Progettazione e Architettura

Uffici milanesi/3. La nuova sede Ernst&Young

M.Bar.

L'Hq milanese firmato Degw della società di consulenza e revisione contabile

Conciliare i vincoli della storia, legati all'architettura esistente, con le esigenze connesse ai processi di lavoro più evoluti, è possibile. E dai vincoli possono nascere anche nuove opportunità di valorizzazione dello spazio. Racconta questo il progetto della nuova sede di Ernst & Young che ha aperto nel cuore storico di Milano, progettata da Degw, il brand del Gruppo Lombardini22. Dalla riqualificazione di un intero isolato, e dalla fusione di volumi eterogenei, costruiti in diversi tempi, è nato un nuovo organismo, con spazi rivoluzionati, tecnologie all'avanguardia, dove si applica un'innovativa visione del lavoro.

La nuova sede di EY - nota società che opera nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory - occupa un complesso di edifici di quasi 19mila mq di superficie, resi fruibili in modo organico. Al suo interno sono state realizzate molteplici tipologie di spazi, ciascuna adatta a specifiche necessità (comunicare, collaborare, contemplare, concentrarsi, rilassarsi, accogliere), modulate per grado di privacy e più o meno informali. I lavoratori non hanno una postazione assegnata ma possono occupare nell'arco della giornata anche più aree, scegliendo tra i vari worksetting quello più appropriato alla specifica attività da svolgere. Il modello è definito "activity based" e prevede per ogni esigenza professionale spazi specifici, da usare in modo flessibile e non gerarchico.

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Si tratta di un modello spinto di condivisione dello spazio che sfrutta gli alti livelli di mobilità interna ed esterna e che trova il proprio equilibrio nella grande disponibilità di spazi meeting e di altri ambienti complementari. La mobilità è tale, infatti, che per 2.500 persone sono state realizzate circa 1.200 postazioni in open space, tra l'altro non assegnate, e più di 170 sale riunioni e meeting. In particolare, le aree di collaborazione sono estremamente diversificate e organizzate sia in spazi chiusi che aperti. Quelle chiuse - utilizzate senza assegnazioni fisse né gerarchie e prevalentemente su prenotazione - comprendono, ad esempio, meeting room convenzionali, collaboration room con monitor a braccio snodabile per facilitare la condivisione di contenuti, team room con tavoli da 4 o focus room con poltrone e divanetti, virtual room dotate di video conference e sale per conferenze con arredo informale.

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