Progettazione e Architettura

Frangisole verticali e pixel nell'edificio firmato De Ferrari nel parco Kilometro Rosso

Mariagrazia Barletta

L'edificio dialoga con i principi di «trasparenza e vibrazione» che caratterizzano il piano del polo disegnato da Jean Nouvel

La biodiversità sta all'ecosistema come l'invenzione sta all'architettura. È l'equazione coniata da De Ferrari Architetti, lo studio di Torino guidato da Vittorio Jacomussi, Osvaldo Laurini e Agostino De Ferrari, e applicata all'edificio A2/3, da poco ribattezzato Pixel, realizzato all'interno del Kilometro Rosso, ossia il noto parco scientifico e tecnologico di Bergamo nato dal disegno dell'atelier Jean Nouvel. L'architettura deve sfuggire all'omologazione, senza lasciarsi attrarre dal facile consenso. A generare l'invenzione, unico antidoto contro la banalizzazione, sono il genius loci, ossia l'essenza di un luogo, e il "genius vivendi", neologismo foggiato dallo studio De Ferrari per indicare le esigenze degli utenti finali, diretti e indiretti.

È questa la chiave per leggere l'architettura appena nata nel distretto dell'high-tech sorto su impulso dell'azienda Brembo. Al piano terra vi sarà il ristorante del Kilometro Rosso, mentre i restanti spazi sono destinati ad aziende operanti nel campo della ricerca tecnologica avanzata, «qualcuna già vi ha già fatto ingresso», riferisce Vittorio Jacomussi, capoprogetto e direttore dei lavori. Il piano direttore di Nouvel chiedeva «trasparenza e vibrazione», racconta l'architetto. Così, se la "vibrazione" indicata dal Pritzker francese è affidata a un rivestimento di tubi metallici che ricopre i corpi aggettanti dei vani scala e le pareti cieche, la trasparenza è data dalle facciate vetrate, alle quali si aggiunge, però, l'invenzione ispirata al paesaggio agreste circostante. Prendono così forma gli «alberi meccanici ed informatici».

Gli «alberi informatici» sono le serigrafie formate da grandi pixel, che connotano la vetrata continua a sud-ovest. I pixel generano la sagoma di un albero e "giocano" con l'ombra dei pioppi piantati lì davanti. A nord est, la facciata in vetro è invece scandita da frangisole in acciaio e alluminio perpendicolari al prospetto, che, per la loro sagoma (ne sono tre diverse ripetute), ricordano un filare di pioppi, appunto pioppi metallici. «Ci interessava dal punto di vista dell'espressività uscire dai canoni consueti, ecco perché da un lato ci sono questi frangisole ambigui e dall'altro questa vetrata ambigua», spiega Jacomussi. «A nord-est abbiamo utilizzato elementi assolutamente ridondanti (i frangisole metallici ndr) dal punto di vista espressivo: se li togliessimo avremmo il solito palazzo per uffici con vetrata continua. L'ambiguità sta nell'avere una facciata continua resa discontinua da elementi anomali. Dall'altra parte l'edificio ha una vetrata strutturale senza telaio, che ha l'ambiguità di avere una serigrafia che la spappola formalmente».

La vetrata serigrafata è parte di una serra che d'inverno accumula calore e d'estate deve disperderlo. «La dispersione è data dalle serigrafie, dai pioppi, da una serie di apparati tecnologici che vanno dalle tende motorizzate, dalla brumizzazione, vale a dire dalla produzione di vapore acqueo, all'estrazione naturale data da alucce di vetro apribili in facciata e da aperture in copertura. E, in ultima ratio, in caso di eccesso di caldo, c'è l'estrazione meccanica». La serra è un altro luogo dell'invenzione. È il luogo, racchiuso tra la facciata esterna serigrafata e quella più interna inclinata, dove, distaccate da entrambe, corrono i ballatoi, spazi, quasi sospesi, di distribuzione e di socializzazione. «Il ballatoio è un luogo dove non si lavora, ma si può parlare d'altro». «Ha il fascino di essere un po' come era nei teatri ottocenteschi lo spazio dei passi perduti», conclude l'architetto.

I crediti del progetto
Committente: Kilometrorosso Spa
Gruppo di progetto
Progettazione generale e architettonica: Studio De Ferrari Architetti
Progettazione impiantistica: Prodim Srl
progettazione strutturale: Studio Alot Engineering

Direzione dei lavori
Direzione generale: arch. Vittorio Jacomussi
Direzione opere impiantistiche: ing. Matteo Bo
Direzione opere strutturali: ing. Marco Tobaldini
Responsabile dei lavori: ingegnere Lorenzo Rolle
Assistente direzione lavori: Paolo De Iturbe
Collaudo opere strutturali: ing. Piercarlo Poma
Impresa esecutrice – Rti
Termigas (mandataria)
Impresa Percassi F.lli Srl (mandante)
Direttore e responsabile di cantiere: ing. Stefano Darbesio


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