Progettazione e Architettura

Ad Agrigento la chiesa del Villaggio Mosè rinasce con il restyling firmato Am3 Architetti

Mariagrazia Barletta

Il progetto dei giovani architetti palermitani ha vinto il concorso bandito dall'Arcidiocesi per sostituire la vecchia aula della chiesa

Hanno in media 34 anni e hanno esposto al Padiglione Italia dell'ultima Biennale, curato da Tamassociati. Marco Alesi, Cristina Calì e Alberto Cusumano, soci dello studio palermitano Am3 Architetti Associati, sono i vincitori del concorso per la ricostruzione della chiesa del Villaggio Mosè, frazione di Agrigento, ex insediamento degli operai delle solfare ed oggi zona periferica della città. Il concorso era stato bandito dall'Arcidiocesi di Agrigento per sostituire con una nuova struttura l'aula della chiesa del Villaggio, demolita nel 2009 per problemi strutturali. Erano rimasti in piedi il campanile e i locali del complesso parrocchiale, che i progettisti hanno riconfigurato per uniformarli al nuovo volume. Come da prassi ormai consolidata nei concorsi per edifici di culto, lo studio Am3 ha collaborato con un artista e un liturgista, avvalendosi del contributo di don Luciano Calabrese e del pittore e scultore palermitano, Igor Scalisi Palminteri. Hanno collaborato al progetto anche gli architetti Stefania Micciche e Carlo Mastrosimone e l'ingegnere Liucija Berezanskyte.

La proposta progettuale dello studio Am3 prevede la creazione di una grande spaccatura sul prospetto della chiesa. Questa genera una rientranza e dunque un'ampia zona d'ombra sul sagrato. Si tratta di uno spazio che invita ad una pausa prima dell'ingresso nell'aula. In pianta l'aula si approssima al quadrato. Qui i progettisti hanno voluto «porre l'accento sull'area del presbiterio» ci spiega Marco Alesi. Questa esigenza è stata soddisfatta dalla geometria della copertura che simbolicamente rimanda al manto della Madonna. «La chiesa – continua Alesi - è dedicata al Cuore immacolato di Maria, quindi il tema è quello di avere all'interno dell'aula questo manto che raccoglie i fedeli e poi si apre proprio sopra l'altare in modo da far piovere la luce». All'interno l'aula si compone di un basamento altro quattro metri, rivestito in pietra, che oltre a rimandare ad una scala umana riporta al tema della grotta e al mondo delle cave. La pietra del rivestimento «ricorda infatti quella generata dai tagli di estrazione dei blocchi di pietra. Simbolicamente, di tanto in tanto alcune di queste fratture sono risarcite con barre di ottone lucenti, segno della cura di Dio delle sofferenze dei suoi figli», spiegano i progettisti.

Il progetto proposto da Am3 Architetti Associati conserva le arcate iperboliche che costituivano il portico che precedeva la chiesa demolita. «È una preesistenza a cui la gente del posto è legata» ci racconta Alesi, da qui la decisione di conservarla. Nella proposta di Am3 le arcate vanno a chiudere il cortile attorno a cui si dispongono i locali recuperati del complesso parrocchiale. Il giovane studio palermitano è nato nel 2011 ed inizia a farsi strada. Tra le realizzazioni vi è la riqualificazione ambientale del lungomare di Balestrate (Palermo), un progetto che era tra i venti raccontati al Padiglione Italia dell'ultima Biennale di architettura di Venezia e che ha conquistato una menzione d'onore al premio Architetto dell'anno 2015 bandito dal Consiglio nazionale degli Architetti. I giovani architetti hanno inoltre firmato l'ampiamento del centro didattico del parco astronomico delle Madonie e la riconversione, nella provincia di Palermo, di un bene confiscato alle mafia, dato in gestione ad associazioni che si occupano di ragazzi con disabilità.
Pur avendo realizzato lavori per committenti pubblici, lo studio Am3 punta molto sui concorsi: nel 2016 ha vinto quello per un teatro all'aperto sulla rocca di Cefalù (Palermo) e nel 2014 è arrivato primo alla competizione per un convitto a Malles (Bolzano), ma, per ora, ai due premi non ha fatto seguito alcun incarico. La speranza si riaccende con il concorso per la chiesa del Villaggio Mosè, che sarà finanziata per il 75% dalla Cei.


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