Progettazione e Architettura

Ad Afragola inaugurazione (parziale) dello scalo Tav firmato Zaha Hadid

Mariagrazia Barletta

Il ministro Graziano Delrio: «è un'opera compiuta». Il premier Paolo Gentiloni: «forse è un'opera faraonica ma lascia il segno»

A 14 anni dal concorso internazionale, aggiudicato allo studio dell'architetto anglo-irachena Zaha Hadid (scomparsa nel marzo del 2016), e grazie allo sprint finale degli ultimi due anni, taglia un primo traguardo (non sarà l'ultimo) la stazione dell'Alta velocità Napoli-Afragola. Ieri, l'architettura-ponte di cemento e Corian è stata inaugurata alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni e del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. A fare gli onori di casa, il presidente e l'Ad di Ferrovie dello Stato, Gioia Ghezzi e Renato Mazzoncini insieme ai vertici di Italferr e di Rfi.

L'inaugurazione ha dato il via alla prima fase operativa della nuova infrastruttura: dall'11 giugno vi transiteranno ogni giorno 18 coppie di treni dell'Alta velocità (18 frecce di Trenitalia e 18 treni Italo di Ntv). Questi collegheranno il nuovo scalo con tutte le principali città della linea Torino-Salerno, oltre che con Venezia e Reggio Calabria.
Restano da realizzare i collegamenti regionali su ferro; e poi ci sono ancora da appaltare le aree commerciali che animeranno gli interni dell'avveniristica struttura che, però, non è del tutto conclusa: restano ancora alcune vetrate da inserire, alcune finiture interne da completare e poi ci sono le aree esterne da sistemare. Mentre, aree complementari, come gli stalli per gli autobus e i parcheggi, saranno ampliate con la crescita progressiva degli utenti della stazione. Bisognerà, infatti, attendere il 2022 per la piena operatività, solo allora lo scalo potrà definirsi una vera e propria porta verso il Sud. Nel 2022, infatti, se tutto filerà liscio, si arriverà all'attivazione della seconda fase operativa, con la quale la stazione di Afragola diventerà un nodo di interscambio tra la linea dell'Alta velocità Torino-Salerno, la nuova Napoli-Bari, la Circumvesuviana e i treni regionali da e per Caserta, Benevento e Napoli Nord.

La cerimonia dell'"inaugurazione"
«Un grande Paese deve essere orgoglioso delle sue grandi opere», ha affermato il premier Paolo Gentiloni durante l'inaugurazione. «In un certo senso, diamo il segno di un Paese che alza la testa», ha continuato, sottolineando anche l'accelerata impressa all'opera negli ultimi due anni. Secondo il premier, all'inaugurazione si legano due promesse: da una parte bisogna «mettere in connessione l'Alta velocità con la rete di trasporto locale» e dall'altra è necessario «garantire un'equità territoriale» per quanto riguarda le infrastrutture italiane. La stazione di Afragola «deve essere una trincea avanzata per il potenziamento dei collegamenti verso Bari, verso la Calabria e la Sicilia». A questo proposito, il premier ha ricordato il Dpcm, firmato lo scorso 29 maggio, di ripartizione del Fondo Investimenti da 47 miliardi di euro. Di questi - ha detto - «21 miliardi sono dedicati alle infrastrutture e molti a quelle del Mezzogiorno».

«Rischiava di essere una grande incompiuta e invece diventerà un segno di speranza», ha affermato Graziano Delrio in riferimento alla nuova stazione. I ritardi nelle opere pubbliche accumulati dal 2001, quando il nuovo Codice ancora non c'era, «dimostrano che non è colpa del codice degli appalti, ma della debolezza strutturale delle imprese, di gare fatte male e di stazioni appaltanti non all'altezza», ha affermato il ministro, encomiando, poi, il lavoro di Rfi, grazie alla quale «i lavori ferroviari procedono tutti rispettando i tempi» e «senza conteziosi importanti». «Oggi in Fs non c'è alcuna opera incompiuta» ha concluso.

