Progettazione e Architettura

Da Foster a Fujimori, da Cellini a de Moura: 10 cappelle d'autore nel padiglione-bosco della Santa Sede alla Biennale

Massimo Frontera

Presentati i dieci progetti che saranno realizzati sull'Isola di San Giorgio per la prima partecipazione della Santa Sede alla Biennale di Architettura che apre il 25 maggio

Dieci cappelle variamente distribuite nel bosco dell'Isola di San Giorgio a Venezia - messo a disposizione per l'occasione dalla Fondazione Cini - firmate da dieci architetti scelti per rappresentare la Santa Sede nella sua prima partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia che apre il 25 maggio prossimo.
I nomi e i progetti sono stati presentati ufficialmente ieri dal "ministro" della cultura della Santa Sede, cardinale Gianfranco Ravasi, dal presidente della Biennale, Paolo Baratta e dal curatore del padiglione della Santa Sede, Francesco dal Co.
La partecipazione della Santa Sede avviene in uno spazio distinto e separato - anche se poco distante - dalle tese dell'Arsenale che ospitano invece tutti gli altri Paesi. Il tema scelto dalla Santa Sede è quello della cappella isolata che, diversamente dalle cappelle all'interno delle chiese, ha pochi precedenti. Tra questi c'è la cappella nel bosco realizzata nel 1920 dall'architetto svedese Gunnar Asplund, scelto come esempio di riferimento. Cappella isolata ma collocata in uno spazio aperto a tutti - il bosco appunto - in cui è possibile sia l'incontro sia il raccoglimento e l'ascolto interiore. Il tema è stato proposto a dieci professionisti coinvolti dal curatore del padiglione, Francesco Dal Co.

I progettisti
I nomi scelti attraversano diversi meridiani e paralleli terrestri, non solo geograficamente, ma anche sotto il profilo delle rispettive esperienze e patrimoni culturali e religiosi. Si va da un'archistar "chiassosa" come Norman Foster al disegno esile del giapponese Fujimori, fino alle esperienze più colorate e vivaci degli architetti sudamericani. Ciascuno ha interpretato il tema in modo estrememente fantasioso, intorno agli unici elementi "obbligati" dell'altare e dell'ambone (oltre che della croce).
I progettisti che hanno progettato le dieci cappelle sono Andrew Berman, Francesco Cellini, Javier Corvalán, Ricardo Flores ed Eva Prats, Norman Foster, Terunobu Fujimori, Sean Godsell, Carla Juacaba, Smiljan Radic e, infine, Eduardo Souto de Moura . I progettisti veneziani Francesco Magnani e Traudy Pelzel di Map Studio realizzeranno la struttura principale che accoglierà i visitatori e nel quale saranno esposti disegni di Asplund che testimoniano la nascita e lo sviluppo della sua cappella che si trova nel bosco del cimitero di Stoccolma.
L'idea di coinvolgere l'architettura sul tema dello spazio sacro non è una novità. Qualche anno fa la conferenza episcopale ha promosso una prima serie di concorsi di architettura (ora in fase di cantiere) per nuove chiese. Ma il percorso parte da più lontano, come ha chiarito il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio Consiglio della Cultura. «Questo itinerario comincia da un'esperienza negativa, il divorzio tra l'arte e la fede che per secoli camminato insieme. La Chiesa se ne ha andata per conto suo costruendo anche cose molto brutte. Sempre di più vediamo la necessità di una committenza per i luoghi di culto». Illustrando l'iniziativa di Venezia, Ravasi ha aggiunto: «Abbiamo optato non per un padiglione tradizionale ma per creare quello che chiamiamo un pellegrinaggio nel bosco, che è il luogo della penombra, del silenzio, della luce schermata dagli alberi, e che consente l'interiorità».

Il ruolo (importante) degli sponsor
L'iniziativa della Santa Sede non sarebbe stata possibile senza la partecipazione di un nutrito numero di aziende che hanno messo a disposizione risorse, esperienza, tecnologia, materiali. Le dieci cappelle e il padiglione di ingresso sono una sfida interessante anche per la "biodiversità" delle soluzioni e dei materiali scelti dai progettisti. Gli sponsor - o i mecenati, come preferisce chiamarli Ravasi - sono stati variamente "abbinati" a progetti e relativi architetti. Non mancano nomi noti, come l'impresa Sacaim, che realizza il padiglione d'accoglienza, o come Saint-Gobain Italia, che realizza la cappella di Ricardo Flores e Eva Pratsla. L'impresa Moretti Prefabbricati invece, specializzata nella produzione di sistemi ed elementi in calcestruzzo, in legno e "misti" realizza ben due cappelle: quella progettata da Smiljan Radic e quella firmata da Andrew Berman.
La società di progettazione venetaTecnobrevetti Team engineering segue trasversalmente tutti i progetti, e di alcuni svolge anche il servizio di direzione dei lavori.
Infine, Piaggio, ha offerto i veicoli di trasporto per muoversi nel bosco.

Tutti mecenati costruttori


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