Progettazione e Architettura

A Ferrara doppia aggiudicazione per i palazzi storici: vincono le cordate con Labics e studio Abdr

Mariagrazia Barletta

Assegnato il restauro e l'ampliamento del Palazzo dei Diamanti e di Palazzo Massari

Ferrara svela i progetti per l'ampliamento dei suoi palazzi della cultura. Sono stati resi noti i nomi dei progettisti vincitori dei bandi per l'ampliamento ed il restauro di Palazzo dei Diamanti e di Palazzo Massari, due contenitori culturali rappresentativi della storia urbana che, valorizzati, restituiranno alla città, e ai visitatori, un polo museale per l'arte più accogliente e moderno. È arrivato a conclusione, infatti, il concorso internazionale per l'ampliamento del celebre palazzo rinascimentale progettato da Biagio Rossetti, attualmente di proprietà comunale e sede della Galleria d'Arte Moderna (Gam), della Pinacoteca nazionale e del Museo del Risorgimento e Resistenza (quest'ultimo avrà presto una nuova collocazione). A vincere il concorso è stata la cordata formata dalla società di ingegneria 3TI Progetti (capogruppo), che si è occupata della progettazione di impianti e strutture; dallo studio Labics di Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, che cura la parte architettonica; dall'architetto veneziano, Elisabetta Fabbri, esperta di restauro e dalla società Vitruvio, fondata da Antonietta Groia e da Luigi e Giovanni Di Vito e specializzata in progettazione di allestimenti.

L'ampliamento e la valorizzazione di Palazzo Massari-Cavalieri di Malta - sede dei musei Giovanni Boldini, dell'Ottocento ferrarese, di arte moderna e contemporanea – sono andati allo studio Abdr Architetti Associati di Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri e Filippo Raimondo, che ha partecipato alla gara europea con la engineering Proger.
Le due aggiudicazioni arrivano a ridosso dell'apertura dei nuovi spazi del Museo nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis), frutto del concorso di progettazione vinto nel 2011 dal raggruppamento composto dagli studi Arco di Bologna, Scape di Roma e da Michael Gruber e Kulapat Yantrasast. Il 14 dicembre, con una mostra inaugurale dedicata alle origini dell'ebraismo italiano, è stato aperto al pubblico, infatti, l'edificio restaurato dell'ex carcere di Ferrara e, dal 2018, si lavorerà al completamento del progetto, con la costruzione dei cinque edifici moderni richiamanti i cinque libri della Torà (la conclusione dei lavori è prevista per il 2020).

Quanto al capolavoro di Rossetti, i vincitori hanno proposto un padiglione all'interno del giardino del palazzo. Avrà una funzione espositiva, ma sarà facilmente riconfigurabile in modo da ospitare anche conferenze ed eventi. Il piccolo edificio si distacca dall'esistente e trae la sua ragione d'essere dallo studio della logica geometrica che struttura l'antico edificio. L'alternanza di pieni e vuoti, l'organizzazione dei volumi e degli spazi aperti, fino alla condizione di non finito che caratterizza il palazzo, sono gli elementi di studio sui quali si costruisce l'addizione. Il volume, autenticamente contemporaneo, per rispetto dell'antico si distacca dal muro che separa il cortile interno dal giardino in cui si colloca il nuovo manufatto. Una distanza che non è solo fisica: il padiglione si differenzia dall'esistente anche per linguaggio e materia. Viene ripresa l'antica logica dei pieni e dei vuoti, così, il nuovo edificio si dispone nel giardino in modo da creare un cortile impreziosito da una vasca d'acqua. Infine, la condizione di non finito del Palazzo di Rossetti - resa evidente dal contrasto tra i paramenti esterni in marmo e l'aspetto più spoglio sul lato del cortile e del giardino - è riproposta anche nell'addizione. Questa non ha rivestimenti ed è ridotta all'essenziale. Il progetto interesserà, infine, anche aree adiacenti al palazzo, che saranno riconvertite per ospitare servizi, tra cui una zona attrezzata per le attività didattiche, una caffetteria e un bookshop.

Il progetto per Palazzo Massari, coerentemente con il preliminare voluto nel 2014 dal Comune e già approvato dalla Soprintendenza, propone un restauro che renderà fruibile l'intero complesso (reso inagibile dal sisma del 2012 e ora oggetto di un intervento di miglioramento strutturale), dove troveranno posto le collezioni otto-novecentesche della città. L'intervento prevede l'ammodernamento degli spazi già occupati dalle collezioni e la riqualificazione delle aree che in precedenza non erano interessate dal percorso museale. La superficie espositiva viene ampliata e si aggiungono servizi prima assenti, tra cui il bookshop, il bar-caffetteria e aree per lo studio. Inoltre, un nuovo volume - posto in posizione centrale rispetto alle due fabbriche che compongono il complesso, quella cinquecentesca del Palazzo Massari e quella settecentesca dei Cavalieri di Malta - metterà in collegamento i vari musei.

Sia per il complesso Massari-Cavalieri di Malta che per il Palazzo dei Diamanti, i vincitori si occuperanno dell'intera progettazione, della direzione dei lavori e del coordinamento per la sicurezza. Quanto ai tempi di realizzazione, si prevede di iniziare i lavori nel Palazzo dei Diamanti a giugno 2019 (la durata è stimata in circa 2 anni); tra giugno e settembre 2019 dovrebbe andare in cantiere anche il restauro e la valorizzazione di Palazzo Massari, i cui lavori si prevede dureranno all'incirca due anni. Per Palazzo dei Diamanti l'investimento è di 3,5 milioni. Le opere sono finanziate con i fondi Mibact - piano stralcio "Cultura e Turismo"- Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc) 2014-2020. Per Palazzo Massari l'investimento è di circa 10,5 milioni euro, di cui 8 milioni statali, 2,3 milioni regionali e 200mila euro comunali.


© RIPRODUZIONE RISERVATA