Progettazione e Architettura

Bandi di progettazione/2. Architetti: su 100 avvisi metà hanno i corrispettivi sbagliati

Massimo Frontera

Primo bilancio dell'Osservatorio nazionale sui servizi di architettura e ingegneria (Onsai) promosso dal consiglio degli architetti

Sui bandi di gara di progettazione corre la matita blu degli architetti. Su 100 bandi pubblici pubblicati, 52 mancano del «calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara», 47 contengono un calcolo diverso dalle indicazioni del Dm parametri. In 45 bandi su 100 si riscontra un «errato ricorso, da parte delle stazioni appaltanti, al fatturato/annuo, quale requisito di accesso alle gare, senza adeguata motivazione e pertanto in violazione all'art.83 del codice». I rilievi sono contenuti nel documento di sintesi che ha chiuso la fase sperimentale dell'Onsai, l'Osservatorio nazionale sui servizi di ingegneria promosso dal Consiglio nazionale degli architetti. La fase sperimentale, annunciata nel marzo scorso, ha riguardato appunto 100 bandi. E il bilancio appare abbastanza sconfortante per la categoria.

«I numeri più critici - sottolinea Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale e coordinatore del dipartimento Lavori Pubblici - riguardano l'errato calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara in quanto i bandi analizzati sono in gran parte partiti prima dell'entrata in vigore del decreto correttivo, che ha finalmente ripristinato l'obbligo per le stazioni appaltanti di calcolare l'importo a base di gara nel rispetto del cosiddetto decreto parametri. Sarà interessante analizzare il censimento dei dati aggiornati a fine anno, al fine di verificare se il decreto correttivo (D.Lgs.56/2016) ha prodotto gli effetti da noi auspicati».

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Le "criticità" rilevate hanno una classificazione molto diversificata. Si va dall'errata richiesta di requisiti di capacità tecnica (tra il 2% e l'8% dei casi) all'errata richiesta della cauzione per affidamenti di servizi di progettazione (9%); dal mancato riconoscimento della competenza esclusiva dell'architetto negli interventi su immobili di interesse storico o artistico (7%) al mancato rispetto del divieto di cauzione (9%).

Conclusa la fase sperimentale, l'Osservatorio - spiegano gli architetti - entrerà a regime subito dopo il rinnovo dei consigli degli ordini provinciali. L'obiettivo non è ovviamente quello di dare via a una sorta di "tribunale dell'inquisizione", ma di contribuire a una corretta formulazione degli avvisi di gara, sia assicurando una comunicazione tra i diversi ordini provinciali degli architetti, sia soprattutto agevolando il dialogo con le stazioni appaltanti.
A questo scopo gli architetti, come è noto, hanno anche prodotto una guida alla redazione dei bandi rivolta principalmente ai Rup delle stazioni appaltanti.


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