Progettazione e Architettura

Zambrano (Cni): lo split payment rischia di stritolare i liberi professionisti italiani

Giuseppe Latour

Nella giornata conclusiva del congresso nazionale degli ingeneri si lancia l'allarme liquidità per le nuove regole in vigore dal primo luglio

Nella giornata conclusiva del 62esimo Congresso nazionale degli ingegneri ad Assisi, il presidente della categoria, Armando Zambrano, è intervenuto più volte, durante la discussione della mozione conclusiva, per criticare duramente le nuove modalità di versamento dell'Iva. Ricordando, innanzitutto, che in passato la rete delle professioni tecniche «si è espressa in maniera molto critica, chiedendo al Governo di escludere i compensi dei professionisti dall'applicazione di questo meccanismo». Lo split payment, per Zambrano, innesca un circolo vizioso: «La drastica contrazione della liquidità determinata dal mancato incasso dell'Iva comporterà per i professionisti il crescente ricorso a fonti di finanziamento bancario, con conseguente aumento degli oneri per interesse».

A rendere l'effetto finale devastante, però, è la combinazione della novità con altri elementi. «I compensi dei professionisti sono già soggetti alla ritenuta d'acconto: se si impedisce ai professionisti anche di scaricare l'Iva sui costi sostenuti, la situazione è destinata ad assumere contorni critici». In aggiunta, vanno considerati, per gli ingegneri, «gli effetti di una contrazione dei redditi professionali ormai da considerarsi strutturale». Quindi, per gli autonomi ci saranno redditi più bassi e liquidità ridotta. Ma ci sarà anche un'inaccettabile spaccatura tra colleghi che fanno lo stesso lavoro, ma hanno rapporti con committenti diversi. Per effetto dello split payment nasceranno, infatti, «diseguaglianze fra i professionisti che operano per gli enti pubblici e chi opera solo o prevalentemente con i privati».


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