Progettazione e Architettura

Il concept firmato Carlo Ratti Associati per la nuova sede Mutti a Parma

Francesca Oddo

Lo studio ha vinto il concorso privato lanciato nel 2016 dall'azienda produttrice di conserva di pomodoro e ora spera nell'affidamento dell'incarico

Mutti, la nota azienda italiana specializzata nelle conserve alimentari di pomodoro, si rifà il look: nei prossimi intorno a Parma anni sorgerà il suo nuovo quartier generale che probabilmente porterà la firma di Carlo Ratti Associati, vincitore del primo premio del concorso internazionale di idee privato a inviti bandito dall'azienda nel 2016. Infatti, sebbene la paternità del progetto, quindi del concept, e anche del preliminare che nel frattempo è stato elaborato, siano dello studio con base a Torino, Londra e New York, Mutti a oggi non ha rilasciato dichiarazioni rispetto all'eventualità di affidare in maniera formale l'incarico al vincitore, né tantomeno rispetto alla stima del costo dell'opera.

«La finalità dell'iniziativa era l'individuazione di progetti innovativi -ha affermato l'azienda- e la proposta dello studio Carlo Ratti Associati ha offerto soluzioni brillanti capaci di rappresentare e programmare scelte di crescita sostenibili, coerenti con i nostri valori.» E poiché di idee brillanti Ratti ha molto spesso dimostrato di averne, anche in relazione al rapporto fra architettura e cibo - si pensi al padiglione interattivo per Fico, il grande parco alimentare appena inaugurato a Bologna -, la speranza - che parrebbe essere ben riposta visto che l'azienda fa sapere di voler procedere - è che sia il suo studio a portare a termine l'opera.

L'obiettivo del concorso è quello di reimmaginare un nuovo volto per l'intera area nella quale l'azienda ha lavorato negli ultimi 100 anni, revisionando una serie di impianti di produzione, creando ambienti di lavoro più accoglienti per i lavoratori, gli impiegati e i visitatori. Ratti, che si è trovato a confrontarsi con Arup, Federico Oliva Associati, Henn Architecture, Nord Architects, Open Platform for Architecture, West 8 (questi gli altri invitati), ha proposto una soluzione dagli aspetti didattici e fortemente identitari per l'azienda. Il masterplan mira ad aprire la fabbrica al pubblico con un nuovo centro visitatori -dotato di ristorante, auditorium, sala destinata a seguire le fasi di lavorazione del cibo in tempo reale - le cui pareti sono costituite da vasi di vetro con salsa di pomodoro; sulla sua sommità una terrazza consente di osservare dal vivo migliaia di pomodori freschi mentre vengono lavorati - 300.000 tonnellate all'anno, fino a 5.500 tonnellate al giorno -. La fabbrica si proietta verso il paesaggio agricolo, allacciando anche visivamente il rapporto fra la terra, l'elemento naturale, e la mano dell'uomo, l'elemento artificiale. Il programma potrebbe trasformare Montechiarugolo, lì dove si trova la sede di Mutti, in una meta per un turismo consapevole e attento, interessato alla vita e alla trasformazione dei prodotti alimentari, ma anche al tema della biodiversità al quale sarà dedicato un nuovo parco di circa 24 mila metri quadrati.

«Ci siamo ispirati alla poesia "Ode al Pomodoro" di Pablo Neruda, che è anche uno degli slogan di Mutti. 'La calle se llenó de tomates' (e cioè "La strada si riempi di pomodori") ci fa credere che la fabbrica possa aprirsi e proiettarsi verso l'esterno», spiega Carlo Ratti, e ancora: «Abbiamo immaginato che l'impianto fosse come un teatro all'aria aperta: aperto sia al pubblico sia al paesaggio circostante». Nell'attesa dell'incarico ufficiale, sappiamo che il cantiere dovrebbe iniziare nel 2018 e concludersi nell'arco di cinque anni.


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