Progettazione e Architettura

Sul lago di Lugano si affaccia l'edificio dalla pelle dorata firmato Studio Archea

Mariagrazia Barletta

Marco Casamonti racconta l'intervento realizzato in Svizzera progettato per una immobiliare locale

È il materiale a rendere tangibile l'idea progettuale. La "pelle" dell'involucro deve essere studiata per garantire un comfort ottimale, deve adattarsi al contesto, integrarsi con la concezione strutturale dell'edificio, senza rinunciare alla possibilità di essere espressiva e trasmettere emozioni. E se non c'è prodotto in grado di rispondere ai vari requisiti, veicolando una precisa idea progettuale, allora la materia può anche essere inventata. Succede questo nell'architettura sperimentale che lo studio Archea ha concluso a Lugano, in Svizzera. Si tratta di un edificio residenziale affacciato sul lago, a pochi passi dal Lac, il celebre centro culturale firmato da Ivano Gianola. «Da tanti anni svolgiamo un lavoro di ricerca sui rivestimenti, sulle "pelli", sulle superfici, perché riteniamo che la materia debba essere progettata al pari della distribuzione dell'edificio». A raccontarci la nuova architettura è Marco Casamonti, socio dello studio Archea con Laura Andreini, Silvia Fabi e Giovanni Polazzi, e responsabile del progetto elvetico realizzato per Bisa Holding, una società guidata da un italiano trasferitosi a Lugano, che «aveva l'ambizione di portare il design made in Italy in Svizzera», riferisce Casamonti.

«Volevamo avere un rivestimento in pietra, come il marmo, dorato, ma volevamo allo stesso tempo un materiale pulibile, che non assorbisse l'inquinamento e che fosse totalmente impermeabile», racconta ancora l'architetto. Da qui l'idea di inventare un materiale che prima non esisteva, generato da vetro stratificato nel quale viene interposto un tessuto di ottone. «Il tessuto di ottone è stato stropicciato a mano e siccome il metallo mantiene una memoria di forma, una volta steso nuovamente e messo dentro il vetro, conserva le grinze». Si creano delle piegature che ricordano le venature del marmo. Nel mezzo delle lastre di vetro è stato, inoltre, inserito un materiale resinoso, che crea spessore, consentendo al metallo di muoversi leggermente all'interno del vetro. I pannelli sono poi stati retroverniciati con cinque tonalità diverse, in modo da ottenere una facciata non omogenea per colore.

«Cercare la vibrazione della materia naturale in un materiale artificiale» è stato l'intento, spiega Casamonti. «La natura - continua - non ci dà una pietra tutta uguale, a volte è più scura, a volte è più chiara, la sua bellezza è data dalla stonalizzazione e per ottenerla abbiamo retroverniciato le lastre con toni del marrone, dell'arancio e del giallo». «Abbiamo avuto molti problemi per le prove, perché è un materiale che non esisteva. Quindi abbiamo dovuto testarlo e certificarlo ad hoc». Il rivestimento cambia a seconda dell'incidenza della luce, diventando più o meno riflettente. Muta nelle diverse ore della giornata, interagendo con l'ambiente. Dà vita, inoltre, ad una facciata ventilata che porta con sé il pacchetto di isolamento, in modo da contribuire al comfort acustico e termico di un edificio che ha dovuto rispettare severi requisiti sul fronte del risparmio energetico.

Legare l'architettura alla concezione strutturale, tra l'altro molto ardita, è un altro punto chiave del progetto. Il volume, in struttura portante in cemento armato, è rialzato da terra e sospeso sui due corpi scala, generando uno sbalzo di 20 metri verso il lago ed un altro di 12 metri verso monte. I corpi scala possono essere assimilati ai piloni di un ponte, in quanto supportano tre travi-parete alte quanto i quattro piani dell'edificio. Quelle laterali compongono le facciate lunghe, mentre la terza è disposta pressoché al centro dell'edificio. Non ci sono pilastri, ma solo i due piloni, le tre travi-parete e le solette. E, tra i due corpi scala, che distano circa 30 metri l'uno dall'altro, al livello del suolo, è stata posizionata una grande vetrata affacciata sul piano interrato dove trova spazio la piscina. «L'edificio è sospeso e non esiste il piano terra». Si tratta di una volontà espressa dalla committenza, in quanto gli appartamenti al piano terra non sono vendibili facilmente in quel contesto e poi è una scelta dettata anche dal pregio paesaggistico dell'area. «Gli edifici qui hanno un valore perché stanno in una zona bellissima, vista lago, e per conservare il panorama e il paesaggio, bisogna distaccarsi da terra» afferma Marco Casamonti.

Complessa anche la distribuzione delle bucature in facciata, che ha dovuto tener conto della presenza della trave-parete. Ecco perché alcune finestre sono conformate come dei piccoli quadrati. Lungo il lato corto, invece, la trave parete centrale si interrompe e consente la creazione di profonde logge affacciate sul lago, concepite come fossero una cornice, pronta ad inquadrare il paesaggio. «Il paesaggio è il soggetto di questo edificio. L'edificio è come un cannocchiale, come un luogo per vedere e scoprire il paesaggio» commenta l'architetto.
La cura del dettaglio e un sapiente abbinamento dei materiali si lasciano notare. Il legno teak ricopre la terrazza sul tetto, utilizzata come ampio giardino, e riveste le logge, compresi i parapetti. Mentre l'acciaio Cor-Ten "veste" l'esterno dei corpi scala, in armonia con le tonalità naturali e calde dell'edificio.

I crediti di progetto
Progetto architettonico: Archea Associati
Laura Andreini, Marco Casamonti, Silvia Fabi, Giovanni Polazzi
Collaboratori: Mattia Mugnaini (Capoprogetto), Domenico Cacciapaglia, Mattia Cadenazzi, Luana Carastro, Stefano Marcinkiewicz, Marco Orto, Ilaria Pisoni, Federica Poggio, Luca Romagnoli, Riccardo Teo
Direzione artistica e responsabile di progetto: Marco Casamonti
Direzione lavori: Giovanni Polazzi
Committente: Bisa Holding
Responsabile di progetto per la committenza: Lorenzo Cortellari
Consulente locale: Archiconsult SA
Appaltatore principale: Impresa Garzoni SA
Progetto strutturale AR&PA Engineering
Consulenti per le strutture: aeiprogetti
Consulenti per gli impianti: Varesecontrolli s.r.l.


© RIPRODUZIONE RISERVATA