Progettazione e Architettura

Bressanone si avvicina al monte Plose con il collegamento firmato dal team con Valdemarin

Mariagrazia Barletta

Concorso aggiudicato dopo un percorso partecipativo sul collegamento città-montagna. L’intervento costerà 25 milioni

Un percorso in sei stazioni che parte dal centro storico per raggiungere la periferia e terminare nel celebre comprensorio sciistico ed escursionistico della Plose. Avviato attraverso un percorso di ascolto, una sorta di débat public, prende forma il nuovo collegamento diretto tra Bressanone (Bolzano) e la sua montagna. Il progetto è di una cordata di professionisti bolzanini, composta dallo studio di ingegneria Mario Valdemarin (capogruppo), dalla società di architettura ed ingegneria Plan Team (Johann Röck, Ivan Stuflesser), da Dieter Schölzhorn (ingegnere), dallo studio di architettura Bergmeisterwolf (Gerd Bergmeister e Michaela Wolf) e dai geologi di Geoconsulting int. Studio Associato (Icilio e Manuela Starni). Il progetto, dopo essersi aggiudicato il concorso di idee bandito lo scorso dicembre, è stato da poco approvato dal Consiglio comunale, che ha espresso la volontà di dare seguito sia alle indicazioni della giuria (composta da rappresentanti politici e da tecnici) che alle considerazioni emerse durante gli incontri in cui la comunità locale ha potuto apprezzare e valutare l'idea vincitrice. A caratterizzare l'esperienza concorsuale è un percorso partecipato che ha preceduto il lancio del concorso ed è stato ripreso dopo la proclamazione dei vincitori. Un incessante ascolto dei cittadini che, secondo quanto deciso dal Consiglio, proseguirà anche nelle prossime fasi.

Il progetto vincitore
L'idea vincitrice prevede di collegare Bressanone e monte Plose mediante funivia. Il tracciato consta di sei fermate: si parte dal centro storico, si passa per la stazione e si raggiunge la zona periferica ricca di scuole e di attività produttive, per arrivare alla mezza montagna, dunque alla Plose. Le stazioni, in struttura metallica, cambiano a seconda dell'altitudine: vetro e scandole in legno in ambiente alpino, scandole in cemento in ambito urbano. Dal centro alla stazione il percorso è sotterraneo, per poi emergere verso la montagna.

I criteri di valutazione condivisi con i cittadini
La scelta del sistema di trasporto, del percorso, delle stazioni: tutto è deciso dai progettisti. Pochissime erano infatti le prescrizioni dettate nel bando. Unico diktat: rispettare l'esito di un referendum, indetto nel 2014, che interrogava i cittadini sul futuro collegamento Bressanone-Plose. Gli obiettivi da non perdere di vista erano sintetizzati in 18 criteri di valutazione “costruiti” attraverso un processo di ascolto, poi utilizzati dalla giuria per la valutazione dei progetti in gara. Più nel dettaglio, prima del lancio del concorso è stato creato un gruppo di lavoro su proposta dei capigruppo dei vari partiti politici presenti in consiglio comunale, composto da rappresentanti dei vari ambiti di interesse (esponenti politici, esperti tecnici, portavoce dei comuni limitrofi e delle frazioni di montagna) nonché da cittadini pronti a dare il proprio contributo. Il gruppo ha abbozzato i criteri di valutazione e li ha sottoposti al giudizio di 70 cittadini, rappresentativi delle diversità linguistiche e culturali locali, estratti a sorte tra quelli che avevano manifestato interesse a partecipare al particolare iter decisionale. Una volta integrati con i desiderata emersi durante i workshop, i criteri sono stati approvati dal Consiglio Comunale e inseriti nel disciplinare di gara. Caratteristiche tecniche del mezzo (comfort, tempi di percorrenza, frequenza, emissioni) e aspetti come: attrattività, sostenibilità economica, impatto su natura e paesaggio, stimoli per il territorio, erano alcuni dei 18 aspetti che progettisti e membri della giuria hanno dovuto tener in debita considerazione.

Si apre la trattativa con la provincia
Si aprono ora le trattative tra Comune e Provincia Autonoma per il finanziamento dell'opera (il cui costo - da bando - è stimato in 25 milioni di euro). Sul fronte dello sviluppo della progettazione la palla deve passare infatti alla Provincia, cui spetta la competenza in materia di mobilità pubblica. Ovviamente, il Comune ha voce in capitolo, così come la comunità brissinese. Il collegamento città-montagna è parte integrante del progetto (masterplan 2020) con cui il Comune si è dotato di una strategia a lungo termine per lo sviluppo della città.


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