Progettazione e Architettura

Concorso scuole innovative, al via a tappe forzate l'esame delle proposte: entro luglio i primi cinque vincitori

Massimo Frontera

La commissione giudicatrice ha stabilito il metodo di lavoro per selezionare nel più breve tempo possibile le centinaia di proposte in gara

Un metodo di lavoro, un programma per le prossime settimane, alcune soluzioni pratiche per valutare nel minor tempo possibile le centinaia di proposte del concorso internazionale lanciato dal Miur per realizzare 51 nuove scuole innovative. Il tutto per arrivare al traguardo del 22 novembre prossimo - seconda ricorrenza della giornata nazionale della sicurezza nelle scuole - con tutti i vincitori già individuati e una esposizione di tutti i 1.238 progetti candidati.
Sono queste in sintesi le decisioni prese nel corso dell'incontro della commissione giudicatrice del concorso "scuole innovative", avvenuto lunedì 5 giugno presso il ministero dell'Istruzione. Riunione convocata dal Miur la scorsa settimana, dopo una lunga pausa nella procedura.

Il metodo di lavoro sul quale ha concordato la commissione giudicatrice è quello di "aggredire" le 1.238 proposte raggruppandole per regione, partendo in ordine alfabetico, dall'Abruzzo in poi. Per ogni Regione si individuerà la proposta vincitrice, poi si passerà alla successiva e così via. Le riunioni della commissione potranno proseguire sia fisicamente presso il Miur sia in collegamento video. Il concorso è stato concepito come competizione on line, e sarebbe pertanto "dematerializzato". Ma per una migliore e più attenta valutazione delle proposte, è stato deciso di effettuare delle stampe, quantomeno delle tavole inviate da ciascun concorrente.
Se tutto procederà speditamente, i primi quattro o cinque vincitori per le prime regioni esaminate, saranno individuati già entro luglio. Per poi completare la selezione dopo l'estate, in tempo - come si diceva - per chiudere il concorso entro il 22 novembre.
Poi bisognerà realizzarli, i 51 progetti selezionati. Ma questa è una sfida che ormai slitta all'anno prossimo.


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