Progettazione e Architettura

Le residenze contemporanee di Del Boca si fanno spazio nel quartiere di inizio Novecento

Mariagrazia Barletta

A Fidenza (Pr) si è concluso, dopo un iter tortuoso, l'intervento dalla forte impronta contemporanea

A Fidenza (Parma) lo studio delboca+ Partners, fondato da Giovanni del Boca e Alessandra Amoretti, ha da poco concluso una residenza plurifamiliare affacciata sullo storico parco verde delle Rimembranze. Un'architettura proiettata nel futuro, che anticipa gli standard che dal 2021 saranno richiesti a tutti gli edifici privati di nuova costruzione o oggetto di "pesanti" ristrutturazioni. Si tratta, dunque, di un edificio Nzeb, sigla che, come è noto, sta a indicare l'approssimarsi allo zero del bilancio tra energia prodotta e consumata. Benessere, comfort e qualità di vita degli abitanti, sono i principi guida del progetto.
Lo studio delboca ha sedi a Parma e a Milano, era nell'Ati guidata da Mbm arquitectes di Oriol Bohigas, che si aggiudicò la trasformazione della stazione ferroviaria di Parma (inaugurata a maggio 2014). Ha firmato edifici direzionali, commerciali e soprattutto residenziali. Tra questi ultimi, un'architettura di 21mila metri quadri costruita a Parma e che nel 2013 vinse il concorso "La ceramica e il progetto" di Confindustria ceramica. Di recente, sempre a Fidenza, ha realizzato la nuova centrale geotermica, affiancata da orti sociali comunali.

La «Casa sul parco», questo il nome dato al progetto, arriva al termine di un percorso che non si può dire lineare, animato da un dibattito finito nove anni fa sulle pagine dei giornali. Oggetto del contendere un villino dei primi del Novecento acquistato dall'impresa Montanari Costruzioni. Sull'edificio non gravava alcun vincolo e la normativa urbanistica contemplava la possibilità di demolizione e ricostruzione del fabbricato. Così, ottenuti i permessi e agendo secondo la legge, l'impresa, nell'estate 2008, diede il via alle ruspe con l'obiettivo di costruire un edificio per dieci famiglie, quello che oggi è diventato la «Casa sul parco». Insorse la sezione di Fidenza di Italia Nostra che si schierò contro la demolizione, ritenendo che il fabbricato fosse un «pregevole esempio di architettura signorile dell'epoca». Diverso il parere di del Boca che lo reputa «timidamente ispirato al repertorio decorativo Liberty».

Comunque, «destata dal clamore, la soprintendenza ai Beni architettonici di Parma si attivò immediatamente e pose un vincolo di edificabilità "condizionata" all'intero comparto urbano», riferisce del Boca. Da allora il progetto del nuovo edificio venne concertato con la soprintendenza. «Senz'altro il soprintendente, che allora era Luciano Serchia, ebbe un atteggiamento molto positivo, molto costruttivo e collaborativo», commenta del Boca. Non ne derivarono grandi imposizioni, semplicemente - afferma l'architetto: «In termini di volumi e di tracciati sui sedimi, venne chiesto che ci fosse una corrispondenza tra il vecchio e il nuovo». Così, la «Casa sul Parco» propone una soluzione d'angolo formata da un volume che appare come sospeso, sorretto da sei grandi pilastri inclinati, ispirati ai tronchi secolari dei tigli del parco prospiciente. Una soluzione che reinterpreta l'impianto a torre dell'edificio novecentesco.

La «Casa sul Parco» raggiunge elevate prestazioni energetiche e garantisce una qualità dell'aria ottimale ricorrendo ad un impianto di ricambio dell'aria meccanizzato. Punta al perfetto comfort termo-igrometrico e sfrutta l'energia geotermica per alimentare la centrale con pompa di calore ad alto rendimento. Impiega il fotovoltaico per l'energia elettrica, i pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e un sistema "smart" per il controllo della climatizzazione e per la contabilizzazione dell'energia termica. Garantisce un buon isolamento termico, e le vetrate, a tutta altezza e ad alte prestazioni, hanno valori di fattore solare e di trasmittanza termica diversi e sono scelte in base all'esposizione e alla presenza di elementi ombreggianti esterni. L'edificio ha ottenuto le certificazioni «Casa Passiva» dall'ente Passive House Institute Italia e «Casa Attiva» da Active House Italia. In particolare, quest'ultima certificazione va «oltre le misurazioni strumentali, introducendo anche parametri qualitativi», spiega del Boca.

Al vaglio dell'ente passano le prestazioni che riguardano il comfort degli ambienti interni (apporto di luce naturale, comfort termico e qualità dell'aria), i consumi energetici, l'uso di fonti rinnovabili e la qualità ambientale. Quest'ultima riguarda il consumo di acqua, la sostenibilità delle scelte progettuali e l'impatto sull'ambiente. Influiscono sulla valutazione, tra le altre cose, anche la qualità della vista verso l'esterno e il contatto con la natura. In particolare, l'edificio è animato da piani aggettanti che vanno a conformare dei loggiati, dove il verde interno si integra con quello del parco. Si tratta anche di elementi che aiutano a mitigare l'irraggiamento solare in estate, contribuendo a ridurre i consumi energetici. Il condominio è anche stato riconosciuto come "Edificio Multicomfort" dalla Saint-Gobain, che l'ha selezionato per partecipare ad una mostra che si è tenuta tra marzo e aprile a Milano e che metteva insieme alcuni tra gli ultimi progetti italiani - tra cui il Bosco verticale di Boeri, solo per citarne uno - distintisi per aver portato il concetto di comfort abitativo ai massimi livelli.

I crediti del progetto
Luogo: via Gramsci, 82 - Fidenza (Parma).
Anno: 2015/2017.
Cliente: Montanari Costruzioni Srl.
Superficie/dati dimensionali: 1.400 mq.
Budget: 2.800,00 euro a mq
Project leader: studio delboca+PARTNERS, architetti Giovanni del Boca – Alessandra Amoretti.
Consulenti: architetti Giovanni e Simona Rossi, Fidenza (Parma).
Premi: certificazione energetica di "Casa Passiva" rilasciata da PHI Italia (Passive House Institute Italia); certificazione energetica di "Casa Attiva" rilasciata da Active House Italia.
Certificazione di "Edificio Multicomfort Saint-Gobain"; progetto finalista "Active House Label Award".


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