Progettazione e Architettura

Appalto gratuito a Catanzaro/2. Federarchitetti alla Corte di Strasburgo: ricorso per «riduzione in schiavitù»

Giuseppe Latour

Il sindacato dei professionisti: la pronuncia del Consiglio di Stato offende la dignità di architetti e ingegneri

Federarchitetti impugnerà la sentenza del Consiglio di Stato sulle prestazioni gratuite davanti alla Corte per i diritti dell'uomo. Contestando la riduzione in schiavitù di architetti e ingegneri liberi professionisti. È la durissima presa di posizione comunicata ieri dal sindacato. La pronuncia dei giudici amministrativi punta, infatti, su una visione parziale e si sofferma solo su alcune regole del Codice appalti. Non si preoccupa, invece, di tutelare la dignità professionale delle partite Iva.

«Ci troviamo di fronte - si legge nella nota ufficiale diramata ieri da Federarchitetti - a uno degli ultimi provvedimenti giuridici che offendono la dignità professionale degli architetti ed ingegneri liberi professionisti, che si trovano sempre più schiacciati ed in una condizione di subalternità psicologica ed economica, addirittura ad opera di soggetti pubblici che dovrebbero invece difendere i principi fondamentali non solo della nostra Costituzione ma anche degli accordi internazionali sottoscritti dall'Italia che tutelano i diritti del singolo cittadino».

La sentenza si sofferma solo su alcuni punti del Codice dei contratti pubblici. Ma non tiene conto delle altre disposizioni normative che regolano la materia. Per esempio, «in base all'articolo 24 comma 8 del Dlgs 50/2016, l'ordinamento oggi vieta una prestazione d'opera professionale a titolo gratuito a vantaggio di una pubblica amministrazione». E non considera neppure altri passaggi del Codice civile che, all'articolo 2233, spiega: «In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione».

Addirittura, il sindacato ricorda che l'articolo 600 del Codice penale individua un elenco di condotte che identificano cosa debba considerarsi ai fini della legge italiana la riduzione in schiavitù: «La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona». Questo dettato normativo, per Federarchitetti, «si avvicina a ciò che oggi accadrà se la sentenza del Consiglio di Stato avrà un'estensione applicativa».

Per questo motivo, allora, Federarchitetti ritiene che «la sentenza del Consiglio di Stato n. 4614 del 3 ottobre 2017 sia lesiva dei diritti degli architetti ed ingegneri liberi professionisti» non solo come «operatori del settore ma come individui e cittadini che operano nello Stato Italiano». Per questo motivo, quella pronuncia sarà impugnata davanti alla Corte per i diritti dell'uomo di Strasburgo, contestando proprio la riduzione in schiavitù dei liberi professionisti italiani.


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