Progettazione e Architettura

A Trento la Provincia revoca il concorso per il maxi-ospedale da 300 milioni

Mariagrazia Barletta

Per effetto dell'ultima sentenza del Consiglio di Stato l'opera dovrà ripartire dal project financing avviato nel 2011

È stato revocato il concorso per la progettazione del polo sanitario del trentino. Il mega-polo ospedaliero, da quasi 300 milioni di euro, che la Provincia autonoma ha da tempo in programma di realizzare a Trento, dovrà ripartire dal project financing del lontano 2011. È questo l'effetto di una lunga serie di ricorsi e sentenze dei giudici amministrativi iniziata nel lontano 2014, con l'ultima pronuncia arrivata a febbraio 2018. Della revoca del maxi-concorso, che prevedeva un premio di 600mila euro per il vincitore e un rimborso di 420mila euro per i successivi migliori tre progetti, è stato dato avviso lo scorso 4 giugno sulla piattaforma per gli appalti della provincia autonoma.

Erano state dodici le proposte progettuali partecipanti al concorso bandito l'8 settembre 2016. La commissione giudicatrice era stata anche nominata, ma non ha mai terminato la sua attività, che si è protratta fino alle nuove sentenze del Consiglio di Stato del 25 e 29 settembre 2017, con le quali, in definitiva, viene imposto alla provincia di riprendere la gara bandita nel lontano 2011, un project financing travagliato, al quale l'ente banditore avevo poi rinunciato per affidarsi al concorso di progettazione a cui avrebbe dovuto fare seguito una gara per l'affidamento dei lavori.

La storia del nuovo polo ospedaliero del Trentino inizia a dicembre 2011 con la gara per la scelta del promotore, che si chiude ad agosto 2012 con la presentazione di quattro offerte. La gara prevede l'esecuzione e la gestione dell'opera mediante finanza di progetto e ha ad oggetto principalmente la progettazione definitiva ed esecutiva, la realizzazione dei lavori di costruzione, la fornitura di attrezzature medicali e arredi e la gestione di servizi non sanitari (valore dell'appalto: 267 milioni Iva esclusa). I quattro raggruppamenti partecipanti sono guidati dalle imprese Impregilo (poi diventata Salini Impregilo), Cmb Società cooperativa muratori e braccianti di Carpi, Mantovani e Pizzarotti.

Il raggruppamento che fa capo ad Impregilo si colloca al primo posto e viene nominato promotore. Gli atti vengono impugnati dagli altri concorrenti che sostengono l'illegittimità della gara per diversi profili. In particolare il Tribunale regionale accoglie la censura di incompatibilità di due membri della commissione tecnica di gara, con il conseguente annullamento del provvedimento di nomina. Punto dolente: la presenza nella commissione di due membri, dirigenti della provincia, che avevano già lavorato alla predisposizione dello studio di fattibilità oggetto della procedura di gara.

Il Consiglio di Stato (sentenza della sezione Terza del 13 ottobre 2014, n. 5057) conferma la sentenza del Tar e dispone l'annullamento della deliberazione con cui era stata nominata la commissione tecnica. Di conseguenza decadono tutti gli atti di gara relativi ai lavori della giuria, compresa la nomina del promotore. A quel punto, secondo i giudici di secondo grado, non è più possibile procedere ad un nuovo esame, da parte di una nuova commissione, delle offerte tecniche già presentate, in quanto la valutazione sarebbe stata condizionata dalla conoscenza delle offerte economiche. Di conseguenza la provincia avrebbe dovuto riprendere la gara dalla fase di presentazione delle offerte.

A giugno 2016, con delibera dirigenziale, la provincia dispone la revoca del project financing. Prima ancora, la giunta provinciale delibera l'intenzione di procedere alla revoca, spiegando che «per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, approfondimenti di natura sanitaria dell'Apss, di natura finanziaria (e coinvolgimento Bei) di Cassa del Trentino Spa, nonché in ragione delle politiche di spending review attivate in campo sanitario, non è più conveniente per la Provincia procedere alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero del Trentino mediante finanza di progetto, come originariamente stabilito negli atti che hanno portato alla gara bandita nel 2011».

Si decide, allora, di procedere con un concorso di progettazione e si arriva al bando dell'8 settembre 2016. Nel bando di concorso si avvisano i concorrenti del contenzioso pendente e «l'amministrazione si riserva di sospendere o revocare il bando in ottemperanza alle eventuali decisioni del giudice amministrativo. In tale evenienza, come in qualsiasi altro caso di sospensione o ritiro del bando durante lo svolgimento della procedura del concorso, l'amministrazione non corrisponderà alcun indennizzo o risarcimento».
Intanto, la determinazione di revoca del project financing viene impugnata dai quattro concorrenti. Il Tribunale amministrativo di Trento con la sentenza 404 del 10 novembre 2016 respinge il ricorso. Intanto il concorso di progettazione era andato avanti, ad aprile 2017 viene nominata la commissione giudicatrice, che avvia i lavori. Con le sentenze 4467 del 25 settembre 2017 e 4555 del 29 settembre 2017, pronunciate su appelli proposti, rispettivamente da Cmb e da Salini Impregilo, il Consiglio di Stato annulla la determinazione con cui la provincia aveva revocato il project financing.

Preso atto che le nuove sentenze hanno invalidato il concorso di progettazione, la Provincia chiede chiarimenti al Consiglio di Stato per capire come procedere. Per Palazzo Spada «la gara, sempre nella forma della finanza di progetto, deve essere ripresa dalla fase di presentazione delle offerte» e possono parteciparvi solo i concorrenti che nel 2011 avevano presentato un'offerta. «In particolare - si legge nella sentenza (numero 1111 del 22 febbraio 2018) - la rinnovazione della procedura di gara consente all'Amministrazione di modificare i contenuti dell'operazione in finanza di progetto, per adeguare l'intervento alle attuali esigenze di politica sanitaria, ammettendo dunque anche modifiche di evidente portata».


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