Renato Mazzoncini, Ad di Fs Italiane, ha rimarcato il ruolo strategico per l'Europa della nuova stazione, che sarà un nodo importante all'interno del corridoio Scandinavo-Mediterraneo. La nuova stazione è «un'opera d'arte» secondo Gioia Ghezzi, presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato, che ha sottolineato il ruolo che la stazione può avere nella rigenerazione del territorio. E di rigenerazione ha parlato anche il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo che ha annunciato l'intitolazione del piazzale antistante alla stazione alla compianta Zaha Hadid. «Il percorso intrapreso deve andare avanti, perché questo deve essere un intervento di riqualificazione del territorio», ha affermato il primo cittadino rivolgendosi al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha accolto l'appello, confermando, tra l'altro l'impegno «a potenziare il trasporto su gomma, per collegare la stazione di Afragola al territorio». Collegamento senza il quale la stazione rimarrebbe isolata in mezzo ad un'area agricola. «È stato un viaggio lunghissimo, abbiamo avuto tempo di diventare grandi con il progetto» ha affermato Patrik Schumacher, oggi alla guida dello studio Zaha Hadid Architects, che ha poi ringraziato la ditta Astaldi «per l'incredibile accelerazione data all'opera, nonostante la sua complessità».

Le fasi realizzative dell'opera
Esclusi gli ultimi due anni, la storia dell'opera, infatti, è stata molto travagliata. Il progetto nasce nel 2003 da un concorso internazionale di progettazione, promosso da Ferrovie dello Stato. Ad agosto 2005 viene bandita la gara per l'affidamento della progettazione esecutiva e dei lavori, vinta dall'Ati Sacaim per un importo di 59 milioni di euro. Nascono problemi in fase di sviluppo dell'esecutivo. Ad agosto 2007 il progetto consegnato con un grande ritardo viene «istruito e giudicato non approvabile da parte della committenza, sia per l'infondatezza delle motivazioni addotte dall'appaltatore a giustificazione delle varianti tecnico-economiche presentate, sia per la mancanza dei requisiti richiesti per un progetto esecutivo dalla legge e dalla convenzione», si legge nella risposta di Tommaso Casillo, allora sottosegretario per le Infrastrutture, ad un'interpellanza alla Camera del 22 novembre 2007, presentata proprio da Domenico Tuccilo, allora parlamentare e oggi sindaco di Afragola. L'Ati contesta i contenuti dell'istruttoria, ma si arriva alla risoluzione del contratto a dicembre 2007.

Viene espletata una nuova gara, e l'appalto integrato viene aggiudicato all'Ati Dec di Bari. A luglio 2009 avviene la consegna delle prestazioni e, finalmente, ad aprile 2010 vengono avviate le attività di cantiere. A luglio 2010 si festeggia la posa della prima pietra, prevedendo la conclusione dei lavori della prima fase (quelli che avrebbero reso la stazione utilizzabile dai viaggiatori) entro la fine del 2011. Si accumulano ritardi e a febbraio 2012 il cantiere si ferma a causa della crisi dell'impresa aggiudicataria. Rfi a luglio dispone la risoluzione del contratto «per grave inadempimento dell'Ati Dec» si legge ancora in un'interpellanza alla Camera alla quale risponde, ad ottobre 2012, il sottosegretario di Stato per le Infrastrutture, Guido Improta.

In ultimo, le attività di cantiere sono state riavviate nel marzo 2015 dall'Associazione temporanea di imprese (Ati) Astaldi-Nbi, aggiudicataria di un nuovo appalto per il completamento dell'opera, per un importo complessivo di circa 61,1 milioni di euro. Da allora i lavori sono andati avanti secondo i tempi previsti, giungendo all'inaugurazione di ieri. Intanto un ulteriore passo avanti, in favore della piena operatività della stazione di Afragola, si è concluso lo scorso marzo con la gara per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori della variante Napoli-Cancello, della nuova linea Napoli-Bari, aggiudicata da Italferr (società di ingegneria del Gruppo Fs Italiane) al raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) Salini Impregilo-Astaldi per un valore di 397 milioni di euro. La nuova linea, che faciliterà gli spostamenti da Bari verso Napoli e Roma, sarà connessa proprio alla nuova stazione Napoli Afragola e renderà operativo l'interscambio con la Circumvesuviana.


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