Progettazione e Architettura

Due vincitori ex-aequo al concorso per la greenway Palermo-Monreale

Mariagrazia Barletta

Ma per l’affidamento dell’incarico ci sarà uno “spareggio”. Graduatoria falcidiata dalle “proprietà” rimaste nei file di gara

Sono stati resi pubblici i risultati del concorso di progettazione bandito lo scorso ottobre dal Comune di Palermo con l'obiettivo di selezionare la migliore proposta per la trasformazione della ferrovia Palermo-Monreale in una greenway, una “via verde” a uso esclusivo di pedoni e ciclisti. A sorpresa, però, i progetti vincitori, almeno per ora, sono due. Al termine della seduta conclusiva della procedura, avvenuta ieri in forma pubblica a Palermo, è stata stilata la graduatoria provvisoria, che vede sullo stesso gradino del podio due team di progettisti, l'uno guidato da Alessia Sarno, socia dello studio Rsg di Milano e l'altro capitanato dal giovane Antonino Terrana (classe 1984), entrambi architetti. Si darà avvio alle procedure di verifica della documentazione amministrativa al fine di procedere con la classifica definitiva e nel caso sia confermato l'ex aequo, saranno due i team che si contenderanno l'affidamento dell'incarico per lo sviluppo della progettazione previsto dal bando.

«Nel breve termine seguirà l'affidamento dell'incarico dei successivi livelli di progettazione e della direzione dei lavori, tramite una procedura negoziata, alla quale saranno invitati a partecipare i due vincitori ex-aequo del concorso di progettazione», fanno sapere dal Comune. «Sono stati selezionati due progetti, entrambi ritenuti meritevoli e ora si decide a chi affidare l'incarico sulla base di chi fa l'offerta migliore sul piano qualitativo, non solo economico. La procedura è quella prevista dalla normativa in vigore», commenta il presidente dell'Ordine degli Architetti di Palermo, Franco Miceli che spende parole di apprezzamento per la scelta del Comune di Palermo di servirsi del concorso, «come strumento di grande importanza per la selezione della qualità». «Su questo terreno l'amministrazione si è impegnata e si sono determinati risultati importanti, dimostrando anche che i concorsi si possono fare in un tempo limitato», aggiunge Miceli riferendosi anche agli altri concorsi banditi dal Comune di Palermo.

Il concorso per la greenway - va ricordato - si inserisce infatti in una serie di cinque competizioni internazionali di progettazione che la città di Palermo ha lanciato quasi simultaneamente. Le altre riguardano l'ampliamento della linea tramviaria, la realizzazione di due poli scolastici e l'acquisizione di un concept di lighting design per i monumenti dell'itinerario arabo-normanno dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità. Già conclusosi anche il concorso per le nuove linee di tram, vinto dal raggruppamento guidato dall'ingegnere Ruggero Cassata, seguito dalle gare per i due poli scolastici, uno aggiudicato al team guidato dal giovane architetto palermitano Andrea Rossi e l'altro a Franco Tagliabue, titolare con Ida Origgi del pluripremiato studio ifdesign di Milano.
Quanto alla greenway, questa è finanziata per 4,7 milioni dal “Patto per lo sviluppo di Palermo” siglato ad aprile 2016 dal sindaco Leoluca Orlando e dall'allora premier, Matteo Renzi.

È previsto che il percorso della nuova infrastruttura si sviluppi su 12 chilometri andando a far rivivere quel che resta del tracciato della vecchia ferrovia a scartamento ridotto che avrebbe dovuto collegare Palermo con la vicina Monreale. La sua realizzazione si protrasse fino al 1935, anno in cui i lavori furono sospesi in concomitanza degli eventi bellici in Africa e per il successivo inizio della Seconda Guerra mondiale. La linea non andò in esercizio e ora si cerca di attribuirgli un nuovo significato. Un progetto complicato, soprattutto perché il tracciato ferroviario si è perso con l'edificazione della nuova Palermo. Avendo la città inglobato il vecchio percorso su ferro, la greenway dovrà ora farsi strada tra percorsi trafficati, fino a scavalcare la grande circonvallazione (già Dominique Perrault nel 2005 aveva progettato delle passerelle pedonali che superassero il grande asse viario che taglia la città, ma non sono mai state realizzate).

Quanto alla procedura, non c'è alcun secondo classificato, ma la graduatoria si esaurisce con i due team vincitori ex aequo: gli unici “sopravvissuti” alla selezione in due gradi. Sono stati riscontrati vizi di anonimato e dei 12 partecipanti alla prima fase ne sono rimasti solo due. «È stata una specie di catastrofe, nel senso buono del termine», riferisce Silvia Viviani, presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica (Inu) e membro della commissione giudicatrice. «Quello che dispiace è che si fanno i concorsi per poter avere idee da mettere a confronto, le commissioni lavorano bene e hanno un senso se si possono mettere a confronto più progetti. Noi ci siamo invece insediati, come sempre accade, dopo che era conclusa la scadenza di presentazione dei progetti. E l'istruttoria, come spesso accade, era stata fatta dalla segreteria, mi riferisco all'istruttoria tecnica di base, che non entra nel merito dei progetti. Quando siamo arrivati 8-9 progetti erano stati considerati da escludere perché erano rimaste delle indicazioni nelle proprietà dei file, dunque dei vizi nell'anonimato».

Al secondo grado ancora un altro progetto è stato escluso per problemi di anonimato. Così, la commissione si è trovata a giudicare solo due proposte. «Non ci sono delle differenze così abissali, sono due progetti completamente diversi, ma il livello è buono in entrambi i casi, quindi la commissione ha ritenuto di consegnare tutte e due queste possibilità all'amministrazione, che ora può dare seguito ad una procedura negoziata seguendo il Codice degli appalti», conclude Silvia Viviani. Oltre alla presidente dell'Inu, in commissione c'erano Marisa Bellomo (presidente), dirigente dell'ufficio Edilizia pubblica del Comune, Giuseppe Barbera, ordinario Università di Palermo, Patrizia Pozzi, esperta progettista del paesaggio e Gerardo Longobardi, dottore commercialista.


© RIPRODUZIONE RISERVATA