Progettazione e Architettura

Il rinnovamento di Roma parte dalla “no man’s land” del quartiere Tiburtino: completato l’hub firmato It’s

Mariagrazia Barletta

Le idee, le strategie, i progetti e la nuova sede nella Capitale della società di progettazione fondata nel 2016 da Alessandro Cambi, Francesco Marinelli e Paolo Mezzalama

Se si lascia contaminare, sconfinando i nuovi territori, la progettazione può avere infiniti punti di approdo. Lo hanno capito da tempo grandi realtà internazionali, come lo studio Oma di Rem Koolhaas, dalla cui costola quasi venti anni fa è nata Amo, think tank che esplora gli ambiti più disparati, dal digitale alla moda, dall'editoria alla tecnologia, per poi arricchire l'architettura con nuove conoscenze. Il vulcanico studio danese, Big - Bjarke Ingels Group ha fondato Ideas lab, un laboratorio di sperimentazione e ricerca che esplora i nuovi confini del digitale e del design, creando, tra l'altro, nuovi materiali e prodotti, come la porta che si blocca e si apre con un'app. Carlo Ratti, che da tempo sonda le opportunità offerte dai big data per conoscere le città e quelle dell'Internet of Things applicate ai campi del design e dell'architettura, ha lanciato nel 2014 la startup Makr Shakr da cui nasce il primo e innovativo bar robotizzato. Il modello imprenditoriale degli studi evolve e dall'ibridazione nascono nuove opportunità.

In Italia, ne è un esempio It's, la società di architettura orientata alla ricerca e all'innovazione fondata nel 2016 da Alessandro Cambi, Francesco Marinelli e Paolo Mezzalama (soci fondatori del gruppo Scape nel quale hanno lavorato fino al 2016, prima di fondare It's). La società ha sede a Roma, Milano, Ginevra e Parigi, e per costituzione guarda con interesse ad altri mondi, come quelli dell'hi-tech, del digitale e del design, per estendere i confini dell'architettura. L'obiettivo è attingere da altri settori per far crescere le proprie competenze e offrire servizi innovativi. È per questo che la sua nuova sede romana, da poco terminata nei pressi della stazione Tiburtina dell'alta velocità, prende la forma di un hub. «Questo hub è il manifesto del nostro modo di pensare», spiega Paolo Mezzalama.

«Lo scambio tra discipline diverse è una cosa che a noi interessa tantissimo ed è il motivo per cui l'edificio è stato dimensionato per poter ospitare startup e altre società con le quali attivare scambi su progetti comuni». «E questa cosa - continua - sta già avvenendo: noi dentro abbiamo Ulis, una cooperativa che si occupa di politiche innovative sul sociale e Coder 360, che ha come obiettivo quello di insegnare le basi del coding a persone provenienti dal mondo umanistico». «Ad esempio - sottolinea l'architetto - con la cooperativa collaboriamo per progetti di rigenerazione urbana ai quali applichiamo strumenti innovativi». Da It's è nata, inoltre, Parallel Digital, una startup dedicata allo sviluppo del progetto con metodo Bim e alla sperimentazione digitale, ma il lavoro su questo fronte non si è fermato. «Abbiamo creato anche Hyb, una startup il cui nome viene da ibridazione, che nasce proprio dall'idea di contaminare il nostro mestiere». La startup è già attiva su un lavoro di lettura di dati relativo ad un incarico che It's sta portando avanti per le ferrovie francesi, spiega Mezzalama.

«Le ferrovie - continua - ci hanno chiesto di essere aiutate per cercare di anticipare i tempi e capire a che cosa serviranno le stazioni nel futuro, parliamo di stazioni urbane di una nuova linea da realizzare. Si sono detti: noi partiamo adesso con il rischio che quando saranno in esercizio, nel 2025, risulteranno già obsolete. Quindi hanno chiamato noi, con la nostra startup Hyb, per cercare di indirizzare la politica delle ferrovie in modo che si avvicini il più possibile a quello che potrebbe succedere nel 2025. Noi lì lavoriamo con una quantità di dati incredibile e il nostro lavoro è mettere questi dati a sistema. Sono dati che riguardano gli utilizzatori, riguardano veramente tutto». Nel frattempo, It's ha lanciato una call rivolta a realtà imprenditoriali innovative, con predilezione per quelle impegnate nei campi del visual data, dell'app design e della realtà aumentata, da insediare nell'hub, sempre con l'obiettivo di attivare nuove collaborazioni. L'innovazione è anche interna al processo costruttivo dell'hub. Processo caratterizzato dall'ibridazione tra manifattura e cantiere tipica dell'edilizia off-site, con il processo di prefabbricazione controllato meticolosamente grazie al Bim.

L'edificio, di nuova costruzione, in gran parte prodotto in officina, è in X-Lam. I tempi di cantiere? «Molto veloci: la scatola in legno è stata tirata su in quattro settimane», riferisce ancora l'architetto. Dunque, controllo della qualità tecnica, dei tempi e quindi dei costi, in un lavoro in cui è confluito il know-how, nel campo del digitale, di Parallel Digital. Tra l'altro, sempre a Roma, It's ha da poco consegnato il permesso di costruire per un edificio residenziale in zona Eur, destinato anch'esso ad unire prefabbricazione e Bim.
Il rivestimento esterno dell'hub, in alluminio, gioca con diverse texture e richiama il carattere produttivo dell'area. L'edificio, infatti, sorge in un'area ex industriale, dove si prevede di riqualificare altri edifici (tutti di proprietà di un privato) che andranno ad ampliare l'hub. L'idea è di insediare nel lotto (in tutto 5mila metri quadri) altre realtà innovative e un fab lab. Un'operazione che, a regime, dovrebbe avere effetti di rigenerazione urbana. Ne è convinto Paolo Mezzalama, che porta come esempio il modello “Parigi” dove, tra l'altro, non lontano dal Palazzo di Giustizia firmato da Renzo Piano, i tre soci di It's in team con Scape - Ludovica Di Falco e Baumschlager Eberle Architekten stanno per concludere un edificio per uffici con struttura in legno.

«Prima di partire con le grandi operazioni immobiliari, a Parigi - riferisce Mezzalama - fanno proprio questo: cedono gli spazi e vi insediano realtà interessanti che innescano delle dinamiche di cambiamento, preparando l'area alle trasformazioni successive. Però lì c'è una strategia fortissima a livello comunale». Diverso il caso di Roma. «L'area in cui ci siamo insediati è strategica, con un potenziale infinito e se qualcosa di buono succederà a Roma, sono sicuro che succederà anche lì. Negli ultimi anni ci sono stati cambiamenti macro: è stata costruita la stazione Tiburtina, poi l'edificio di Bnp Paribas, più in là la Città del Sole, ma la velocità di cambiamento, se la paragoniamo anche solo a Milano, senza andare a scomodare le capitali europee, è impressionantemente lenta. È mancata anche una politica a livello comunale, una visione strategica capace di dare una spinta affinché qualcosa succedesse in tempi rapidi. Insomma: Comune grande assente». «Tra l'altro, in quell'area niente è stato fatto per lo spazio pubblico, quindi per fare un tratto di cinque metri, da un edificio all'altro, ci si trova in una no man's land», conclude Mezzalama.


© RIPRODUZIONE RISERVATA