Progettazione e Architettura

A Venezia Chipperfield disegna per Generali gli spazi dell'hub sociale nelle Procuratie vecchie

Mariagrazia Barletta

Il risultato a seguito della competizione internazione lanciata dal big delle assicurazioni

A Venezia il restauro è griffato. Un anno fa apriva al pubblico il mega-store tra le mura del Fondaco dei Tedeschi, trasformato e rifunzionalizzato su progetto dello studio Oma di Rem Koolhaas. A distanza di un anno dal taglio del nastro del centro commerciale di lusso, ricavato tra le mura del cinquecentesco magazzino delle merci, il gruppo Generali ha annunciato, qualche giorno fa, la realizzazione di un hub filantropico all'interno delle Procuratie Vecchie di piazza San Marco. Due edifici monumentali, due contesti delicatissimi, due architetture di grande pregio che hanno visto trascorrere oltre cinque secoli di storia, affidate al genio dell'archistar. Come aveva già fatto il gruppo Benetton, anche la compagnia di assicurazioni - proprietaria dell'imponente edificio che ai tempi della Serenissima ospitava i procuratori di San Marco, seconda carica più importante dopo quella del doge – si affida ad una firma ben nota.

A disegnare il futuro delle Procuratie è, infatti, l'architetto britannico, David Chipperfield. Ma non è solo l'età dei manufatti, né la grande fama dell'architetto, a cui si affida il futuro di opere ultracentenarie, ad accumunare i due monumenti. Si sa, al genio si attribuisce un particolare estro creativo; il gesto creativo tende ad essere ritenuto dannoso se applicato in un contesto in cui la storia si è sedimentata. E, per la proprietà transitiva, la genialità attira facilmente critiche, già arrivate, nel caso delle Procuratie, dalla presidente di Italia Nostra Venezia, Lidia Fersuoch, preoccupata per la «terrazza "mozzafiato" in Piazza» che sarebbe prevista nel progetto. Tante le critiche che arrivarono al progetto di Koolhaas e, anche allora, in prima linea c'era Italia Nostra con una battaglia portata prima davanti al Tar e poi al Consiglio di Stato, ma che si concluse, poi, con un nulla di fatto. Il progetto andò avanti, seppur con qualche cambiamento che ridimensionò l'impatto di alcuni aspetti. Oggetto della contestazione, era tra l'altro, anche allora, una terrazza panoramica "a vasca", realizzata sul tetto.

La soluzione creativa è richiesta nel restauro, ma è necessario avere sensibilità, una vasta cultura e grandi capacità di lettura dell'esistente per subordinarla all'esigenza primaria: la conservazione del bene. Alla presentazione del progetto Chipperfield ha rimarcato la necessità di conservare la bellezza e la storia, facendo rivivere l'edificio. «Il lavoro in sinergia con Generali mira a trasformare le Procuratie Vecchie in uno spazio dinamico che rappresenti la missione globale di The Human Safety Net e allo stesso tempo preservi l'imponente bellezza e storia degli edifici», aveva dichiarato l'architetto. Attribuire ad un edificio di pregio funzioni compatibili con la sua conservazione è un bene. Anche questo è ormai un concetto diffusamente acquisito. Se per il Fondaco dei Tedeschi si è scelta una funzione commerciale, ben diverso destino avranno gli 11mila metri quadri delle Procuratie Vecchie, che diventeranno il luogo in cui sviluppare un progetto filantropico. La storica sede di Generali a Venezia diventerà la casa di The Human Safety Net, un'iniziativa promossa dal gruppo assicurativo per supportare le comunità più vulnerabili.

Un progetto dalla triplice finalità: garantire pari opportunità a bambini che vivono in condizioni di povertà, aiutare i rifugiati a creare nuove imprese e favorire la prevenzione e la cura di una terribile malattia neonatale, l'asfissia. Il progetto sarà aperto ad alleanze e partnership tra privati e organizzazioni che ne condividano i valori e la missione e l'hub sarà aperto a chiunque voglia scambiare idee, fare volontariato o promuovere azioni collettive. Il restauro delle Procuratie Vecchie abbraccerà, inoltre, anche altre parti della piazza e dei Giardini Reali. Interventi di cui si fa carico Generali. Il progetto è stato presentato al pubblico, ma prenderà forma più dettagliata attraverso il dialogo con la Soprintendenza. Si tratterà di trovare il giusto equilibrio tra necessità contemporanee, conservazione e creatività. E, per trovare un degno esempio non bisogna poi andare troppo lontano. Proprio negli spazi delle Procuratie Vecchie di Venezia, Carlo Scarpa, senza dubbio un genio, fece convivere modernità e tradizione in un progetto definito dal critico Carlo Ludovico Ragghianti come «uno dei più limpidi capolavori dell'architettura contemporanea». Il riferimento, ovviamente, è al negozio Olivetti.


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