Progettazione e Architettura

Appalti gratis/2. Professionisti in pressing sul governo: decreto legge contro l'azzeramento dei compensi

M.Fr.

A chiederlo sono Inarcassa, Oice, Legacoop e Rete delle professioni tecniche

Anche Oice e Legacoop sottoscrivono la richiesta fatta da Inarcassa con la rete delle professioni tecniche di uscire in modo chiaro dalla possibilità di prevedere forme di compenso "improprie" nei servizi di progettazione. Richiesta che nasce dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha legittimato il servizio della redazione del piano strutturale del comune di Catanzaro mandato in gara con il compenso di un euro abbinato a un rimborso spese fino a 250mila euro. Anche se la norma trattata dai giudici di Palazzo Spada è stata superata nell'evoluzione normativa del codice dei contratti, le associazioni dei professionisti tecnici chiedono un intervento normativo che tolga ogni possibile dubbio e possibilità interpretativa sul legittimo compenso per lo svolgimento dell'incarico.

«Aderiamo e supportiamo l'iniziativa di Rpt, di Inarcassa e della sua Fondazione perché in momenti in cui si mette in discussione la dignità del lavoro svolto, nelle diverse forme giuridiche, per rendere al Paese servizi di ingegneria e architettura di qualità e con livelli di sicurezza adeguati alle necessità del nostro territorio, occorre agire compatti e determinati a tutela di tutti i nostri iscritti e, in generale, per non fare passare sotto silenzio un vero e proprio abominio giuridico», spiegano Gabriele Scicolone e Carlo Zini, rispettivamente presidente dell'Oice e di Legacoop. Le due associazioni chiedono al governo un immediato intervento normativo che elimini ogni possibile e residuo dubbio sui compensi inadeguati: «Se del caso, si valuti l'opportunità di una urgente modifica legislativa del codice per introdurre due principi molto chiari: la pena della nullità contrattuale collegata all'eventuale inadempimento dell'obbligo di applicazione del decreto parametri e il divieto di stipula di un contratto con corrispettivo sproporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche delle prestazioni contrattuali».


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