Progettazione e Architettura

Bulgaria, Claudio Nardi Architects vince il concorso per il nuovo centro della città di Veliko Tarnovo

Francesca Oddo

La nuova area comprenderà edifici a destinazione residenziale, commerciale, ricettiva, direzionale, culturale e sportiva

Claudio Nardi Architects ha vinto il concorso di progettazione indetto dalla città bulgara di Veliko Tarnovo e mirato alla realizzazione del masterplan per il nuovo centro della città e di un centro espositivo nell'area della vecchia scuola militare, da anni in stato di abbandono (costo stimato intorno ai 3 milioni e 700 mila euro). Oltre a 25 mila euro (ammontare del primo premio), lo studio con base a Firenze e a Cracovia - che si è conteso la vittoria con un altro studio italiano (Diego Terna) e uno bulgaro (Stephen George International), rispettivamente arrivati al secondo e terzo posto - si è aggiudicato l'incarico per la progettazione definitiva e per quella esecutiva del centro espositivo di 4 mila e 600 metri quadrati. Nel frattempo l'amministrazione sta avviando la richiesta di fondi europei.

Veliko Tarnovo, che in passato è stata capitale della Bulgaria e che oggi conta circa 100mila abitanti, è articolata su una serie di colline che si affacciano sul fiume Jantra: una posizione paesaggistica di grande fascino che il masterplan, con una superficie di 189 mila metri quadrati, interpreta moltiplicando e privilegiando i canali visivi sul fiume, sul verde e sulla città antica. Il team di Claudio Nardi immagina il programma come una “nouvelle ville radieuse”: «La notevole superficie edificabile a disposizione e l'assenza di limiti di altezza ci ha portato a immaginare costruzioni a sviluppo verticale e altezza degradante verso la valle -spiegano-. Gli edifici avranno, in gran parte, i piani terra (su pilotis) liberi e attraversabili, così da permettere la connessione reale e non solo visiva, tra tutte le aree verdi, immaginate come un parco senza soluzione di continuità, con spazi di sosta e di relazione. Abbiamo anche prestato molta attenzione alla creazione di corridoi visivi lungo i numerosi percorsi pedonali, che permettano a residenti e visitatori di apprezzare da più punti di vista la città vecchia.»

La nuova area, che comprenderà edifici a destinazione residenziale, commerciale, ricettiva, direzionale, culturale e sportiva, punta su forme articolate dei volumi, grandi vuoti, logge, terrazzamenti, tetti verdi, ponti e collegamenti in quota, materiali naturali contemporanei ma derivati dalla tradizione. Un grande parco scorrerà sinuoso all'interno della città, come a infonderle la sua anima verde e il benessere visivo che esso è in grado di procurare. La maggior parte della viabilità carrabile e i parcheggi saranno situati nel livello seminterrato. Pedoni e bici saranno padroni dello spazio urbano. Sette edifici in particolare saranno più alti degli altri (fino a 13 piani) e costituiranno, nel loro insieme, il nuovo landmark dell'area.

Il centro espositivo, con il suo profilo sinuoso, si proietta verso la città vecchia, visibile dalle ampie vetrate che si aprono nel bar. In questo modo la memoria urbana di Veliko Tarnovo penetra i nuovi ambienti stabilendo un rapporto dialettico con il linguaggio contemporaneo del centro espositivo. Quest'ultimo si articola su una superficie di 8 mila metri quadrati distribuiti su quattro livelli, due interrati e due fuori terra. I primi ospiteranno i parcheggi, il piano terra accoglierà, oltre all'ingresso e la hall, la caffetteria, il guardaroba, la biblioteca, la sala espositiva, i servizi, gli uffici, i magazzini. Il corpo del primo piano -con la sala principale da 1.200 posti- descrive uno sbalzo verso il parco. L'involucro esterno è costituito da una rete di brise-soleil in legno verticale alti e densi, capace di sottolineare le linee curve dell'edificio e di enfatizzare le variazioni luminose e cromatiche durante le varie ore del giorno e della notte. L'anfiteatro esterno, in asse visivo con alcuni monumenti e con il fiume, sarà scavato nel pendio della collina.

Lo studio di Claudio Nardi punta molto ai rapporti con l'estero: ha vinto il concorso e ha realizzato il Mocak, Museo d'Arte Contemporanea a Cracovia, ha ottenuto riconoscimenti e premi fra il Canada e la Russia, ha lavorato negli Emirati Arabi e in Cina tramite incarichi diretti. A proposito delle differenze con l'Italia, Matteo Crociani, senior project manager presso Claudio Nardi Architects, racconta: «Cina, Russia, Iran chiedono di essere convinti dall'idea e non pretendono una mole eccessiva di lavoro. Così era anche in Polonia, ma adesso la situazione sta cambiando: negli ultimi tempi le richieste sono divenute eccessive e contemporaneamente i bandi sono diventati più complessi ma non migliori in termini di qualità. In tutti questi casi comunque si tratta di concorsi fatti per realizzare davvero qualcosa, soprattutto all'est dove è iniziata la stagione dei finanziamenti europei, situazione che esorta alla concretezza delle iniziative promosse delle amministrazioni locali.»

Nel frattempo per Claudio Nardi Architects si avvicina il momento dei cantieri per la nuova sede del Comune di Cracovia, per un complesso di 10 townhouses per gli interni residenziali di 3 torri appena completate ai margini del più grande parco di Pechino.


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