Progettazione e Architettura

L'hotel degli anni Trenta sulle Dolomiti rinasce con il design firmato noa*

Francesca Oddo

Intervento di demolizione e ricostruzione per il complesso del secolo scorso a San Cassiano, in Val Badia (Bz)

In un periodo complesso per il mercato delle costruzioni, e in generale per l'economia, la committenza di un albergo altoatesino a conduzione familiare decide di investire su una rinnovata proposta ricettiva (nonostante la stagnazione del turismo, quantomeno quello interno), con l'intenzione di intercettare il gusto e la sensibilità dei turisti ormai sempre più esigenti.
L'hotel Tofana nasce negli anni Trenta del secolo scorso San Cassiano, in Val Badia, provincia di Bolzano. Nel 2011 la struttura è passata in mano alla terza generazione, in particolare a Günther e Verena Frena, due amanti dello sport e della montagna che decidono di conferire un nuovo aspetto all'albergo. Guide alpine, istruttori di yoga, sci e snowboard, i committenti desiderano trasferire la loro visione dinamica ed energizzante della vita alla loro nuova architettura. A questo punto interviene lo studio bolzanino noa* – network of architecture (Stefan Rier & Lukas Rungger) che, tramite un incarico diretto e in soli otto mesi, demolisce l'edificio originario e dà vita a una nuova costruzione ispirata al paesaggio delle Dolomiti: oggi l'albergo ripropone con il suo profilo -popolato all'esterno da conifere- la vetta di una montagna. «L'edificio diventa parte integrante del paesaggio - spiega noa*-. Le sue irregolarità, la sua spiccata asimmetria e la moltitudine di angoli creano l'impressione di trovarsi di fronte ad una formazione rocciosa».
L'edificio è inteso come un viaggio, come una montagna da scalare: le terrazze che si "arrampicano" lungo le facciate dell'hotel alludono al percorso per raggiungere la vetta. A differenza del carattere introverso del contesto alpino, l'albergo si apre verso l'esterno con generose pareti a vetri che intercettano la luce naturale e incorniciano scorci di paesaggio sempre diversi. All'interno una serie di particolari contribuisce a suggellare il legame con lo scenario montano: le scale ricordano le "vie ferrate", le tonalità dell'arredamento -verde e marrone in particolare- ripropongono i colori dei pascoli alpini, dei boschi, delle grotte, la reception è simile alla cabina di una funivia. Oltre le camere (distribuite su cinque piani), raggiunta la cima si trova la terrazza dotata di sauna e piscina con vista panoramica sulle Dolomiti.

Chi sono i progettisti
Lukas Rungger (Brunico, 1977) e Stefan Rier (Siusi allo Sciliar, 1979) -laureati fra Graz, Verona e Ferrara- si sono incontrati mentre lavoravano da Matteo Thun a Milano, per il quale hanno seguito una serie di progetti nell'ambito del turismo, delle abitazioni moderne di lusso e del design sostenibile. Prima di fondare noa* a Bolzano nel 2010, i due architetti hanno collaborato per dieci anni con diversi studi nazionali ed internazionali basati a New York, Londra, Berlino, Milano, Ferrara e Graz. Dal 2016 Andreas Profanter e Christian Rottensteiner sono diventati partner dello studio che in tutto conta oggi 16 persone.

I crediti del progetto
Committenti: Günther e Verena Frena
Progetto: noa* (network of architecture), Bolzano
Impresa: Gasser Paul (San Lorenzo di Sebato, Bolzano)
Superficie complessiva: 25002 mq
Cronologia: aprile 2016 / inizio cantiere, dicembre 2016 / fine cantiere


© RIPRODUZIONE RISERVATA