Progettazione e Architettura

Scicolone (Oice): le voci sull’abrogazione del codice appalti rallentano il mercato della progettazione

Q. E. T.

Le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate dalle 329 unità dei primi cinque mesi del 2017 alle 324 del 2018, con un calo dell'1,5%

Andamento altalenante del mercato dei bandi di sola progettazione. Da inizio 2018 a maggio sono state bandite 199 gare (32 sopra soglia), per un valore di 20,8 milioni (12 sopra soglia), rispetto ad aprile il numero cala del 27,1% e il loro valore del 64%, mentre rispetto a maggio 2017 è -32,8% per il numero e +62,1% in valore.

Sempre per la sola progettazione rimane in campo positivo il valore messo in gara nei primi cinque mesi 2018: le gare sono state 1.323 per un valore di 203,2 milioni. Nel confronto con i primi cinque mesi 2017 il numero perde il 3,1% ma il valore cresce del 7,8%.

Secondo l'Osservatorio Oice-Informatel, aggiornato al 31 maggio, nei primi cinque mesi dell’anno per tutti i servizi di ingegneria e architettura sono state bandite 2.248 gare per un importo complessivo di 336,9 milioni che, confrontati con i primi cinque mesi del 2017, mostrano una flessione del 6,5% per i bandi (-1,5% sopra soglia) e dell'1,9% per gli importi (-16,1% sopra soglia).

«Continua a tenere, anche con i dati negativi di maggio, il mercato della sola progettazione – ha dichiarato Gabriele Scicolone, presidente Oice –. Infatti il valore messo in gara nei cinque mesi si mantiene in campo positivo rispetto al 2017. È molto preoccupante invece il calo di tutti i servizi di ingegneria, forse il mercato sconta ora i mesi di incertezza precedenti la formazione del nuovo governo; così come andrà tenuto sotto controllo anche il dato del numero delle gare di progettazione, in calo nei primi cinque mesi dell'anno. Su questo andamento non lineare possono avere pesato sia la situazione politica incerta degli ultimi mesi sia, più di recente, le voci di una possibile abrogazione del codice appalti. Su questo punto non possiamo che concordare con il presidente Anac Raffaele Cantone che ha invece chiesto il mantenimento e la piena attuazione del codice. Per la progettazione il decreto 50 ha rappresentato un fattore decisivo di ripresa, anche in assenza di importanti provvedimenti come quelli sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e sui commissari di gara».

«La crisi dei lavori pubblici non dipende solo dal codice - semmai da correggere in alcuni punti - ma anche dalle procedure approvative e dalla mancanza di termini ultimativi per le stazioni appaltanti che gestiscono le procedure di gara. Come l'Anac, siamo quindi contrari a una cancellazione del codice che determinerebbe una nuova crisi del settore di cui non abbiamo affatto bisogno. Occorre invece mantenere i principi fondanti del codice – ha concluso Scicolone –, primo fra tutti l'obbligo di affidamento dei lavori sul progetto esecutivo, ad eccezione di lavori complessi, e intervenire su alcuni punti meritevoli di correzione; ad esempio: eliminare l'obbligo dell'indicazione della terna dei subappaltatori; rendere espressamente cogenti tutte le linee guida Anac, da riunire in un unico testo di riferimento; semplificare gli affidamenti di lavori non complessi al di sotto della soglia UE sia dal punto di vista procedurale, sia dal punto di vista del criterio di aggiudicazione; ridurre gli oneri amministrativi per partecipare alle gare; garantire qualità ed efficienza nelle direzioni lavori chiedendo ai tecnici delle amministrazioni esperienze pregresse analoghe a quelle degli affidatari esterni; introdurre il project construction management per appalti oltre 100 milioni per garantire tempi e costi certi».

Le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate dalle 329 unità dei primi cinque mesi del 2017, alle 324 dei cinque mesi appena trascorsi, con un calo dell'1,5%. Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea il numero dei bandi presenta, nello stesso periodo, una crescita del 13,2%. Scende quindi l'incidenza del nostro Paese nei cinque mesi del 2018 continuando ad attestarsi su un modesto 2,8%, un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 25,7%, Germania 23,4%, Polonia 12,7%, Svezia 4,7%.

Nei primi cinque mesi del 2018 l'andamento delle gare miste di progettazione e costruzione insieme (appalti integrati, project financing, concessioni di realizzazione e gestione) ha raggiunto i 3.432,8 milioni di euro, con 253 bandi. Gli appalti integrati da soli sono 75 per 1.754,8 milioni, nei primi cinque mesi del 2017 erano stati 32 per un valore di 485,1 milioni, il valore dei servizi di ingegneria compreso nei bandi del 2018 è stimabile a 36 milioni.


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