Progettazione e Architettura

Milano, nella vecchia scuola Tamassociati progetta la nuova sede (parlante) per Emergency

M. Fr.

I progettisti: «sarà un edificio parlante, ad alta efficienza energetica e aperto alla città»

Da ex scuola abbandonata a "casa parlante", come l'hanno definita i progettisti. La nuova sede di Emergency a Milano, in zona Santa Croce, è stata ricavata da un edificio scolastico, da tempo dismesso, che oggi appare irriconoscibile al termine dell'intervento di riuso funzionale, con riqualificazione architettonica ed efficientamento energetico.
A firmare il progetto è lo studio Tamassociati, che con Emergency ha già collaborato nei territori "difficili" dove la ong opera solitamente con progetti di soccorso e sostegno.
La ex scuola è ora un edificio direzionale, distribuito su cinque livelli. Al suo interno ci sono quasi 200 postazioni di lavoro. Gli spazi sono stati riassegnati dal Comune con un bando pubblico e trasformati in una nuova realtà aperta anche ai cittadini: «attraverso incontri pubblici, dibattiti, mostre e spazi "open" all'interno, la struttura e il giardino sono diventati uno spazio aperto alla città, per promuovere una cultura di pace e praticare diritti», informano i progettisti.

Alcuni spazi - il giardino e i primi due piani - sono dedicati a funzioni di informazione, formazione, educazione e svago. Al piano terra, tra le altre cose, c'è una sala dedicata a mostre e incontri pubblici di 230 mq e con 132 posti a sedere. Ci sono poi un'area ristoro di 200 mq con 100 posti a sedere e uno sportello di orientamento socio-sanitario di 80 mq. Gli ultimi tre piani sono dedicati all'attività di pianificazione e coordinamento delle attività culturali e sanitarie di Emergency a livello nazionale e globale.
In virtù del particolare allestimento interno, Tamassociati definisce "parlante" il nuovo edificio. «il particolare apparato grafico e cromatico - spiegano i progettisti - assume rilevanza strategica, rendendo facilmente comprensibile la chiarezza compositiva e l'organizzazione funzionale dei suoi spazi». Su pareti e tramezzi, ma anche su gradini delle scale, sono riportati brani della Costituzione. In generale la grafica che riveste gli spazi comuni, dicono i progettisti, «ha un potere comunicativo immediato e universale, restituendo una architettura "parlante", familiare, accogliente».


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