Progettazione e Architettura

Un edificio-ponte a forma di pesce disteso sull'Arno: il progetto di Arcotecnica ora cerca il promotore privato

Francesca Oddo

Il concept, commissionato dalla Scuola Normale di Pisa, è stato ideato dal team guidato da Arcotecnica con Technè, Arup e lo studio Land

Negli ultimi anni Pisa sta vivendo un importante momento di riconsiderazione della cultura del progetto. Lo vediamo in questi giorni durante i quali la città, oltre a ospitare la seconda edizione della Biennale di Architettura (omonima di quella veneziana ma non legata a essa), ha visto la firma di un importante protocollo di intesa mirato alla realizzazione di un ponte-edificio dedicato alla scienza e alla sua divulgazione. Gli attori di questa entusiasmante impresa -che si candida a rappresentare la ricerca pisana e italiana nel mondo- sono la Scuola Normale Superiore (capofila del progetto), la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant'Anna, l'Università di Pisa, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Comune di Pisa che opereranno nell'ottica di un partenariato pubblico-privato.

Già nel 2016, grazie a finanziamenti europei, la Scuola Normale aveva commissionato il progetto a una cordata di società guidata da Arcotecnica e della quale facevano e fanno parte anche ARUP, Technè e LAND di Andreas Kipar. Adesso, con la firma del protocollo d'intesa, il progetto ha fatto un ulteriore passo avanti e un altro ne farà molto presto, il 14 dicembre prossimo, quando è prevista la prima riunione del Gruppo di Lavoro che formulerà l'avviso pubblico rivolto alla ricerca di un promotore privato. Successivamente sarà indetta una gara d'appalto per la realizzazione dell'opera. Il costo è di circa 20 milioni di euro per una superficie di 5 mila metri quadrati. L'inaugurazione è prevista entro la fine del 2020.
La struttura, che per metà ospiterà i laboratori delle istituzioni coinvolte e per metà sarà dedicato alla divulgazione scientifica diventando luogo di incontro per la comunità e nuovo polo di attrazione per un turismo più consapevole, collegherà le due rive dell'Arno partendo dal viale delle Piagge e approdando al quartiere "La Celle", oggi degradato e per il quale è prevista la realizzazione di un parco in prossimità dello sbarco del ponte. In questo senso l'intervento avrà delle ricadute anche in termini di riqualificazione urbana, oltre che nel mercato del turismo.

Simile a un pesce acquattato sul fiume, il ponte sarà costituito principalmente da elementi smontabili per assicurare la flessibilità dei suoi spazi in funzione delle diverse esigenze. Improntata alle logiche della sostenibilità ambientale, la struttura avrà una copertura in pellicola fotovoltaica e, per quanto possibile, l'energia elettrica e il calore saranno prodotti sfruttando la corrente dell'Arno.


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