Progettazione e Architettura

Innesto contemporaneo: il convitto bianco di Werner Tscholl «irrompe» nel paesaggio della Val Venosta

Mariagrazia Barletta

Il nuovo complesso è stato realizzato a Burgusio, piccola frazione di Malles, nell'Alta Val Venosta (Alto Adige)

Se le aule si nascondono sottoterra, in segno di riverenza verso il castello, gli alloggi degli studenti si innalzano al di sopra dei prati, protetti da un candido involucro che spicca sullo sfondo di color verde intenso dei boschi, lasciandosi notare.
A Burgusio, piccola frazione di Malles, nell'Alta Val Venosta (Alto Adige), Werner Tscholl - dopo essersi concentrato sulle pregevoli emergenze monumentali del borgo: l'Abbazia benedettina di Monte Maria e la fortezza di Fürstenburg - firma, per la scuola agraria e forestale che ha sede proprio nel castello medievale, il nuovo convitto. Costruito in un anno a circa 200 metri dalla fortezza di Burgusio, lo studentato è frutto di un'esperienza di partenariato pubblico-privato. L'edificio ha anche ricevuto il premio Casaclima.

A realizzarlo, su incarico della provincia di Bolzano, sotto la supervisione della Ripartizione edilizia e servizio tecnico, è stata la società Fürstenburg. Sono passati un bel po' di anni da quando, crollata parzialmente la torre del castello (era il 1994), Werner Tscholl ricevette dalla provincia l'incarico di restaurare la fortezza di Burgusio. Appena messo in sicurezza il castello, l'architetto altoatesino progettò nuovi spazi per la scuola di agraria che tra quelle antiche mura ha sede sin dal 1952.
Tscholl in segno di rispetto per il monumento, che oggi ha più di 700 anni, decise di sfruttare la vicina collina naturale e vi incuneò le aule (circa 14mila metri cubi), organizzandole attorno a delle corti concepite come pozzi di luce. Trascorsi alcuni anni dall'ampliamento ipogeo, accresciuto il numero di alunni provenienti dalle vallate dell'Alto Adige, Tscholl si ritrova a disegnare nuovi spazi per la scuola professionale. Sorge, così, il nuovo convitto: un volume compatto, candido, che spicca tra il verde, tra la canonica ed il castello che fa da sfondo. Una scelta decisa per forma e colore.

Ma il coraggio a Tscholl non manca, lo manifesta quando sospende il nuovo cinema, un cubo di 23 tonnellate (intervento completamente reversibile), tra le mura del Castel Firmiano, integrandolo perfettamente tra le antiche pareti di porfido o quando, a Laces (Bolzano), fa emergere gli uffici della Selimex dalle acque di un lago artificiale di mille metri quadri. Dal luogo nasce un'idea e ancorandosi a questa l'edificio prende forma. È questo l'approccio spesso seguito dal pluripremiato progettista (nominato architetto dell'anno 2016 dal Consiglio nazionale degli architetti).

Anche a Burgusio il convitto nasce dall'osservazione del luogo. Le superfici intonacate di bianco vengono interrotte in modo alternato da vetrate scure. Si tratta di un'idea che si ispira ai monumenti circostanti, come l'abbazia di Monte Maria che sovrasta la vallata, caratterizzati da un intonaco di calce bianco e dalle nere finestrature in rilievo. L'alternanza del bianco e nero viene riproposta in un linguaggio architettonico attuale.
All'origine del progetto c'è un'esigenza espressa dalla scuola professionale e dall'iniziativa di un'impresa locale, la Pohl Immobilien attivatasi per verificare alternative e trovare un'ubicazione all'edificio.

In seguito è stata costituita la Fürstenburg, società promotrice (comprende le imprese Volcan, Veba Invest e Wohnbau), che, dopo aver depositato una proposta per la costruzione e gestione della nuova opera, ha poi vinto la gara di appalto e sottoscritto (a maggio 2015) la convenzione con la provincia. Il costruttore privato si è impegnato a progettare, costruire e gestire l'opera per 20 anni in cambio di un canone annuale.
Al termine dei 20 anni di durata del contratto, la struttura sarà riconsegnata all'amministrazione provinciale. I lavori sono iniziati a giugno 2015 e si sono conclusi un anno dopo, nel rispetto dei costi preventivati e del cronoprogramma. A ottobre 2016 la struttura è stata inaugurata. Tempi brevi e un investimento complessivo di 10,5 milioni di euro, di cui 5,1 milioni per la costruzione e 1,3 per gli arredi.

Dovendosi il privato occupare anche della gestione della nuova opera, si è prestata particolare attenzione anche ai costi di manutenzione, riflettendo sulla sostenibilità delle scelte in un'ottica di lungo periodo. Ventidue le ditte coinvolte nella realizzazione, tutte altoatesine. «Penso che una cooperazione tra pubblico e privato abbia senso quando il tutto viene gestito come lo è stato in questo caso e quindi quando il costruttore, fin dall'inizio, non sia orientato soltanto al guadagno, ma anche alla qualità architettonica». Parola di Werner Tscholl.


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