Progettazione e Architettura

Pronto in Brasile l'edificio-nave «made in Italy» selezionato con un concorso internazionale

Francesca Oddo

Un progettista under 40 con base a Roma firma l'edificio-landmark frutto di un concorso privato

Nei giorni scorsi in Brasile è stata inaugurata un'opera che porta la firma di un giovane architetto italiano under 40. Il nuovo centro polifunzionale a Navegantes, lungo la costa atlantica a sud del Paese, è infatti il frutto di un concorso internazionale di progettazione a inviti vinto da Francesco Schiavello (Schiavello Architects Office), con base a Roma, e da Marina Canhadas e Sabina Bottarelli (Canhadas Bottarelli Arquitetura), con sede a Curitiba, capitale dello Stato del Paranà.

I tre coautori del progetto si sono conosciuti durante gli studi e, appena dopo averli conclusi, hanno potuto verificare in prima persona come in Brasile, quantomeno nel settore privato, ci siano ottime possibilità di crescita anche per i giovani. La società Portonave, da cui prende nome il progetto, è proprietaria di uno dei porti commerciali privati più grandi della nazione. Nel 2005 il committente acquista il terreno e dal 2007, quando inizia la propria attività, ha dato impiego a oltre 1.100 dipendenti, contribuendo a rilanciare l'economia della città. Il 2008 è l'anno del concorso mirato alla realizzazione di una struttura capace di ospitare al piano terra una mensa, una biblioteca, un pronto soccorso e gli spogliatoi a servizio dei lavoratori del porto, al primo piano un auditorium e una grande piazza sopraelevata e coperta destinata a eventi.

Se le tempistiche sono state lunghe prima di arrivare alla posa della prima pietra, il cantiere è invece stato velocissimo (14 mesi). L'obiettivo è stato quello di realizzare un edificio che si ponga come nuovo landmark della zona e che sia aperto anche alla comunità locale. Non è un caso, infatti, che la società abbia avviato una partnership con l'amministrazione pubblica mirata alla promozione sia di progetti culturali e sociali (promozione della salute, sostegno all'infanzia e agli anziani) sia di iniziative ambientali (riqualificazione di parti della città, sensibilizzazione sulle tematiche ecologiche, progetti focalizzati sullo sviluppo sostenibile). Realizzato con processi parametrici e articolato su una superficie di 5.600 mq, l'edificio ricorda la sagoma di una candida nave pronta a prendere il largo e il suo rivestimento allude alla texture del cosiddetto pesce farfalla, appartenente alla famiglia Chaetodontidae e presente, fra l'altro, anche nell'Oceano Atlantico.

Insomma, i riferimenti al contesto ci sono tutti; e anche la buona riuscita dell'opera. La trama porosa del rivestimento, inoltre, contribuisce a creare un rapporto osmotico con la città e con la comunità, proprio come da intenzione della committenza. «Dopo la mia positiva esperienza presso lo studio Fuksas e la partecipazione a vari premi e mostre di architettura nazionali e internazionali - racconta Schiavello -, oggi sono molto contento di questa mia prima grande opera all'estero, frutto di un lavoro iniziato ormai qualche anno fa. All'estero apprezzano molto l'architettura italiana e investono altrettanto sui giovani e sulle riqualificazioni».


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