Progettazione e Architettura

Franco Tagliabue (ifdesign) vince a Palermo la "scuola sud". La "scuola nord" va al team guidato da Andrea Rossi

Mariagrazia Barletta

Le due strutture saranno realizzate nella periferia di Mondello (scuola nord) e in Via Venere (scuola sud)

Ci sono i vincitori dei due concorsi banditi lo scorso ottobre dal comune di Palermo per realizzare due poli scolastici, uno nella periferia nord (Mondello) e l'altro in quella sud della città (Acqua dei Corsari). Il polo di via Venere (area nord) va al team guidato dal giovane architetto palermitano Andrea Rossi che ha partecipato con Pierluigi Turco, Gabriele Motta, Georgios Karampelas, Mauricio Vieto Perez, Giovanni Alcuri, Alberto Vanni. Ad aggiudicarsi la scuola di via Galletti (area sud) è un architetto ben noto, si tratta di Franco Tagliabue, titolare con Ida Origgi del pluripremiato studio ifdesign di Milano, autore, tra gli altri progetti, della Wiggly house, realizzata a Ponte Lambro (Como) nel 2015, una piccola villa che ha conquistato diversi premi, tra i quali una nomination al Mies van der Rohe Award e un primo posto al concorso internazionale Cid-Chicago.

Si tratta di poli che, come richiesto dai bandi, saranno concepiti come civic center, aperti al territorio, efficienti dal punto di vista energetico, in modo da poter essere classificati come edifici Nzeb (Nearly zero energy building), sigla che, come è noto, sta a indicare l'approssimarsi allo zero del bilancio tra energia prodotta e consumata. Ammonta a circa 31 milioni di euro il costo stimato per realizzare i due poli, entrambi finanziati con il "Patto per lo sviluppo di Palermo", siglato nel 2016 dal sindaco Leoluca Orlando e dall'allora premier, Matteo Renzi. Le graduatorie sono ancora provvisorie, diventeranno definitive dopo le verifiche di rito, al termine delle quali è previsto l'affidamento ai vincitori dello sviluppo della progettazione, della direzione dei lavori e del coordinamento per la sicurezza.

Per l'area nord, il team di Andrea Rossi propone una scuola che si sviluppa intorno all'agorà, spazio di interazione, pensato per l'incontro, il dibattito e il gioco, in cui convergono tutte le attività del polo didattico. Si tratta di una sorta di piazza, interna all'edificio, che si collega al patio con il suo giardino interno che funziona da filtro tra la mensa e l'agorà. Il patio è anche un dispositivo ambientale che favorisce la ventilazione passiva dello spazio centrale dell'edificio. Il grande auditorium è pensato come uno spazio flessibile, facilmente adattabile per accogliere mostre, conferenze e eventi vari. Può anche essere aperto creando uno spazio in continuità con la caffetteria-mensa e con il patio. La sequenza di spazi di incontro termina con la biblioteca di quartiere, inserita a conclusione dello spazio aperto alla comunità.

Segue l'idea di scuola come luogo di ritrovo anche la proposta di Franco Tagliabue, che, in un'area carente di spazi pubblici, sceglie di destinare a spazio aperto pavimentato una buona quota della superficie a disposizione. In particolare, lo spazio pubblico che viene a crearsi tra l'edificio e la strada diventa una piazza pedonale che accompagna verso l'ingresso alla scuola. È previsto un alto grado di flessibilità funzionale. Ad esempio, la mensa può essere anche usata come luogo di incontro pubblico e l'area per la distribuzione dei pasti può trasformarsi in cucina per eventi particolari. Gli ambienti della scuola media e di quella elementare si distribuiscono attorno ad una propria corte. L'asilo è in una struttura separata, dalla forma più giocosa e complessa, e anch'esso dotato di un'area all'aperto protetta. Le condizioni climatiche suggeriscono, dunque, di puntare molto sugli spazi aperti, flessibili e versatili, che inciteranno a portare la didattica anche fuori dall'aula. Anche il progetto di Tagliabue prevede, al piano terra, una grande agorà, formata da spazi al chiuso, collegata alla corte per mezzo di vetrate scorrevoli.

Nelle giurie erano presenti nomi illustri dell'architettura. Per la scuola da realizzare nell'area nord era presente Sandy Attia, co-fondatrice dello studio altoatesino MoDus Architects che ha all'attivo la realizzazione di molte apprezzate scuole, tra le ultime quella nella frazione Sant'Andrea a Bressanone. Ben noto anche il polo per l'infanzia «Firmian» a Bolzano. Tra i membri della giuria chiamata ad esprimersi sui progetti per l'area sud, c'erano Camillo Botticini, noto architetto di Brescia, e Maria Alessandra Segantini, socia dello studio C+S Architects, con sedi a Treviso e Londra, autore di numerose e pluripremiate scuole, come il centro infanzia di Covolo (Vicenza) e le scuole elementari di Ponzano e Chiarano (Treviso).

Il concorso per i due poli scolastici si inserisce in una serie di cinque competizioni internazionali di progettazione che la città di Palermo ha lanciato quasi simultaneamente- Gli altri riguardano l'ampliamento della linea tramviaria, la progettazione di una greenway tra Palermo e l'acquisizione di un concept di lighting design per i monumenti dell'itinerario arabo-normanno dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità. Già conclusosi anche il concorso per le nuove linee di tram, vinto dal raggruppamento guidato dall'ingegnere Ruggero Cassata. Per i restanti si attendono gli esiti.

«I concorsi - ha voluto sottolineare il presidente dell'ordine degli architetti di Palermo, Franco Miceli - sono la strada giusta per affermare la qualità del costruito e far emergere anche il talento dei giovani». «I progetti vincitori - aggiunge il presidente degli architetti di Palermo - immaginano scuole aperte alla comunità esterna con spazi di socializzazione, biblioteche, palestre e giardini. Continueremo a batterci perché il concorso di progettazione diventi la regola nella realizzazione di tutte le nuove opere pubbliche a Palermo e in Sicilia anche attraverso una previsione legislativa».


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