Progettazione e Architettura

Sorpresa: nel vigneto esclusivo in Provenza nasce il padiglione semi-ipogeo firmato Renzo Piano

Mariagrazia Barletta

L'opera, commissionata dalla cantina Château La Coste, riprende nella copertura metallica il ritmo dei filari delle viti

Tra la città di Aix-en-Provence ed il parco naturale del Lubéron, in Francia, nel mezzo dei vigneti della cantina Château La Coste, ha aperto al pubblico il padiglione della fotografia firmato Renzo Piano. Un piccolo gioiello dalla duplice funzione: esporre fotografie e sculture e conservare il vino, inserito in un sito d'eccezione, dove arte, architettura, produzione vinicola e paesaggio sono in perfetta simbiosi. La piccola architettura, da appena 285 metri quadri, si incunea nella vallata scavata fino alla profondità di sei metri. Per realizzare l'edificio è stata sfruttata la topografia del terreno, nel quale è stata, dunque, praticata una fenditura, con l'obiettivo di incorporare al meglio il nuovo volume tra le vigne. A caratterizzare la nuova architettura è il tetto in tessuto fissato a sottili archi metallici. Ne viene fuori un susseguirsi di piegature che riprendono il ritmo e la scansione dei filari delle viti che circondano l'edificio.

Il volume vetrato e leggero, contrasta con i muri laterali di calcestruzzo non rifinito. L'accesso è da uno stretto corridoio formato dai muri in calcestruzzo, che si allarga progressivamente in uno spazio pressoché triangolare dove è collocato il padiglione. Al suo interno, si apre uno spazio espositivo dedicato alla fotografia, che in questi giorni ospita gli scatti dell'artista Hiroshi Sugimoto, tra i fotografi più influenti degli ultimi 40 anni. La galleria termina poi in uno spazio a cielo aperto dedicato all'esposizione di sculture e impreziosito da un ampio specchio d'acqua. Tutt'attorno alla luminosa galleria, di soli 160 metri quadri, ben nascosti, ci sono gli spazi per la conservazione del vino. Il contesto è di pregio, e non soltanto per il suo valore paesaggistico.

Le cantine Château La Coste hanno infatti sposato una filosofia unica, inserendo tra le loro vigne architetture contemporanee di grande valore, tra queste: il centro d'arte progettato da Tadao Ando, che ospita anche un ristorante e una libreria, un padiglione all'aperto per eventi musicali, firmato da Frank Gehry, il padiglione per la vinificazione disegnato da Jean Nouvel, e poi una cappella, anch'essa affidata alla matita dell'architetto giapponese, Tadao Ando. E poi innumerevoli opere d'arte contemporanea che punteggiano l'immensa tenuta, contribuendo all'equilibrio di ogni sua componente, artificiale o naturale. A concepirle sono alcuni tra i più grandi artisti, come Ai Weiwei, Louise Bougeois, Paul Matisse, solo per citare alcuni tra i più famosi nomi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA