Progettazione e Architettura

Alberi invece di lapidi, a Roma il cimitero del terzo millennio nella necropoli di età imperiale

Massimo Frontera

Inviata al comune di Roma la proposta "GRABtree" ideata da Legambiente, A3Paesaggio e GRAB+ per valorizzare un'area di 60 ettari in abbandono

Un parco con sette colline, un lago e oltre 3 chilometri di via ciclabile, un cimitero per chiunque voglia piantare un albero per il caro estinto e disperderne le ceneri, un frutteto con alberi rari, un'area archeologica con la più grande necropoli romana di età augustea.
Tutto questo è GRABtree, un "bosco della memoria" per trasformare 60 ettari di area abbandonata nel quartiere Prenestino nel parco archeologico che doveva nascere ma non è mai nato.
L'area in questione ha la forma di un rettangolo molto allungato, stretto tra la ferrovia veloce verso Napoli e il tratto urbano dell'Autostrada A24, è chiuso a sud da una centrale elettrica, a nord dal quartiere di Casal Bertone ed è attraversato da viale della Serenissima. Il futuro parco si trova anche sul tracciato del futuro Grab, il grande raccordo anulare ciclabile della Capitale, il cui progetto di fattibilità è stato inviato al Mit dal Comune di Roma ed è al vaglio di un'apposita commissione (per avere il via libera alle successive fasi di progettazione).

Il parco (archeologico) della memoria
Il progetto GRABtree è stato ideato da Legambiente, dallo studio di architettura A3Paesaggio e da GRAB+, la rete di cittadini a associazioni che ha disegnato la ciclovia per la Capitale. Il parco parco-memoriale è stato ideato come luogo dove poter disperdere le ceneri dopo la cremazione oppure interrare le urne (appositamente biodegradabili) ai piedi di un albero commemorativo. Insieme alla funzione di cimitero (senza alcuna caratterizzazione di culto) c'è la funzione di parco urbano con un'ampia area archeologica, che comprende un'area di 8mila mq di necropoli di età augustea, i resti di una antica lavanderia romana (fullonica) e anche una porzione di basolato dell'antica via Collatina. Il progetto curato dallo studio A3Paesaggio ha previsto la realizzazione di sette colline artificiali, un museo archeologico, un lago artificiale, la messa a dimora di 3.590 alberi, inclusi frutteti, vigneti e orti urbani. Più, ovviamente, servizi: ciclocaffetteria con noleggio bici, skatepark, ninfeo e un teatro all'aperto.

Il parco della Serenissima, finanziato e mai realizzato
La valorizzazione dell'area oggetto della proposta di Legambiente, oltre che essere legata alla realizzazione del Grab, è in realtà già prevista, in quanto inclusa tra la lista di opere di compensazione concordate con le Ferrovie in occasione della realizzazione dell'Alta Velocità ferroviaria verso Napoli all'epoca dell'avvio dei lavori (1997). E ci sono anche dei finanziamenti. «Sono disponibili esattamente 6.334.400 euro che Rfi è disposta a mettere per la sistemazione dell'area, ma in realtà questo parco, il parco della Serenissima - sottolinea Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e ideatore del progetto Grab - doveva essere già nato da almeno un decennio perché incluso nelle 82 opere di compensazione finanziate con 62 milioni di euro con l'accordo del 2004 tra Comune di Roma e Tav». «Da allora - aggiunge Fiorillo - è successo poco o nulla. Tuttavia i fondi per realizzare il parco sono ancora lì, a disposizione del Comune di Roma, cioè 6.336.400 che Rfi, subentrata a Tav, potrebbe rendere disponibili qualora il parco diventasse finalmente concreto».


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