Progettazione e Architettura

Ponte di Genova/2. Petizione di architetti e strutturisti: aspettare a demolire, il «Morandi» si può recuperare

Q.E.T

Iniziativa lanciata da Antonino Saggio (docente alla Sapienza di Roma). Tra le 750 sottoscrizioni anche Gianluca Peluffo, Massimo Pica Ciamarra, Giovanni Vaccarini, Vincenzo Latina

Una petizione per dire «no alla demolizione precipitosa» di ponte Morandi e «sì all'analisi costi benefici», che, nell’ultimo conteggio di ieri, aveva già superato i 750 firmatari tra ingeneri e architetti, docenti, uomini di cultura e cittadini ed è stata trasmessa anche alla Procura di Genova, dopo essere stata inviata al premier, Giuseppe Conte, al ministro Danilo Toninelli, ai presidenti di Camera e Senato, e ad alcuni organi di stampa.

A lanciarla Antonino Saggio, architetto e urbanista che insegna Progettazione
Architettonica e Urbana all'università La Sapienza di Roma. Tra i firmatari, esperti di primo piano come l'ingegner Edoardo Cosenza, ordinario di Tecnica delle Costruzioni dall'Università di Napoli e componente del Consiglio superiore lavori pubblici; il professor Vincenzo Latina, che ha avuto numerosi riconoscimenti tra cui la medaglia d'oro dell'architettura italiana del 2012; Gianluca Peluffo, architetto ligure autore di molti progetti in Italia tra cui la sede Bnl alla stazione Tiburtina di Roma; Massimo Pica Ciamarra, professore e architetto, coordinatore del Comitato Scientifico Inarch, l'Istituto nazionale di Architettura, di cui è stato anche vice presidente; l'architetto Giovanni Vaccarini; Antonella Greco, storica dell'arte.

La pagina su change.org dove si raccolgono le sottoscrizioni
«Vista la tecnica costruttiva modulare del viadotto - scrive Saggio su facebook, annunciando di aver inviato in procura la petizione - la parte rimanente non è stata lesionata dal crollo di un pilone, inoltre esistono tecniche del tutto ragionevoli illustrate al massimo livello, che indicano la completa plausibilità del recupero».


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