Progettazione e Architettura

Centri sociali, scuola per la musica e per la danza: pronte in Emilia le architetture post-sisma firmate Cucinella

Mariagrazia Barletta

Pronte quasi tutte le strutture progettate dall'architetto bolognese, a cinque anni dal terremoto in Emilia Romagna

A cinque anni esatti dalla scossa del 29 maggio 2012, in Emilia si tirano le somme della ricostruzione in una giornata che ha come fil rouge la rinascita dei luoghi del sapere. Primo appuntamento a Mirandola, con il convegno "Fare scuola. Ricostruzione. Innovazione. Comunità", organizzato dalla Regione Emilia Romagna, in cui è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che poi ha presenziato all'inaugurazione della Scuola della Musica a Pieve di Cento (Bologna), nata da un atto di solidarietà su progetto dello studio Mario Cucinella Architects.

Il convegno ha dato occasione anche per allargare le riflessioni ai più recenti eventi. «Qui avete ricostruito e state ancora ricostruendo con garanzie di sicurezza, con standard avanzati, più sicuri, con condizioni di maggiore tranquillità: sono condizioni che vanno estese ovunque, che vanno realizzate anche nelle zone colpite di recente», ha affermato il Capo dello Stato.

Ricostruire «senza compromessi» per quanto riguarda la sicurezza sismica, ma anche ambientale, è la priorità anche per Mario Cucinella, che, intervenuto al convegno, ha sottolineato, inoltre, quanto la qualità dell'architettura sia cruciale per «promuove valori importanti come la bellezza, il design, l'ecologia, la qualità ambientale, l'innovazione, la sostenibilità», contribuendo «a dare valore al territorio», perché la «bellezza è contagiosa!», ha rimarcato l'architetto che, tra l'altro, ora è impegnato nella definizione di un piano strategico per la rinascita di Camerino.

E «pillole di bellezza» - così le definisce Cucinella – sono le cinque architetture nate dal workshop "Costruire per ricostruire", attivato subito dopo il sisma del 29 maggio. Da questo è nata, infatti, non solo la Scuola della Musica, ma anche altri piccoli edifici consegnati in occasione della giornata commemorativa. Sono oramai conclusi anche il centro per lo sport e la cultura a Bondeno (Ferrara), la scuola di danza a Reggiolo (Reggio Emilia), e il centro ricreativo a Quistello (Mantova). La quinta opera scaturita dal workshop, il centro socio-riabilitativo residenziale per persone disabili a San Felice sul Panaro (Modena), è invece in fase di ultimazione.

I cinque progetti nascono da donazioni di lavoratori ed imprese confluite nel Fondo di solidarietà istituito da Confindustria, Cgil, Cisl, Uil all'indomani del sisma che colpì l'Emilia-Romagna, al quale ha poi aderito anche Confservizi. Oltre 7 milioni la somma raccolta in circa un anno e mezzo, grazie ai contributi volontari dei lavoratori, che hanno donato l'equivalente di un'ora di lavoro. Contributi poi incrementati dalle imprese, che hanno versato una somma pari a quella donata dai propri dipendenti.

Poi l'affidamento allo studio Cucinella di un compito delicato: progettare e coordinare gli interventi in stretta collaborazione con le comunità locali. Un'attività che ha coinvolto 6 giovani professionisti - architetti e ingegneri residenti nelle provincie colpite - selezionati dallo studio McA su un totale di 160 candidature. Innovazione, sperimentazione tecnica, caratterizzano i progetti che danno vita a nuovi luoghi di cui le comunità avevano bisogno, pensati soprattutto per rafforzare il legame tra le persone e il loro territorio.

La Casa della Musica sorge nell'area ex Lamborghini che, dopo una bonifica, è stata risanata e trasformata in parco attrezzato. Con essa guadagnano spazi adeguati sia il circolo di musica pievese che la scuola media a indirizzo musicale di Pieve di Cento. La struttura si compone di nove cilindri autonomi: nove piccoli laboratori musicali di forma circolare, collegati da una sorta di piazza che funge da spazio distributivo e che diventa luogo per la condivisione e il dialogo tra i giovani musicisti. Intorno alla nuova architettura sono stati creati luoghi di sosta in modo da generare uno spazio di aggregazione per la comunità.
È ispirato ai silos e alle balle di fieno, e dunque ad elementi distintivi del luogo, il centro per lo sport e la cultura di Bondeno, costituito da due volumi cilindrici realizzati in acciaio e legno. Quello più grande è dotato di uno spazio molto flessibile, che sarà utilizzato per conferenze, spettacoli teatrali, esposizioni, fino ad attività sportive leggere. Il cilindro più piccolo ospiterà, invece, attività didattiche e di promozione delle specialità enogastronomiche del territorio.

Un unico volume dalla pelle vetrata, invece, per il centro di aggregazione giovanile di Quistello che sorge in un'area residuale ai margini del centro storico. Gli interni sono articolati in due spazi principali di 60 e 150 metri quadrati. A Reggiolo, la nuova sede della scuola di danza, è contenuta in un edificio il cui sistema schermante e di rivestimento si ispira agli intrecci dei cestini di vimini e di altri lavori artigianali tipici del luogo. Si tratta di un edificio a pianta rettangolare con la struttura e le finiture in legno di abete e dotato di due patii scoperti: due giardini visibili dalla sala di danza. Struttura in X-Lam per il centro socio-sanitario per disabili di San Felice sul Panaro in fase di ultimazione. L'edificio si compone di 4 corpi aggregati, con tetto a doppia falda, compenetrati l'uno all'altro e percepiti dall'esterno come volumi distinti, come delle piccole case e dunque come luoghi domestici e rassicuranti per i futuri ospiti.


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