Progettazione e Architettura

Milano, ecco come sarà il campus della Statale all’interno del «Mind» firmato Carlo Ratti nell’area dell’Expo 2015

Mariagrazia Barletta

Lo studio ha delineato il nuovo complesso per l’Ateneo milanese che ospiterà i dipartimenti scientifici ora dispersi in vari punti della città

Un ampio spazio pubblico al livello della strada, con passaggi pedonali che perforano edifici rivestiti da una “pelle” di mattoni assemblata con l'aiuto di robot. Cinque chiostri interni articolati intorno a una piazza centrale e tutt'intorno una corona di spazi verdi. E poi: attrezzature sportive, orti botanici e serre sperimentali. Lo studio Carlo Ratti Associati ha così delineato il nuovo campus dell'Università Statale all'interno di Mind (Milano innovation district), il parco scientifico e tecnologico destinato a trasformare l'area dell'Expo 2015 in una cittadella della scienza, del sapere e dell'innovazione. Il progetto del nuovo complesso, che ospiterà i dipartimenti scientifici attualmente dislocati in Città Studi, è parte della proposta di partenariato pubblico privato per la realizzazione del campus che Lendlease ha formulato all'Università degli Studi di Milano lo scorso febbraio. La proposta è stata dunque avanzata dalla stessa società che lo scorso novembre si è aggiudicata la gara internazionale per lo sviluppo dell'ex area Expo, bandita da Arexpo, la società a prevalente capitale pubblico proprietaria dell'area che ha ospitato l'Esposizione universale. Il masterplan con cui l'investitore australiano aveva vinto la gara era anch'esso elaborato dallo studio, con basi a Torino e New York, Carlo Ratti Associati, affiancato, per la progettazione paesaggistica, da Land Italia.

Il progetto di Carlo Ratti associati a base di un prossimo project financing
Dopo alcune richieste di modifica, la proposta per il nuovo campus ha ricevuto parere positivo dal Cda della Statale e ora verrà posta a base di una gara di project financing. Come previsto dal Codice dei contratti, il promotore, appunto Lendlease, vi parteciperà con la facoltà di esercitare il diritto di prelazione. Contestualmente al via libera al progetto di fattibilità del promotore, il Cda ha deliberato anche l'inclusione della realizzazione del nuovo campus nel primo aggiornamento della programmazione triennale delle opere pubbliche e ha dato mandato alla direzione generale dell'Ateneo di predisporre la documentazione per l'avvio della gara. Con il parere favorevole alla proposta di Ppp, l'Università ha dunque sciolto il nodo relativo alla copertura finanziaria del progetto. Con le delibere del 6 e del 7 marzo 2018, infatti, gli organi accademici della Statale avevano approvato in via definitiva il trasferimento dei dipartimenti scientifici nell'ex area Expo, dimostrando la fattibilità della realizzazione dell'opera sia attraverso appalto tradizionale che mediante modalità di partenariato pubblico privato. «L'analisi comparativa, svolta con il contributo tecnico di advisor esterni, - fa sapere l'Ateneo con una nota - ha attestato la maggiore convenienza complessiva della finanza di progetto, e nello specifico della proposta di Lendlease, rispetto alla modalità tradizionale di realizzazione del progetto: la decisione è stata assunta anche a fronte degli esiti del confronto value for money, realizzato in ottemperanza alle linee guida predisposte da Anac».

Un campus per 18mila studenti organizzato intorno a cinque corti
Più nel dettaglio, la proposta di LendLease prevede una concessione per la realizzazione e gestione dei servizi del campus per i prossimi 30 anni a fronte di un canone annuo omnicomprensivo di circa 20 milioni di euro. «Su una previsione di spesa complessiva che si attesta sui 335 milioni euro, potendo contare sui 135 milioni di finanziamento pubblico stanziato per la valorizzazione dell'area Expo, e naturalmente sulla quota spettante a Lendlease, la Statale cofinanzierà la realizzazione del nuovo campus per un massimo di 58 milioni di euro, a bilancio, senza necessità alcuna di vendita del patrimonio immobiliare di proprietà dell'Ateneo a Città Studi», si legge ancora nel comunicato diramato dall'Università. Il nuovo complesso sarà dimensionato per accogliere poco più di 18mila studenti, a questi si aggiungono circa 1.800 ricercatori e poco meno di 500 tra tecnici e amministrativi. Lo studio di Carlo Ratti, architetto, ingegnere e docente all'Mit di Boston, dove dirige il Senseable City Lab, ha lavorato con Lendlease per sviluppare un progetto schematico, che interessa un'area di ben 150mila metri quadri. Coerentemente alle linee direttrici del masterplan, lo spazio pubblico è protagonista. Il nuovo campus (Science for citizens sarà il suo nome) ospiterà i laboratori e le aule delle facoltà scientifiche e riprenderà una caratteristica peculiare di Ca' Granda, la sede storica nel centro di Milano. Gli edifici progettati da Cra hanno infatti una struttura a corte: intorno alla grande piazza centrale vengono immaginati cinque chiostri, cuore della vita universitaria. Oltre al verde dei chiostri e delle coperture, orti botanici, serre sperimentali sono immaginati come prosecuzione del parco lineare del Decumano (lungo 1.500 metri). Il rivestimento in mattoni degli edifici disegnati dallo studio Carlo Ratti è un tributo all'identità milanese, ma anche frutto di sperimentazione tecnologica. A partire da una progettazione digitale parametrica, infatti, i mattoni saranno disposti e assemblati anche grazie all'ausilio di robot.

I crediti del progetto
Progetto di CRA-Carlo Ratti Associati per Lendlease
CRA team: Carlo Ratti, Giovanni de Niederhausern, Saverio Panata (project manager), Samuel Colle Dominguez Maldonado (project manager), Matteo Zerbi (project lead), Andrea Giordano, Chiara Morandini, Federico Riches, Nicola Scaramuzza.
Rendering: Gary di Silvio, Gianluca Zimbardi, Pasquale Milieri (Carlo Ratti Associati).
Progettazione strutturale, impiantistica e sostenibilità: AI Group (Carlo Micono, Guido Zanzottera)


© RIPRODUZIONE RISERVATA