Progettazione e Architettura

A Torino due studi under 30 vincono i concorsi per il restyling delle scuole Fermi e Pascoli

Maria Chiara Voci

Al concorso promosso da Compagnia San Paolo e Fondazione Agnelli hanno partecipato 275 professionisti. Subito i cantieri per 10 milioni

Due raggruppamenti giovani. Anzi giovanissimi. Entrambi, di Torino. Composti, rispettivamente, da Alberto Bottero insieme a Simona Della Rocca, Maria Chiara Mondini, Andrea Galanti, Emanuela Saporito, Antonio Isoardi e Jacopo Toniolo. E da Silvia Minutolo con Marco Giai Via, Alessio Lamarca, Alberto Perino, Michal Adam Wasielewski, Claudio Tortone, Domenico Racca e Simonetta Lingua.
Si è concluso con una doppia vittoria "in casa" il concorso di architettura (anch'esso duplice) Torino fa scuola, promosso dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Agnelli in collaborazione con Città di Torino e Fondazione per la scuola e con la Fondazione Ordine degli architetti, che ha lavorato per la programmazione del bando. Due gli istituti da riqualificare, in maniera profonda e sostanziale: le medie Enrico Fermi, nel quartiere di Lingotto, e Giovanni Pascoli, nel Cit Turin.

Innovativa la procedura: perché il duplice bando è stato lanciato al termine di un lungo lavoro di confronto durato l'interno anno scolastico 2015/2016 e che ha visto lavorare un architetto e un pedagogista (Sandy Attia e Beate Weyland per la Fermi; Luisa Ingaramo e Mario Castoldi per la Pascoli) fianco a fianco con insegnati e alunni. Per costruire un documento di linee guida che fosse il punto di partenza per ripensare gli spazi. Sulla base delle necessità in arrivo dal basso. In un iter che non ha precedenti in Italia.

Il risultato dell'aggiudicazione, comunicato ieri mattina alle 13 alla Fondazione Camera di Torino e a cui è arrivata la giuria composta per la Fermi anche dall'architetto Mario Cucinella e per la Pascoli da Cino Zucchi, ha sbaragliato ogni previsione. I partecipanti alla duplice gara sono stati nel complesso 275. La short list dei finalisti del doppio concorso era di 10 cordate (5 per ciascuna procedura), in arrivo da tutta Italia e, a seconda dei casi, con firme più note in Italia. Ha vinto, al contrario, la capacità di immaginare dei giovani. Conquistando un montepremi di 15mila euro per la scuola Fermi e di 12mila per la Pascoli, cifra che comprende anche le spese di progettazione finale. Che partiranno subito: perché i due plessi scolastici saranno riqualificati per l'anno scolastico 2019/2020. Per un investimento complessivo (coperto da Compagnia e Fondazione Agnelli) di 7,5 milioni per la Fermi e di 2,5 milioni per la Pascoli. E anche questa è una novità virtuosa nel nostro Paese. Oltre al fatto che è previsto un rimborso per le cordate dal 2° al 5° classificato (di 7.500 euro e 6mila euro, a seconda del fabbricato).

Passiamo alle proposte. La scuola Fermi è stata immaginata come una struttura metallica porticata e autonoma, che si affianca al corpo dell'edificio esistente, integrandolo con nuove funzioni pubbliche, aprendosi alla città e moltiplicando gli spazi collettivi al piano terra. Peculiarità dell'idea è la creazione di uno spazio di mediazione inedito tra la strada e la scuola. Importante anche la cura alla sostenibilità gestionale ed energetica: tutti i moduli presentano, fra il resto, schermature passive, integrate nel costruito. Per ciò che riguarda la media Pascoli, il progetto vincitore ha accolto molti dei temi e dei desideri emersi dal lavoro preliminare e di preparazione alla gara. Viene spostato l'ingresso esistente per lasciare spazio a un nuovo foyer-atrio, spazio relax per gli studenti e luogo di comunicazione con la città; viene inserita una "biblioteca diffusa" ad animare le aree di relazione e passaggio tra i diversi piani; la palestra, con l'aggiunta di una sala studio vetrata (che può fungere da balconata) assume funzioni multiuso. La creazione di una terrazza verde sul tetto risarcisce l'edificio dello spazio en plein air che oggi gli manca e aggiunge un elemento di coscienza ambientale ormai acquisito tra i valori pedagogici contemporanei.

Al di là del risultato, a vincere è stato - in parte - anche un modello proposto da Torino. Di collaborazione pubblico-privato. Di approccio condiviso al tema della scuola del futuro. Di riqualificazione di edifici esistenti (le due scuole potrebbero essere prese a simbolo dei problemi comuni a tanti istituti scolastici presenti sul territorio). Per questo, come ha considerato lo stesso Cino Zucchi ieri, in fase di assegnazione della gara: «il patrimonio messo in campo a Torino con questa iniziativa va ben al di là e molto oltre all'esito del concorso».


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