Progettazione e Architettura

A Parigi completato il nuovo Palazzo di giustizia disegnato da Renzo Piano

Mariagrazia Barletta

La prima pietra nel maggio del 2015. Ultimi interventi (per misure di sicurezza e arredi), poi l'entrata in esercizio, nel secondo trimestre 2018

A poco più di due anni dalla cerimonia di posa della prima pietra (avvenuta a maggio 2015), è stato completato la scorsa settimana il nuovo Palazzo di Giustizia di Parigi, progettato da Renzo Piano, che ospiterà il Tribunale della capitale francese. Tuttavia, la nuova struttura non sarà operativa prima del nuovo anno, non appena saranno conclusi alcuni interventi volti a incrementare le misure di sicurezza antiterroristiche e ad adattare il nuovo edificio ad una nuova esigenza: rafforzare la missione del tribunale di Parigi in materia di lotta al terrorismo. Adeguamenti, non prevedibili al momento della progettazione, resisi necessari in seguito agli attacchi che hanno colpito Parigi e l'Europa. Dal secondo trimestre 2018 i vari uffici inizieranno a far vivere il Palazzo, la cui silhouette svetta tra gli edifici di Clichy-Bartignolles, l'ecoquartiere in costruzione nella Ville Lumière, tra la storica Montmartre e la moderna Défense.

Il progetto nasce da un contratto di partenariato, giustificato dalla grande complessità dell'opera, e stipulato dal ministero di Giustizia, attraverso il suo operatore, l'ente Eppjp (Etablissement public du palais de justice de Paris), con la società di progettazione Arélia che ha scelto Piano per la progettazione e Bouygues Bâtiment Île-de-France per la realizzazione. Conformemente al contratto, una volta entrata in funzione la cittadella della giustizia, il partner privato assicurerà anche la gestione e la manutenzione dell'edificio.
La nuova struttura è come una città verticale, composta da tre blocchi di uffici sovrapposti ad un grande zoccolo dove si concentrano gli spazi di accoglienza del pubblico. Con l'altezza la dimensione dei blocchi si riduce, in modo da generare una silhouette più "leggera". E, come accade per le città, l'edificio è anche dotato di luoghi di incontro per i suoi frequentatori.

Sono state previste, infatti, delle terrazze alberate: in tutto circa 500 alberi per un ettaro di verde pensile che separa orizzontalmente i diversi blocchi della torre. E poi: un ristorante di mille metri quadri all'ottavo piano, una caffetteria, serre e giardini d'inverno, e altri spazi di convivialità riservati ai magistrati e ai funzionari, con cucine dove poter consumare i pasti. All'esterno, su entrambi i lati lunghi, la doppia pelle si interrompe per lasciare spazio ad una fenditura verticale, dove alloggiano gli ascensori panoramici.
La nuova struttura è, inoltre, all'avanguardia nell'uso delle tecnologie per la comunicazione e iper-sostenibile, tanto che i consumi energetici si stima siano molto inferiori, addirittura dimezzati, rispetto a quelli registrati nel caso delle più recenti torri del quartiere d'affari della Défense.

Una buona inerzia termica, ventilazione naturale, integrazione di pannelli fotovoltaici in facciata e dispositivi per il recupero del calore, sono alcuni dei punti della strategia energetica adottata, che prevede anche l'utilizzo di sistemi per il controllo automatico degli impianti. Punto centrale della torre è la cosiddetta "salle des pas perdu" (sala dei passi perduti) generalmente presente in Francia in questa tipologia di edifici. Si tratta di un grande atrio, in questo caso alto 68 metri, che mette in collegamento i servizi e le varie sezioni del Tribunale, animato da scale che si incrociano l'una con l'altra. Un importante lavoro, inoltre, è stato svolto sul fronte della distribuzione dei flussi e dell'accessibilità alle persone a mobilità ridotta.


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