Progettazione e Architettura

Apre a Dresano (Lodi) la chiesa circolare di Corvino e Multari dedicata alla Madonna delle Grazie

Mariagrazia Barletta

La nuova architettura è il frutto di un concorso lanciato nel 2008 dalla Cei

Consacrata a marzo, ha aperto ai fedeli la nuova chiesa Madonna delle Grazie a Dresano (Lodi) progettata dallo studio Corvino + Multari. A comporre il complesso ecclesiastico, che comprende anche i locali per il ministero pastorale, sono un prisma e un cilindro conformati a partire da precise suggestioni. Il cilindro, forma della geometria elementare, si carica di valenza simbolica e si complica al suo interno creando contrasti luminosi ottenuti attraverso un ribaltamento del tradizionale sistema di illuminazione naturale: non è una fonte centrale a rischiarare gli interni, come accadeva nelle chiese con cupola e lanterna, ma la luce entra da un'apertura continua perimetrale ed invade non direttamente l'aula centrale, ma il deambulatorio che corre intorno ad essa.

Si tratta di un'opera che si potrebbe dire quasi corale, giacché sin dai primi passi la progettazione ha coinvolto due figure importanti: il liturgista, ossia don Antonio Giannotti e l'artista di fama internazionale, Nino Longobardi, le cui opere sono state esposte, tra l'altro, al Guggenheim di New York. Suoi i bassorilievi in bronzo e i dipinti che celebrano la liberazione di Napoli dal nazismo, installati per impreziosire l'atrio della stazione Quattro giornate della metropolitana dell'arte del capoluogo campano. Per la chiesa di Dresano l'artista ha creato la statua del Crocifisso e la grande porta, larga 3 metri e alta 12, entrambi creati con l'antichissima tecnica della cera persa. Le opere d'arte si concentrano così sui fuochi liturgici principali, evidenziando la presenza dell'asse porta - presbiterio - abside, che culmina nel Crocifisso.

La forma circolare della chiesa rimanda all'abbraccio della Madonna delle Grazie al Figlio ed è simbolo di protezione nei confronti della comunità che la chiesa chiama a raccolta. Gli architetti Vincenzo Corvino e Giovanni Multari non si sono fermati al semplice cilindro, ma hanno concepito due grandi involucri, l'uno dentro l'altro, generati in pianta da due cerchi concentrici: quello più piccolo accoglie l'aula, mentre lo spazio tra i due involucri ospita il presbiterio, la custodia eucaristica, la fonte battesimale e la penitenzieria.
I due cilindri concentrici sono di diversa altezza. Quello interno, più basso, regge il solaio dal profilo a lente che copre l'aula; quello esterno, invece, è più alto, e nel raccordo tra i due viene ricavato un impluvio: un'apertura continua dalla quale fa ingresso la luce che va a inondare la parete più esterna. Si crea così un contrasto di luce tra l'aula più in ombra e l'anello esterno illuminato. Contrasto sul quale i progettisti hanno puntato con l'obiettivo di rendere suggestivi i sobri spazi dell'invaso.

Gli ambienti del ministero pastorale, ad un unico piano, si dispongono attorno ad un chiostro, riprendendo il classico schema dei complessi conventuali. A delimitarne il perimetro esterno provvede un susseguirsi di elementi a croce in calcestruzzo pigmentato con ossidi di ferro. I due volumi, il prisma e il cilindro, si intersecano in corrispondenza del sagrato, dando origine ad un pronao che accoglie i fedeli, preceduto da un ampio sagrato.
Basamento lineare, pianta circolare e uno studio sull'illuminazione dall'alto: sono tre elementi di una citazione colta. Tra i riferimenti a cui lo studio Corvino + Multari ha guardato ci sono, infatti, i disegni degli anni Trenta con i quali Adalberto Libera progettava la sistemazione del Mausoleo di Augusto a Roma, immaginandovi un sacrario per i caduti in Africa Orientale.

Il complesso ecclesiastico di Dresano (ad ottobre 2012 la posa della prima pietra) nasce dall'edizione 2008 dei cosiddetti «Progetti pilota», i concorsi banditi periodicamente - a partire dal 1998 e fino al 2012 - dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) attraverso il suo Servizio nazionale per l'edilizia di culto (ora denominato Ufficio nazionale per i beni culturali e l'edilizia di culto), guidato fino al 2015 da monsignor Giuseppe Russo, a cui si deve l'avvio della stagione dei concorsi in ambito ecclesiastico. Le sei edizioni dei «Progetti pilota» seguivano una formula ben precisa. Primo passo: la scelta di tre siti, uno al Nord, uno al Centro e l'altro al Sud e poi gli inviti rivolti a sette architetti per ciascun complesso parrocchiale da edificare. Nonostante il successo complessivo dell'iniziativa «Pilota», che ha portato fino ad ora alla realizzazione di dieci chiese, l'edizione 2008 non è annoverabile tra le migliori, considerando che la diocesi di Macerata decise di non realizzare il progetto vincitore di Corrado Scagliarini per la chiesa a Porto Recanati. Quanto all'altro progetto, quello di Riccarda Rigamonti per il complesso di Racalmuto (Agrigento), questo aveva invece subito un periodo di stasi, una volta sbloccato, a fine 2016 è stato avviato il cantiere.

I crediti del progetto
Progettisti: Vincenzo Corvino, Giovanni Multari
Liturgista: don Antonio Giannotti
Artista: Nino Longobardi
Consulenti
Gabriele Salvatoni (opere strutturali)
Riccardo Caniparoli (geologia e impatto ambientale)
Collaboratori
Michele Natale, Marco Poerio, Giovanna Castaldo, Marco Polito, Giovanni Podestà, Elisa Magliarditi, Salvatore Carleo, Manuela Ferro
Impresa: Ecocostruzioni
Fotografie: Paolo Cappelli e Maurizio Criscuolo


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