Progettazione e Architettura

Nella periferia romana apre la residenza per studenti firmata King-Roselli

Mariagrazia Barletta

La struttura fa parte della rete dei collegi di merito della Fondazione Ceur, gestiti dalla Fondazione Falciola e riuniti sotto il marchio Camplus College

L'ospitalità alberghiera, ripulita da ogni cliché e da uno stile globale ormai consumato, "ringiovanisce" se trasferita al mondo delle residenze per studenti. È questa, in estrema sintesi, l'esperienza raccontata da Riccardo Roselli - co-fondatore con Jeremy King dello studio King Roselli Architetti di Roma - in relazione alla nuova residenza universitaria di recente inaugurata nel quartiere Pietralata a Roma. La struttura fa parte della rete dei collegi di merito della Fondazione Ceur, gestiti dalla Fondazione Falciola e riuniti sotto il marchio Camplus College.

Sono dieci gli studentati della rete nati in tutta Italia dal 2007 ad oggi (tre inaugurati nell'arco degli ultimi tre mesi dello scorso anno). Dietro al brand - che presto dovrebbe allargarsi anche all'estero - c'è l'idea di creare uno spazio dove vivere e studiare, di cultura e di relazione, mescolato a servizi di supporto allo studente (orientamento al lavoro, attività di tutoring e di approfondimento culturale, etc..). Proprio come negli hotel, non mancano il servizio ristorazione e una reception aperta 24 ore su 24. Nella struttura trovano spazio anche una palestra, una sala musica, aree comuni, una biblioteca, due aree per la ristorazione, una sala per conferenze e una cucina comune.

Insieme ad un mercato e a nuove residenze, l'edificio fa parte del Prusst (Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio) di Pietralata ed è stato progettato dall'architetto Ettore Pellegrini, ma poi convertito in studentato dallo studio King Roselli quando il progetto era ancora sulla carta. Inizialmente, ci racconta Roselli, doveva essere un edificio ad uso terziario. «Il nostro cliente – continua - ha comprato l'opera futura. Abbiamo fatto dei piccolissimi cambiamenti dal punto di vista estetico per quanto riguarda la facciata. Si è trattato di una sorta di ristrutturazione virtuale dell'edificio che abbiamo adattato a studentato».

«Ciò che a noi veramente interessava era cercare di trasmettere degli stili architettonici che fossero diversi da quella che è ormai una globalizzazione dell'accoglienza», racconta l'architetto Roselli. Dunque, il punto di partenza inevitabilmente è dato dall'esperienza che lo studio King Roselli ha maturato in ambito alberghiero, lavorando per famose catene internazionali e realizzando sia interni che nuove architetture. Rendere gli ambienti accoglienti resta ovviamente una priorità anche nel caso delle residenze universitarie, ma farlo senza cadere in uno stile ormai ampiamente diffuso in ambito turistico-ricettivo, è stata la sfida. «Abbiamo cercato di dare un carattere a questa struttura, che non derivasse dalle ripetizione di tanti elementi che già conosciamo».

Non si è trattato, in definitiva, di trasferire stili ed elementi dal mondo alberghiero a quello della residenza universitaria, ma di reinventarsi l'accoglienza a partire da una diversa realtà: quella degli studenti. «Abbiamo cercato, ad esempio – racconta ancora Roselli - di cambiare la conformazione delle sale anche per quanto riguarda quelle del food and beverage, cioè pensiamo che le sale dove si mangia poi possano diventare delle sale studio, e quindi non avere una fisionomia da mensa». Nella mensa, infatti, i ragazzi studiano anche e «non è raro, poi, che finito di studiare inizino a ballare perché qualcuno mette la musica», racconta Roselli. Alcuni spazi, dunque, diventano ibridi e sono gli utenti ad avere l'ultima parola, decidendo come usarli.

Dare agli utenti ambienti che si prestino ad essere gestiti in diverso modo e arredi da poter personalizzare, fa parte della strategia progettuale che mette al centro lo studente, prendendo in debita considerazione la creatività con cui i giovani tendono a rendere domestiche le loro camere e l'imprevedibilità con cui utilizzano gli spazi. Così, gli arredi delle camere sono costituiti da un telaio metallico nel quale è inserita l'attrezzatura di base (contenitori, armadi, etc..) che gli studenti possono personalizzare, arricchendola di oggetti o aggiungendo all'interno della maglia metallica scatole portaoggetti. «Ci aspettiamo – conclude Roselli - che tra un anno, sei mesi, questa struttura venga personalizzata, che cambi come succede alle case in un condominio».


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