Progettazione e Architettura

Milano, Azzone (Arexpo): nella Città della scienza concorsi per giovani e archistar

Massimo Frontera

Il presidente della società che gestisce la maxi-trasformazione dell'area che ha ospitato l'Expo 2015

Dalla trasformazione dell'ex area dell'Expo 2015 arriveranno nuove opportunità per i progettisti. A dirlo è Giovanni Azzone, il presidente di Arexpo, la società partecipata da amministrazioni pubbliche e Fiera Milano che sta guidando l'insediamento delle nuove funzioni legate alla scienza, alla farmaceutica e all'innovazione. Il 28 novembre scorso è stata svelata la proposta di masterplan firmata da Carlo Ratti con l'investitore australiano LendLease che ha vinto il concorso lanciato nel gennaio scorso.
Proposta che ora va trasformata in Pii e poi approvata dal Comune. Fin da ora, però, gli studi di architettura - sia quelli più famosi sia quelli più giovani - possono guardare con attenzione alle prossime mosse del big australiano, che investirà 1,4 miliardi di euro in questa operazione a Milano e che per 99 anni gestirà la maxi-area.

«Non è compito della società Arexpo fare il disegno del singolo edificio sull'area data in concessione, però - riferisce il presidente di Arexpo Giovanni Azzone - attraverso concorsi o attraverso altre forme di selezione di architetti, si avranno comunque tante firme diverse: LendLease ha esplicitamente detto che per le progettazioni ci saranno "in parte stelle del firmamento ma in parte anche giovani che ci diano idee di futuro"». «L'idea - aggiunge - è che in questa piccola città del futuro, proprio come in una normale città, ci debbano essere tante firme e quindi tanti architetti: da qui la scelta di coinvolgere sia professionisti affermati sia architetti giovani».
«Altro aspetto - prosegue Azzone - è quello della costruzione vera e propria, in cui la filosofia annunciata è quella del "chilometro zero"». In altre parole, a Milano non arriverà un grande costruttore, magari straniero, ma «ci si rivolgerà in modo almeno prevalente a imprese del territorio».

La tabella di marcia, prevede l'avvio al più presto del confronto con gli enti locali per definire al più presto il documento di piano. «L'obiettivo che ci siamo dati - è sempre Azzone che parla - è di terminare questa fase per la metà del 2018, mentre il contratto di concessione con LendLease sarà firmato entro l'anno, anche perché LendLease si è offerta di erogare un canone di concessione già nel 2018, e quindi l'anno prossimo si prevedono già delle attività».
«Entro la fine del 2018 ci siamo dati l'obiettivo di definire i primi interventi per la parte privata e nel 2019 di avviare i cantieri, sempre per la parte privata». Le prime ruspe, in ogni caso, non tarderanno, perché sul fronte delle attività a matrice pubblica il lavoro è più avanzato: «Il Galeazzi - riferisce sempre Azzone - sta definendo le ultime fasi della procedura con il comune di Milano con l'obiettivo di far partire i cantieri a marzo 2018 in modo da finire il nuovo complesso ospedaliero nel 2021-2022. Per cui a marzo prevediamo l'apertura del cantiere per il nuovo edificio di 16 piani».
Ancora più avanti è il primo "embrione" dello Human Technopole: «Il primo lotto dei lavori per la rifunzionalizzazione di Palazzo Italia si conclude il 22 dicembre: quindi a gennaio avremo sul sito la presenza stabile del primo gruppo di ricercatori e quella di Arexpo, che trasferisce lì la sua sede. Quanto all'Università Statale, credo che tra gennaio e febbraio saranno votate le delibere da parte del consiglio di amministrazione e subito dopo partirà la progettazione esecutiva».

Azzone non nasconde la soddisfazione sul fatto che il Parco della scienza, del sapere e dell'innovazione - con il concept allo stesso tempo visionario e concreto di Carlo Ratti - sta marciando con il piede giusto: «Quando siamo partiti il sentimento predominate era forse lo scetticismo, ma in questo primo anno e mezzo abbiamo rispettato le scadenze e abbiamo coinvolto un operatore internazionale a un piano di investimenti di 1,4 miliardi sul territorio».


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