Progettazione e Architettura

Si avvicina il cantiere del nuovo blocco del Policlinico di Milano firmato da Boeri e Barreca & Lavarra

Mariagrazia Barletta

A dieci anni dal concorso vinto dal raggruppamento con Techint (capogruppo), Boeri Studio, Labics, Abda Architetti, C+S Associati, Trt, Land e Btc

A quasi dieci anni dal primo render, il progetto per il nuovo blocco ospedaliero della Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano si avvicina alla meta della gara per l'aggiudicazione dei lavori. Si tratta di un edificio di grandi dimensioni - 130mila metri quadri di superficie costruita e 900 posti letto - da inserire nel cuore dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, in centro città. Il grande contenitore prevede un polo medico, un polo materno-infantile e una piattaforma che li collega. Del progetto e delle prossime tappe (la gara per i lavori è attesa per dicembre 2017) se n'è parlato ieri, giovedì 29 giugno a Milano, alla presenza del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, del sindaco Giuseppe Sala, dell'assessore regionale all'Economia Massimo Garavaglia, dei vertici della Fondazione Ca' Granda e dei progettisti.

Si tratta di un progetto nato dal concorso aggiudicato a novembre 2007 all'Ati composta da Techint (capogruppo), Boeri Studio, Labics, Abda Architetti, C+S Associati, Trt, Land e Btc. Tra gli elementi distintivi del progetto, un giardino in quota. «Il giardino alto - afferma Stefano Boeri - costituisce una novità nel panorama internazionale delle strutture sanitarie. Seimila metri quadrati di verde, spazi di gioco, sosta e contemplazione che confermano quanto il verde e gli alberi siano coadiuvanti nelle terapie e nella qualità della degenza ospedaliera».
In seguito al concorso, i destini dei soci di Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra) si sono divisi e sono nati due studi distinti: Stefano Boeri Architetti e Barreca & La Varra. «Ma il progetto architettonico è rimasto formalmente in capo al vecchio studio Boeri» ci racconta Giovanni La Varra. In seguito al concorso, i due studi hanno «lavorato congiuntamente» allo sviluppo del progetto architettonico, arrivando «alla definizione del preliminare nel 2009, del definitivo nel 2010 e nel 2012 è stato approvato il permesso di costruire», ci dice La Varra.

Il progetto è andato avanti a piccoli passi, fino a fermarsi col cambio di amministrazione del Policlinico, per poi essere ripreso nuovamente e ricevere un nuovo impulso nel gennaio 2016, con l'insediamento della nuova presidenza e della nuova direzione strategica dell'Ospedale. Ma, il tempo trascorso ha comportato la necessità di revisionare il definitivo. Revisione affidata sempre a Boeri, Barreca, La Varra (ex Boeri studio) e Techint (con l'apporto di Trt per la mobilità e di Land per la progettazione del verde). Il definitivo è pronto e entro il 20 dicembre lo stesso team dovrà consegnare l'esecutivo (a informarci è ancora La Varra).

Il nuovo Ospedale ha comportato la demolizione di diversi padiglioni e raggrupperà più discipline mediche e chirurgiche che opereranno secondo un approccio integrato e non più per specialità separate, superando così l'ormai sorpassata logica della divisione per padiglioni. «I padiglioni esistenti diventeranno dei satelliti del "nostro" edificio», riferisce ancora La Varra. «Sarà il più grande edificio costruito al centro di Milano dai tempi del Palazzo di Giustizia», aggiunge Gianandrea Barreca. I due poli, quello medico e quello materno-infantile, saranno ospitati ciascuno in una "stecca" di 7 piani. Tra i due poli si prevede una piastra con 21 sale operatorie, più gli impianti e i servizi per l'intero Ospedale. Nei piani sotterranei della piastra ci saranno le grandi macchine per la diagnostica. Al piano terra, invece, la stessa piastra sarà permeabile e ospiterà spazi commerciali e aree per mostre e conferenze, aperte al pubblico.

Al piano terra la piastra è concepita – racconta Barreca - «come una galleria pedonale che ripropone la tradizione delle gallerie pedonali milanesi». Il tetto della piastra, invece, diventerà, come detto, un grande giardino.
Gli scavi sono partiti ufficialmente nel marzo 2016. Attualmente (a informarci sulla tempistica è la stessa Fondazione Ca' Granda) sono terminate tutte le opere di consolidamento delle fondazioni dei Padiglioni che affacciano sullo scavo, e di una parte di via della Commenda. Sono state realizzate le tre grandi vasche in cemento armato che permetteranno il collegamento del pipe rack (ovvero la deviazione provvisoria degli impianti). Sono inoltre in fase avanzata gli scavi di bonifica. Si sta procedendo anche alla ristrutturazione e riammodernamento dei padiglioni esistenti (una buona parte dei lavori è terminata). Si prevede di realizzare il grande monoblocco entro il 2021 e di renderlo operativo nel 2022.

Il suo costo di realizzazione (esclusi arredi e macchinari) è stimato in 266 milioni di euro. Di questi, 36 provengono da un finanziamento del Ministero della Salute, 30 dalla Regione Lombardia e 200 milioni è la quota che spetta all'Ospedale. Di questi 200 milioni, 105 provengono dalla costituzione di un fondo di social housing e sono stati ricavati dalla vendita delle relative quote a Cassa depositi e prestiti. Nel fondo (Fondo immobiliare Ca' Granda) è confluito tutto il patrimonio immobiliare cittadino della Fondazione Ca' Granda (1.400 appartamenti), nato dalle numerose donazioni di benefattori susseguitesi in sei secoli di storia (l'Ospedale Maggiore nasce infatti nel 1456 nella nota struttura del Filarete). Ma, non tutte le risorse necessarie sono già in cassa: gli altri 95 milioni la Fondazione prevede di ricavarli dalla progressiva valorizzazione e vendita del patrimonio immobiliare di sua proprietà.


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