. Da un lato del foyer vi è infatti l'auditorium, dall'altro un volume contenente le attività commerciali e gli uffici che si distingue per il rivestimento in pannelli di cartongesso forati. L'ingresso al foyer è poi collegato al livello inferiore per mezzo di una gradonata utilizzabile come sistema di sedute per eventi. Al secondo e ultimo piano si sviluppa, attorno a sei patii, la scuola di musica. I patii, non solo portano all'interno dell'edificio luce e aria, ma costituiscono anche una naturale prosecuzione all'aperto delle aule.

Ed è proprio grazie alla loro presenza che si sono potuti ottenere prospetti compatti e prevalentemente opachi. Il piazzale esterno, dal rigoroso disegno geometrico, si sviluppa su diverse quote. Il dislivello (di 80 centimetri) tra il piazzale e la strada viene risolto grazie anche al disegno digradante del parterre, perfetto per ospitare eventi all'aperto. Per creare un margine al piazzale, sul lato opposto al centro per la musica è stata realizzata una sorta di vasca piantumata di alberi. «Come volume verde è ancora poco apprezzabile perché gli alberi devono ancora diventare rigogliosi, ma serve a creare una sorta di volume verde che si oppone a quello costruito», conclude Elena Sacco.

I crediti del progetto
Committente: Comune di Cassano d'Adda, MI
Cronologia: progetto 2013
Lavori: 2014/2017
Progetto architettonico Dap Studio/ Elena Sacco, Paolo Danelli
Coordinamento: Paolo Danelli
Progetto strutture: Giovanbattista Scolari
Progetto impianti: Ebner Engineering


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