Progettazione e Architettura

Bim e contemporaneità in Africa con il polo medico progettato da Politecnica a Nairobi

Q.E.T.

Un ospedale dal design tutto italiano nel cuore del Kenya. È stato presentato ieri il nuovo centro sede dell'East African Kidney Institute Centre of Excellence di Nairobi firmato da Politecnica, società di ingegneria con base a Modena. Il nuovo centro ospedaliero costerà circa 16 milioni di euro . L'incarico per la progettazione, conquistato in gara lo scorso dicembre sarà sviluppato interamente in ambiente Bim (Building information modeling) e portato a termine entro il prossimo novembre. Poi serviranno 36 mesi di cantiere.

Con una superficie complessiva di 15.000 mq, il nuovo centro medico di Nairobi si colloca in posizione baricentrica all'interno dell'area metropolitana, in un ampio spazio verde, a ridosso dell'importante nodo stradale di Ngong Road e nelle immediate vicinanze del Kenyatta National Hospital e del Polo Universitario nazionale. Sviluppato su cinque piani , «l'edificio - spiega la società - vuole essere un elemento simbolico che emergerà nel landscape urbano, in virtù del suo carattere contemporaneo, dei suoi volumi iconici e per la volontà di plasmarsi nel contesto con un'estetica dinamica e pulsante, attenta al contesto urbano in cui si colloca, agli aspetti bioclimatici, alle problematiche di approvvigionamento idrico ed ai valori urbani».

La struttura ospiterà un dipartimento di dialisi con 45 posti letto, un'area critica da 20 posti letto, un blocco operatorio e un'area di diagnostica per immagini di ultima generazione, oltre a servizi ambulatoriali, di laboratorio e di supporto. A questi spazi si aggiungono due livelli dedicati alla degenza e atti ad ospitare, in camere organizzate con tagli differenti, un totale di 160 pazienti.

Il centro servirà un bacino di utenza di notevole importanza per il continente africano: «Il nuovo centro ospedaliero infatti non si rivolgerà solo alla popolazione keniota, ma anche agli abitanti delle nazioni limitrofe, tra cui Etiopia, Somalia e Tanzania, cui saranno riservati spazi ed aree ospedaliere progettate secondo standard sanitari internazionalmente approvati e riconosciuti».

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